• LA BATTAGLIA CONTINUA

    Vita-aborto: 2-1. La legge del Texas è di nuovo in vigore

    La Corte d’Appello per il Quinto Circuito ha sospeso in via temporanea l’ordine del giudice distrettuale Pitman, che aveva bloccato il Texas Heartbeat Act. Torna quindi in vigore la legge che vieta gli aborti dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del nascituro. E si riaccendono le speranze del movimento pro vita statunitense di scardinare il sistema imperniato sulla Roe vs Wade.

    • LA LEGGE 40 INSEGNA

    Eutanasia, non si ricada nel tranello di una legge 'cattolica'

    La proposta di referendum dei radicali sarà probabilmente dichiarata inammissibile dalla Corte Costituzionale, ma resta la pressione sul Parlamento ad allargare la possibilità delle uccisioni. La sentenza con cui la Consulta ha dichiarato parzialmente illegittimo il divieto di aiuto al suicidio, comunque, non obbliga in alcun modo le camere a legiferare: piuttosto dovrebbero abrogare la legge sulle Dat. I parlamentari cattolici hanno il dovere di proteggere i malati e gli anziani più fragili, difendendo la verità tutta intera. E non ricadere così nell’errore della Legge 40.

    • VITTORIA PRO VITA

    La guerra del Texas all’aborto. E la furia di Biden

    La decisione della Corte Suprema di non bloccare la nuova legge texana, che proibisce gli aborti quando si riscontra il battito cardiaco del bambino, scatena le ire dei Dem americani. Biden prepara un contrattacco poco “democratico” e con lui la Pelosi. Ma intanto in Texas crolla il numero degli aborti e nasce una speranza per tutto il fronte pro vita.  

    • IL CRISTO VANDALIZZATO

    Ancora blasfemie e abortismo, un’ideologia anticristiana

    In Arkansas gli attivisti di Indecline, come segno di protesta contro una legge che salvaguarda i nascituri, hanno deturpato la statua del cosiddetto Cristo degli Ozarks appendendovi uno striscione con la scritta blasfema: “Dio benedica gli aborti”. Segno della sempre più netta saldatura tra anticristianesimo e abortismo, caro ai satanisti.

    • UNA STORIA VERA

    Il successo di Unplanned, il film che smaschera l’aborto

    Tutto esaurito per l’anteprima italiana di Unplanned, proiettato l’8 luglio a Roma nella sua versione censurata e pure con il divieto ai minori di 14 anni (ma è pronto il ricorso). Tre i messaggi fondamentali del film sulla storia vera di Abby Johnson: le menzogne degli abortisti, il connubio tra aborto e potere, la misericordia sperimentata dall’ex manager di Planned Parenthood.

    • UNIONE EUROPEA

    Rapporto Iceberg, il ridicolo tentativo di screditare i pro-life

    Pubblicato a Bruxelles il rapporto della Ong abortista EPF, cui partecipano molti europarlamentari, che accusa i movimenti pro-life di aver ricevuto 707 milioni di dollari in 10 anni. Praticamente nulla, considerando i finanziamenti miliardari delle ong abortiste.

    • I DATI CHOC

    Aborto, il conto salato: 5 miliardi per eliminare 6 milioni

    A 43 anni dall’approvazione, una delle poche certezze è che la Legge 194 è stata un totale fallimento. Pro Vita & Famiglia presenta il primo studio sui costi economici e sociali dell'aborto: spesi circa 120 milioni all'anno. E con l'aborto domestico da RU 486 tornano anche gli aborti clandestini che si diceva di voler eliminare approvando la legge. Nasce un osservatorio permanente sull'applicazione della 194. 
    - FIRMARE LA LEGGE? LO STRAPPO DI MALTA di Luca Volontè

    • La mano di Dio

    Da re degli aborti a pro vita, l’autobiografia di Nathanson

    Dopo aver spinto per la legalizzazione, eseguito migliaia di aborti - anche sui suoi stessi figli - e guidato la più grande clinica abortiva del mondo, Bernard Nathanson riconobbe la realtà del concepito grazie allo sviluppo degli ultrasuoni e si convertì, divenendo un paladino del diritto alla vita. Tradotta per la prima volta in italiano, è uscita la sua autobiografia: “La mano di Dio”.

    • PIANO INCLINATO

    Se l’aborto è una pizza take away

    Marche, l’assessore Giorgia Latini pensa di proporre una revisione delle linee ministeriali sulla Ru486 e di aiutare le donne in gravidanza. Ma le femministe di “Non una di meno” rispondono con la richiesta dell’«aborto per tuttu» (sic!) e della pillola «da asporto». Sembra una parodia della vecchia propaganda abortista, e invece è la cultura mortifera che mostra il suo vero volto.

    • RU486 E RICOVERO

    Umbria, la delibera che prova l’ipocrisia degli abortisti

    La Regione Umbria approva una delibera che prevede il ricovero ordinario di tre giorni, più sicuro di quello in day hospital, per l’aborto con RU486. Si seguono così la legge e le linee guida ministeriali. Ma gli abortisti protestano, dimostrando ancora una volta di non essere interessati alla salute delle donne. Al contempo è eccessivo l’entusiasmo di alcuni pro life, perché il male - dell’aborto - rimane.

    • NUOVA BARBARIE

    Aborto casalingo, i vescovi scozzesi denunciano l’ideologia

    Anche in Scozia, in tempo di Covid, prevista la spedizione di pillole per abortire a casa. Protesta la Conferenza episcopale: si banalizza ancora di più la soppressione dei nascituri e aumentano i rischi, fisici e psichici, per le donne. Dunque, «una questione di ideologia», che smaschera le menzogne usate per decenni dalla propaganda abortista.

    • LA STORIA

    Nathan, nato da uno stupro. E pro vita «senza eccezioni»

    Kathy Folan andava ancora al college quando venne stuprata. Poche settimane più tardi scoprì di essere incinta e, malgrado l’angoscia, decise di dare alla luce il suo bambino. Cercandogli una famiglia adottiva. Oggi lui, Nathan, ringrazia la madre e i genitori adottivi e respinge l’idea che lo stupro possa legittimare l’aborto: «La vita è vita, senza eccezioni»