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INDISCREZIONI

Un tedesco "poco ortodosso" sarà custode dell'ortodossia

Sta per scadere il mandato del cardinal Ladaria e alla guida del Dicastero per la Dottrina della Fede potrebbe succedergli l'attuale vescovo di Hildesheim, mons. Heiner Wilmer. Proviene dalla Germania ma è l'esatto contrario dei predecessori Ratzinger e Müller. La sua "agenda" è piuttosto quella del controverso Cammino Sinodale.

Ecclesia 17_12_2022

Si avvicina la fine del mandato del cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer come prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. A luglio, infatti, scadranno i cinque anni ed un avvicendamento è più che probabile se si terrà fede a quanto fatto filtrare nel 2017 per motivare la rimozione dell'allora prefetto, il cardinale Gerhard Ludwig Müller.

Quest'ultimo, non ancora settantenne, venne sostituito con il segretario dell'allora Congregazione per la Dottrina della Fede al culmine di un mandato in cui non erano mancate le frizioni con il Papa. Una decisione inedita perché fino ad allora i suoi predecessori avevano cessato l'incarico o per raggiunti limiti d'età o per l'elezione in conclave, come nel caso di Joseph Ratzinger. Una comunicazione che Francesco diede al suo collaboratore, molto legato a Benedetto XVI, nel corso di un'udienza durata «meno di un minuto», secondo quanto riferì Müller che non la prese certo bene.

Al suo posto, tuttavia, venne nominato il gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer; una soluzione di continuità con i suoi predecessori. Basti pensare che due anni fa, nel corso dell'incontro pubblico a Roma dello Schülerkreise – il gruppo di allievi di Ratzinger – questo aspetto del lavoro dell'attuale prefetto venne elogiato con ironia da uno dei relatori, parlando di Ladaria come di un tedesco nato su una piccola isola spagnola.

A succedergli potrebbe essere un tedesco vero ma molto diverso dagli ultimi due connazionali arrivati sulla poltrona più alta del Palazzo dell'ex Sant'Uffizio: da ieri, infatti, sta impazzando sul web l'indiscrezione che vedrebbe Francesco intenzionato a nominare monsignor Heiner Wilmer. Ancora una volta è Messainlatino.it a dare la notizia attribuendola a «fonti in altissimo loco», espressione utilizzata anche in queste settimane per le rivelazioni sul caso Rupnik, relative proprio all'attività del Dicastero, e che hanno trovato conferma. 

L'indiscrezione ha fatto il giro del mondo ed è finita anche nella newsletter del sito cattolico statunitense The Pillar. Bisogna ricordare che per il ruolo di successore di Ladaria si era parlato tempo fa anche di monsignor Charles Scicluna, che del Dicastero è anche segretario aggiunto. L'arcivescovo di Malta, voluto all'allora Congregazione per la dottrina della fede da Ratzinger con il quale collaborò direttamente già durante il pontificato di San Giovanni Paolo II, è uno dei simboli dell'operazione trasparenza nella lotta della Chiesa contro gli abusi commessi dal clero. Il suo nome, dato praticamente per certo nei mesi iniziali del 2022 dopo un'udienza privata concessagli dal Papa il 13 dicembre 2021, non comporterebbe cambiamenti rilevanti alla guida del Dicastero per secoli considerato il più importante della Curia. Tuttavia, le sue quotazioni sembrano da tempo in discesa e a trarne vantaggio potrebbe essere Wilmer, secondo le voci più recenti.

Wilmer è vescovo di Hildesheim dal 2018 ed è membro della famiglia dehoniana di cui è stato in passato superiore generale. Francesco lo stima perché lo considera un pastore vicino alla gente. Due mesi fa lo ha ricevuto in udienza privata in Vaticano per parlare del Cammino Sinodale tedesco di cui Wilmer è uno dei sostenitori. Poco prima di quell'incontro, il vescovo si era duramente scagliato contri i suoi confratelli che avevano fatto mancare la maggioranza dei 2/3 necessaria per approvare un documento base sulla morale sessuale cattolica che, tra le altre cose, chiedeva  un «cambiamento della dottrina e della prassi della Chiesa nel trattare la sessualità umana». Nel testo discusso in seconda lettura dalla quarta assemblea generale del Cammino Sinodale c'erano richieste di cambiamento su benedizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso, sessualità autostimolante, rapporti sessuali fuori dal matrimonio e l'istanza per una «rivalutazione magisteriale dell’omosessualità». 

Le reazioni molto dure a quella bocciatura e il fatto che in sede di discussione non erano emerse tutte le perplessità sul testo poi manifestatesi nell'urna vennero interpretati da più di qualcuno come una delle dimostrazioni di scarsa sinodalità del Cammino tedesco. Wilmer fu tra quelli che commentarono più amaramente l'esito del voto, definendolo «un vero freno» a chi vuole rinnovare la Chiesa ed arrivò a dire che «non può essere che gli insegnamenti della Chiesa feriscano o discriminino le persone».

Se le voci fossero confermate, un prelato con queste convinzioni potrebbe assurgere alla guida del Dicastero nato proprio come strumento per custodire integro il deposito della fede affidato loro da Cristo. Quest'indiscrezione arriva a nemmeno un mese dalla visita ad limina dei vescovi tedeschi al termine della quale è andato in scena anche uno scontro con i capi dei dicasteri curiali – il cardinal Ladaria compreso – proprio sul Cammino Sinodale. Addirittura, il prefetto del dicastero per i vescovi, cardinale Marc Ouellet, è arrivato a chiedere una moratoria per fermare il Sinodo ma ha dovuto incassare il rifiuto dei vescovi tedeschi che sono tornati in patria più determinati che mai ad andare avanti senza lasciarsi scalfire dai richiami di Roma. Francesco, che avrebbe dovuto partecipare al faccia a faccia tra Curia e vescovi tedeschi, ha deciso all'ultimo di non presenziare. Una decisione che il capo della conferenza episcopale, monsignor Georg Bätzing, ha commentato dicendo che il Papa è «un abile gesuita». 

Di ritorno dal Vaticano, anche Wilmer ha ripetuto le rassicurazioni già sentite da altri vescovi tedeschi sul fatto che la Germania non vuole uno scisma da Roma, ma non ha cambiato posizione sulle rivendicazioni sinodali bocciate dal Dicastero per la dottrina della fede. La sua eventuale nomina come successore di Ladaria – ricevuto proprio pochi giorni fa dal Papa – rappresenterebbe una grave bocciatura del lavoro fatto in questi anni proprio dall'ex Congregazione sotto il pontificato di Francesco e sarebbe facilmente interpretabile come una vittoria schiacciante dell'episcopato tedesco e della sua agenda che suscita – come ha ricordato anche il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – non poche «preoccupazioni». 

All'indomani dell'annuncio della sua nomina a vescovo di Hildesheim, Wilmer disse che Francesco lo aveva scelto probabilmente perché si aspettava da lui «cose non ortodosse»: potrebbe essere lui il nuovo custode dell'ortodossia cattolica, espressione con cui si era soliti definire i prefetti dell'ex Sant'Uffizio?