Emirati fuori dall'Opec. Un passo verso la disgregazione dei grandi cartelli
Gli Emirati Arabi Uniti, terzo produttore di petrolio nell'Opec, escono dal grande cartello petrolifero. Un modo per smarcarsi dalla politica estera ed energetica dell'Arabia Saudita e una denuncia dell'Iran, che ha colpito soprattutto gli Emirati nella terza guerra del Golfo. Per i paesi importatori, come il nostro, più è debole il cartello, più favorevoli saranno i prezzi.
- Medio Oriente, suora aggredita sul Monte Sion di Nicola Scopelliti
La Bussola Mensile: lo statalismo all'assalto della famiglia
L'educazione dei figli è una concessione statale o un diritto naturale? La domanda sorge spontanea quando l'invadenza dello Stato post-moderno tende a spingere ai margini il ruolo dei genitori, ribaltando il principio di sussidiarietà. L'approfondimento nel primo piano del numero di maggio, alla luce dei principi della Dottrina sociale della Chiesa.
Garlasco, la svolta mette in luce la malagiustizia mediatica
I nuovi clamorosi sviluppi investigativi aprono una riflessione più ampia su come funziona (o eventualmente non funziona) il sistema giudiziario. Qualunque sia l'esito, la costante esposizione ai riflettori dei media, sovrapponendo il processo vero alla narrazione, costituisce uno degli aspetti più critici dell'intera vicenda.
Ora e sempre resilienza, parola chiave di questi tempi passivi
Presa dall'ambito della scienza dei materiali, la parola resilienza è ormai entrata come slogan nel vocabolario comune di quest'epoca passiva. Un'etichetta per il neoliberismo. E il dramma è che comincia a usarla anche la Chiesa.
Caso Minetti, un pretesto per attaccare la Meloni
Una grazia da rivedere: un caso senza precedenti. Per Nicole Minetti, per la prima volta, il Quirinale chiede ufficialmente chiarimenti al Ministero dell'Interno. Per la sinistra è una nuova occasione per chiedere le dimissioni di Giorgia Meloni.
Siamo chiamati, scelti e amati
Giovanni FigheraViolaine, Anna Vercors e Pietro di Craon: tre strade diverse, un’unica scoperta decisiva. Ognuno di loro riconosce di essere stato chiamato, scelto, amato dal volto buono del Mistero.
Comunione ai cani, per il vescovo di Coira non c'è sacrilegio
Luisella ScrosatiNiente scomunica per tre fedeli che hanno condiviso l'Ostia santa col cagnolino: secondo mons. Bonneman manca l'intento sacrilego. Il problema resta, perché il “fattaccio” è figlio degli abusi liturgici e del travisamento dell'Eucaristia.
Il Vaticano non permise alla Svizzera di interrogare Perlasca e Peña Parra
Nico SpuntoniNell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, la procuratrice elvetica Annina Scherrer lamenta che il Vaticano non abbia permesso gli interrogatori richiesti nell’indagine, come a mons. Perlasca e l’allora sostituto Peña Parra.
Il dialogo non è un dogma
Oggi dai vertici della Chiesa arriva spesso l’invito a dialogare, ma «il dialogo non è un dogma» come diceva il cardinale Biffi. Piuttosto, Gesù ha dato ai discepoli il comando di predicare il Vangelo e la necessità di convertirsi.
Il "socialismo gentile" di Mamdani smascherato in 100 giorni
Lorenza FormicolaIl primo cittadino di New York ha chiuso centomila buche nelle strade, ma ora a sgretolarsi è la sua stessa narrazione elettorale nel primo scorcio di mandato, tra compromessi necessari e promesse inevase.
Il decalogo per asservire i giornalisti alla propaganda Lgbt
Tommaso ScandroglioL’Ordine del Piemonte ha redatto una Carta Arcobaleno in dieci punti, con cui si chiede ai giornalisti di adattare il linguaggio, le informazioni, le fonti, etc., in base ai desiderata dei gruppi Lgbt. Un decalogo per mistificare la realtà, perciò contrario alla deontologia. E i suoi promotori puntano a farlo approvare dall’Ordine nazionale.
- Pride israeliano a Sodoma, che strategia, di Rino Cammilleri
Pizzaballa: Gerusalemme, simbolo di una convivenza possibile
Nicola ScopellitiLa prima lettera pastorale del patriarca guarda in faccia il conflitto allargando l'orizzonte alla luce della Pasqua «che permette di vedere vita dove sembra esserci solo morte» e che non nega la storia ma la guarisce. Soltanto così è possibile vivere una situazione lacerata senza cedere alla retorica né alla rassegnazione.
Carlo III negli Usa, 250 anni dopo l'Indipendenza per ricucire uno strappo
Stefano MagniIl discorso al Congresso Usa di re Carlo III è un richiamo alle radici comuni di Usa e Regno Unito e un invito esplicito a rispettare la lunga alleanza. La missione del re è ricucire uno strappo sempre più profondo.


















