L'imam chiama alle urne, il fronte del no si estende all'islam
Musulmani compatti per bocciare la riforma della giustizia: l'appello viene dall'ormai noto Roberto Hamza Piccardo, passato dalla militanza politica (a sinistra) a quella religiosa. Gli fa eco a Torino il predicatore Brahim Baya. Il voto del 22-23 marzo diventa l'occasione per testare il "peso" politico della mezzaluna in Italia.
Cala l'attenzione sul referendum, italiani più attenti all'Iran
La crisi mediorientale monopolizza l'opinione pubblica, ben più della campagna referendaria. E intanto l'Agcom richiama due emittenti sbilanciate per il No, che secondo i sondaggi prevarrebbe in uno scenario di scarsa affluenza alle urne. Ma la partita è ancora aperta e imprevedibile.
Cattolici divisi in vista del referendum sulla giustizia
L'appuntamento referendario ripropone la pluridecennale divisione del mondo cattolico. Da un lato c'è chi invita votare sì anche per scongiurare le invasioni di campo della magistratura sui temi etici, dall'altro c'è chi invita velatamente a vota no e chi lo fa in modo esplicito, rispolverando la retorica dossettiana sempre più lontana dalla realtà.
Al seggio senza votare, l'opzione Meloni a rischio boomerang
L'invito della premier a non ritirare la scheda può essere una strategia per evitare di esporsi sui contenuti della consultazione. Ma potrebbe influire sulla partecipazione al voto ed evidenziare le crepe nella maggioranza.
No della Consulta al referendum per abrogare l'autonomia
Sentenza accolta con favore dal centrodestra, diviso però su come attuare la riforma Calderoli. L'ammissione di altri cinque quesiti su cittadinanza e lavoro proposti da +Europa e Cgil è invece un'arma a doppio taglio per la sinistra, rischiando di spaccarla.
Un sì stentato all'UE nella Moldavia spaccata a metà
Vincono i sì per un soffio al referendum nella piccola (e divisa) repubblica ex sovietica. E Bruxelles soffia sul fuoco delle tensioni.
Gli sloveni si ribellano alle adozioni omo e transessuali
L’Assemblea nazionale slovena sdogana le adozioni per coppie dello stesso sesso e di qualsiasi genere incluso nella sigla LGBTQIA+, incurante del parere contrario della popolazione, già espresso tre volte. Per rimettere al centro l'interesse del bambino è in corso una nuova mobilitazione, nonostante le assurdità della normativa referendaria che permette a Governo e Parlamento di bypassare la volontà popolare.
«Referendum: domande giuste, risposte inadeguate»
«Di fronte a domande giuste, il referendum tende a fornire risposte inadeguate». Il giudice Domenico Airoma (Centro Studi Livatino) legge con la Bussola i cinque quesiti referendari su cui saremo chiamati a rispondere domenica. «L’accesso in magistratura rimane unico, così come rimane unico l’organo che decide su carriera, professionale e disciplina, ovvero il Consiglio Superiore della Magistratura, dove comunque siedono sia i pubblici ministeri sia i giudici. Finché la “casa” è comune, i pericoli di condizionamento reciproco permarranno».
Referendum: cinque quesiti per una riforma incompleta
Francesco Cavallo, avvocato del Centro Studi Livatino, ci spiega cosa si può ottenere (e non ottenere) con i cinque referendum sulla Giustizia. Lo stesso strumento del referendum abrogativo è inadeguato a costruire un nuovo sistema. E anche nella migliore delle ipotesi ne uscirebbe una riforma monca.
Cannabis e guida, un nuovo studio conferma i pericoli
Una ricerca dell’Università della British Columbia, pubblicata sul New England Journal of Medicine, solleva un forte allarme - dati alla mano - sugli effetti della legalizzazione della marijuana in Canada, in particolare sulla guida. Un motivo in più per fermare le spinte pro droga in Italia.
Il no al burqa è un no all’islamismo
La maggioranza degli elettori svizzeri, che ha votato per il divieto a indossare in luoghi pubblici burqa e niqab, viene tacciata di razzismo da neofemministe e islamo-gauchisme. In realtà qui non si tratta di libertà religiosa ma di abuso a fini politici (con danno per le donne) di un indumento, funzionale all’agenda ideologica di movimenti fondamentalisti. Anche l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Svizzera.
Costa più la burocrazia dei parlamentari
Il numero dei parlamentari è un falso problema, anche se per puro calcolo statistico in un numero più grande dovrebbe essere più facile trovare persone competenti. Per ridurre i costi e aumentare l'efficienza è necessario ridurre l'apparato burocratico, il personale delle Authority e il costo delle Regioni.












