• LE RADICI STORICHE

    Il ddl Zan è la “Bibbia” del totalitarismo relativista

    Il disegno di legge Zan rappresenta l'estremo stadio di una continua pressione per la limitazione del principio di libertà di espressione in atto da più di mezzo secolo ad opera della sinistra, intenta a delegittimare e criminalizzare tutti i suoi avversari. Prima ha usato l'antifascismo come clava per criminalizzare tutti quelli che erano anticomunisti. Poi, nel post-guerra fredda, ha subìto una mutazione genetica passando dal collettivismo comunista al progressismo relativista, imperniato sul multiculturalismo e su un'idea radicalmente soggettivistica dei diritti individuali. Ora, il culmine del processo di relativizzazione integrale della cultura civile viene raggiunto con l'imposizione dogmatica della dottrina gender
    - LA "ZAN" INGLESE ACCUSA DI TERRORISMO IL PASTORE di Benedetta Frigerio

    • L’INIZIATIVA DI PRO VITA

    Camion vela vs Ddl Zan, per difendere la verità

    «L’identità di genere cancella la donna», «Ci mandate in prigione per un’opinione», «C’avete rotto con il politicamente corretto». Pro Vita & Famiglia risponde con una decina di camion vela alla propaganda pro Ddl Zan, che conta tra i suoi alfieri pure Fedez e Sala, oltre alla grancassa mediatica. Un’iniziativa che rappresenta anche un salutare monito per i cattolici mondanizzati.

    • DDL ZAN

    Omofobia, l'errore di Lega e Forza Italia

    La nuova proposta di legge di Lega e FI non tocca la forma del ddl Zan, ossia il riconoscimento della relazione omosessuale come un bene, ciò per cui essa è essenzialmente ingiusta. Per questo motivo la prassi del male minore è, alla lunga, improduttiva. Se Forza Italia e Lega non pensano di dover colpire il cuore di un ddl ingiusto, cioè la relazione omosessuale come un bene per la società, ma solo alcuni suoi effetti, come le limitazioni alla libertà di espressione, vuol dire che elementi culturali che hanno motivato il ddl Zan sono presenti anche nella loro cultura politica.

    • OMOTRANSFOBIA

    Ddl Zan, un passo avanti. Ddl alternativo di Lega e Fi, pessima idea

    In Commissione Giustizia del Senato Pd e 5Stelle forzano il regolamento e mandano avanti il ddl Zan sganciandolo da altri progetti di legge sul tema. Lega e Forza Italia hanno depositato un disegno di legge alternativo, che però è figlio della solita logica del “concedere qualcosa per non fare prendere tutto”. Una logica che si è già ampiamente dimostrata perdente.

    • PERICOLO RICONOSCIUTO

    La svolta della Svezia: stop ai metodi blocca-pubertà

    I trattamenti per bloccare lo sviluppo degli adolescenti sono connessi a «conseguenze avverse estese e irreversibili come malattie cardiovascolari, osteoporosi, infertilità, aumento del rischio di cancro e trombosi». Con un comunicato del Karolinska Hospital, la progressista Svezia pone un freno all’ideologia trans tutelando i minori di 16 anni. L’Italia del Ddl Zan prenderà esempio?

    • LEGGE LIBERTICIDA

    Cosa sarà omofobia e cosa no? Decide il censore Zan

    Ma poi chi decide che cos'è l'omofobia? L'autore della legge, il deputato Zan, al quale i giornalisti si rivolgono già per chiedere se le frasi di Povia o Fedez siano omofobe o no. Proprio lui che chiese e ottenne nel 2013 la censura del giurista Cerrelli al quale fu impedito di partecipare alle trasmissioni Rai. Un mostro giuridico è all'orizzonte.

    • DDL ZAN

    Fedez fa la vittima, mentre una deputata rischia il carcere

    La faccia tosta di Fedez che afferma «sono devastato» perché «ho visto che c’è chi mi ha attaccato su tutto», mentre i giornali di mezzo mondo lo osannano per il suo discorso livoroso contro chi crede che la famiglia sia quella naturale. Sì, ci vuole davvero una gran faccia tosta, tenuto conto che la parlamentare finlandese Päivi Räsänen rischia 6 anni di carcere per aver citato la Bibbia sulle unioni contro natura. Ma anche se la donna potrebbe perdere tutto, quello che conserva è la dignità, a differenza degli sponsor piagnucoloni del Ddl Zan.
    -L'IRLANDA VUOLE BANDIRE LE TERAPIE RIPARATIVE di Tommaso Scandroglio

    • BASTA LA RAGIONE

    Zan, se è Platinette (e non la Chiesa) a usare la ragione

    Quello che non sta gridando la Chiesa, lo ammette Mauro Coruzzi, in arte Platinette. Ciò che colpisce è la ragionevolezza del suo pensiero, che dimostra che quanto sostenuto dal mondo cattolico fedele alla dottrina non è anzitutto materia di fede ma di ragione. "Vietare il dissenso è liberticida; la natura ha le sue leggi; no all’indottrinamento; i veri discriminati sono coloro che vivono normalmente la sessualità". Ossia, il Ddl Zan è da respingere, altro che dialogare.

    • IL PROBLEMA

    Nota della Cei sul Ddl Zan: insufficiente

    Se la Dottrina sociale della Chiesa fosse un’insegnante incaricata di valutare la recente Nota della Presidenza della Conferenza episcopale italiana sul disegno di legge Zan, cosiddetto contro l’omofobia, ne darebbe un voto di netta insufficienza e segnerebbe con la matita blu molti suoi passaggi. Spieghiamo perché

    • REGNO UNITO

    Cita la Bibbia, arrestato a 71 anni. Per una norma alla Zan

    Londra: John Sherwood, pastore evangelico, predica in strada l’insegnamento cristiano su matrimonio e famiglia, citando la Genesi. Dei passanti lo segnalano per “omofobia” e la polizia lo arresta in malo modo, sulla base di una norma generica. Rilasciato 21 ore dopo, rischia una causa penale per aver detto cose normali. Un esempio di quel che potrà succedere da noi approvando il Ddl Zan.

    • LA TATTICA LGBT

    Omofobia? I veri discriminati e perché nessuno li difende

    Quanto sta accadendo ad una donna britannica è quello che avverrà a chi avrà il coraggio della verità nonostante il Ddl Zan. La vicenda di Forstater, di cui abbiamo già parlato, ci aiuta a comprendere perché la difesa della realtà venga punita nell'indifferenza generale e come mai anche la Chiesa tema di intervenire in difesa del bene e dei deboli. C'entra un processo iniziato decenni fa e la vergogna di Cristo.

    • CASO KAFKIANO

    Licenziata perché no-trans (e con una legge alla Zan)

    Regno Unito: Maya Forstater, consulente fiscale, viene licenziata per aver twittato che «gli uomini non possono trasformarsi in donne». Lei fa ricorso appellandosi all’Equality Act contro le discriminazioni, ma il giudice di primo grado le dà torto, ritenendo che nel suo caso la libertà di opinione non valga. Una vicenda istruttiva anche per gli italiani alle prese con il Ddl Zan e l’illusorio emendamento «salva idee».