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Scozia: il nuovo premier è musulmano, pro-aborto e pro-gender

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Il neoeletto Yousaf, di religione islamica, è deciso a portare avanti l'"agenda Sturgeon", ma si era già distinto per la volontà di imporre le leggi sull'hate speech anche nelle case private. Nel Regno Unito soltanto i cristiani vengono cacciati o ostacolati.

Esteri 29_03_2023

Alla fine la "zarina" di Scozia Nicola Sturgeon ce l’ha fatta e ha favorito – anche grazie alle evidenti manovre del marito Peter Murrell, rimasto alla guida del Partito Nazionale Scozzese sino a pochi giorni dal voto finale – il suo candidato Humza Yousaf, che è diventato il primo musulmano eletto, lo scorso 27 marzo, alla guida dell'SNP e Primo Ministro.

Nonostante un'aspra campagna elettorale dopo le dimissioni della Sturgeon (ne abbiamo parlato su La Bussola), Yousaf, considerato il candidato della continuità all'interno del partito, al primo turno ha ottenuto il 48% dei voti di prima preferenza, respingendo la sfida del ministro alle finanze e cristiana convinta Kate Forbes (40%) e del ministro uscente per la Sicurezza della comunità Ash Reagan (11%). Il musulmano e pakistano Yousaf ha poi sconfitto di stretta misura la cristiana Forbes nel ballottaggio 52% (26.032) a 48% (23.890), dove potevano votare solo gli iscritti al partito e, dei 5.500 sostenitori della terza candidata Ash Regan, solo 2/3 sono andati a favore di Kate Forbes, mentre gli altri hanno consentito a Yousaf Humza aggiudicarsi la vittoria. 

Yousaf aveva l'appoggio della maggior parte dei parlamentari del partito e di tutti i mass media scozzesi, oltre che di gran parte di quelli del Regno Unito che hanno messo nel mirino delle critiche sin dai primi giorni la candidata cristiana Kate Forbes per la sua difesa orgogliosa e fiera delle sue convizioni cristiane e di principi non negoziabili della vita, libertà educazione, matrimonio cristiano.

Sono già iniziate le speculazioni sui cambiamenti che Yousaf farà nel nuovo governo, tuttavia in molti sperano che egli non faccia l’errore di emarginare i suoi concorrenti e soprattutto quella Kate Forbes che è stata sconfitta solo nelle lezioni interne e non certo tra l’opinione pubblica.

Il musulmano Humza ha vinto grazie a lobbies e sostegni nel partito ma, come dimostra un sondaggio di 6 giorni fa, la Forbes rimane la più amata dall’opinione pubblica scozzese.  L'insediamento ufficiale come Primo Ministro è avvenuto con una votazione al Parlamento scozzese il 28 marzo. Yousaf dovrebbe portare avanti l'agenda liberal della Sturgeon, tra cui il sostegno alle leggi scozzesi sui transgender e l'adesione all'UE.

Il neo-primo ministro scozzese  spera di spera di utilizzare le prossime elezioni britanniche come preparazione per un futuro referendum sull'indipendenza scozzese, concetto ricordato nel suo intervento al parlamento scozzese di ieri ma, a questo proposito sempre nella giornata di ieri il primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak, indiano e indù, ha respinto la richiesta di Humza Yousaf. Secondo una dichiarazione rilasciata dal portavoce di Sunak, sia gli scozzesi che i britannici nel complesso vogliono politici che «si concentrino sulle questioni che contano di più per loro: ridurre l'inflazione, affrontare la crisi del costo della vita e ridurre i tempi di attesa nel sistema sanitario pubblico».

C’è pericolo di uno scontro etnico-religioso tra pakistani musulmani ed indù indiani nel Regno Unito? Con l'elezione di Yousaf in Scozia, ora i primi ministri di Irlanda (l’indiano Leo Varadkar che ha imposto negli ultimi anni all’Irlanda cattolica matrimoni gay, ideologia LGBTI e aborto), Gran Bretagna e Scozia sono tutti di origine indiana o pakistana, nessuno dei tre è di religione cristiana, tutti e tre hanno sempre affermato che la loro fede e le convinzioni religiose non influiranno nelle proprie scelte politiche, allineandosi così con il dogma del polically correct attuale che impone a chiunque faccia politica o assurga a ruoli pubblici significativi, di abiurare la fede e adorare i nuovi moloch di ambientalismo, gender, libero aborto e meticciato. 

È estremamente significativo che lunedì 27 marzo, a poche ore dalla elezione di Humza Yousaf alla guida del partito SNP, il Consiglio musulmano della Gran Bretagna ha auspicato che sia «una fonte di grande unità tra le comunità» ed il segretario generale dell'organizzazione, Zara Mohammed, ha dichiarato: «L'elezione di Humza Yousaf non è solo epocale per la Scozia ma anche per il Regno Unito: è il primo leader di una nazione britannica di origine musulmana. Ci auguriamo che il nuovo primo ministro si impegni attivamente per far fronte alle sfide critiche che le comunità devono affrontare in questo momento e che sia fonte di grande unità tra le comunità». Sinora la comunità islamica poteva accontentarsi del ruolo ricoperto dal sindaco di Londra, musulmano pakistano, Sadiq Khan, da ieri potrà contare sull’appoggio anche del premier scozzese.

Di Humza Yousaf dobbiamo ricordare però, come ci rammenta il sito americano e conservatore Breitbart, la sua significativa battaglia politica dal 2020 al 2021 per imporre che la legge contro il linguaggio d’odio (hate speech) avesse effetto anche nelle case dei privati cittadini, proprio per combattere efficacemente "islamofobia e omofobia". Dunque di quale convivenza multiculturale si farà promotore e a cosa aspira la comunità islamica scozzese e del Regno Unito?

È necessario prendere atto che nel Regno Unito i politici cristiani vengono impediti (vedi Kate Forbes) o cacciati (vedi Boris Johnson) dai ruoli di prestigio. È vero anche che i cristiani nel Regno di Sua Maestà, dice il censimento del 2021, costituiscono solo il 46,2% della popolazione dell'Inghilterra e del Galles ed in Scozia solo il 34%. Con questi numeri è ancora possibile per i cristiani e i cattolici essere protagonisti ma solo grazie ad una seria ri-evangelizzazione che parta dal catechismo e un forte impegno nella sfera pubblica.