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MARCIA DI UN MILIONE DI CUORI

Polonia, l'opposizione usa l'aborto (e le fake news) contro il governo

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Un tentativo di suicidio sventato, viene spacciato dalla Tv come persecuzione poliziesca di una donna che ha abortito. Sulla base di questa notizia falsa è partita la "Marcia di un milione di cuori" organizzata da Donald Tusk contro il governo conservatore polacco. 

Vita e bioetica 04_10_2023
Varsavia, la Marcia di un milione di cuori

"Non ce la fa, prenderà farmaci e si ucciderà", ha detto un medico di una donna che aveva preso una pillola abortiva precoce chiamando il numero di emergenza. La registrazione della telefonata al 112 inizia con la richiesta dell'operatore che chiede i dati del medico: "Sono uno psichiatra e in questo momento chiamo da Cracovia [...] una paziente che curo in clinica mi ha chiamato per dirmi che vuole suicidarsi, ce l'ho sull'altro telefono e sto parlando con lei." "Ha detto – continua - di aver ordinato delle pillole online e di averle prese … sta per uccidersi perché ha commesso un crimine terribile e il fidanzato l'ha lasciata". Allora l'operatore ha chiesto allo psichiatra dove si trovasse la donna bisognosa di aiuto, il suo nome e la sua età. Dopo aver ottenuto questi dati, ha iniziato a gestire la chiamata inviando una squadra medica di pronto soccorso e avvisando anche la polizia. A seguito della denuncia del medico, oltre al servizio di ambulanza, sul luogo di residenza della paziente si sono recati anche agenti di polizia che, su richiesta dei soccorritori, hanno seguito l'ambulanza fino all'ospedale. Ovviamente, all’ospedale alla donna viene chiesto di spogliarsi per verificare se aveva con sé dei farmaci, sia abortivi sia pericolosi per la sua vita.  

Dopo le cure necessarie la donna viene rilasciata e il “caso” sembrava chiuso ma viene ripreso dalla televisione TVN, la principale “arma” mediatica dell’opposizione al governo polacco. Viene mandato in onda il materiale sulle “azioni degli agenti di polizia in uno degli ospedali di Cracovia” contro una donna ricoverata al pronto soccorso locale dopo aver preso una pillola abortiva. Si insinua che l’intervento della polizia è legato al fatto che la donna, chiamata signora Joanna, abbia preso una pillola abortiva. Tutto serve per colpire il governo che ha emanato le leggi contro l’aborto. Diventa un caso nazionale sfruttato abilmente dall’opposizione. Nel mese di luglio il leader del principale partito dell’opposizione PO (Piattaforma Civica) in un comizio ha accusato la polizia “d’aver fatto spogliare nuda la donna, abbassarsi e tossire perché cercavano pillole abortive che aveva preso in precedenza. Questa immagine scioccante – ha aggiunto - è più di un semplice dramma di una donna polacca in un paese governato dal PiS (partito al governo)”. In quella occasione Tusk annuncia l'organizzazione di una grande marcia per impedire il ripetersi dei casi come quello della signora Joanna, la marcia che si sarebbe fatta a due settimane dalle elezioni in Polonia e che viene chiamata “La marcia di un milione di cuori”. 

Per smascherare le bugie e le manipolazioni di Tvn che ha raccontato la storia della signora Joanna con una tesi preconcetta secondo cui l'uso di farmaci abortivi era la ragione dell'intervento della polizia, doveva intervenire lo stesso capo della polizia, il generale Jaroslaw Szymczyk. In difesa dei suoi agenti e con il consenso del pubblico ministero durante una conferenza stampa ha reso disponibile una parte essenziale delle registrazioni telefoniche con il 112, chiarendo in pratica che "l'intervento della polizia è avvenuto dopo che uno psichiatra ha segnalato ai servizi un possibile tentativo di suicidio di un suo paziente e l'assunzione di sostanze di origine sconosciuta (la stessa signora Joanna ha detto che aveva comprato delle pillole abortive su internet)".

Il caso è stato ridimensionato ma nel frattempo è partita una macchina organizzativa della marcia. Tusk voleva mobilitare il suo elettorato più ideologizzato, prima di tutto le femministe e gli ambienti di sinistra da sempre contrarie alla legge che protegge la vita, vigente in Polonia. Con il passare del tempo la signora Joanna è stata dimenticata. Come ha detto in una intervista alla vigilia della marcia di Tusk nessuno l'ha invitata alla manifestazione. Ha definito la “Marcia di un milione di cuori” un “happening pre-elettorale". “La mia storia – ha constatato - è stata utilizzata per costruire capitale politico e per giochi preelettorali”.  

La Marcia di un milione di cuori si è svolta a Varsavia il 1 ottobre: è iniziata a mezzogiorno alla rotonda di Dmowski e, attraversando il centro, è arrivata alla rotonda "Radosław". Nella capitale sono arrivati ​​448 autobus con manifestanti (molto di mendo della precedente marcia dell’opposizione, del 4 giugno, quando arrivarono 1.100 pullman). I partecipanti portavano le bandiere della Polonia e dell'Unione Europea, gli emblemi della Coalizione Civica, nonché striscioni e magliette con slogan antigovernativi o a sostegno dell'opposizione. Donald Tusk, si è rivolto ai partecipanti alla marcia affermando "siamo più di un milione". E questa notizia è stata diffusa nel mondo, anche grazie a certi media polacchi che da anni attaccano l’attuale governo polacco. Ma non era vero!

Già domenica pomeriggio l’agenzia di stampa polacca Pap ha dato i numeri non ufficiali della polizia: circa 60mila persone alla rotonda Dmowski, dove è iniziata la Marcia, e fino a 100mila persone lungo tutto il percorso. Lunedì i politici dell’opposizione hanno accusato l’agenzia Pap di diffondere "fake news". "Sappiamo che c'erano più di un milione di partecipanti, tutte le fonti lo confermano", ha tuonato il portavoce del PO Jan Grabiec. All’inizio, il portavoce del comandante della polizia di Varsavia, non ha voluto parlare dei numeri dei partecipanti alla marcia affermando: "Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza. Non forniamo numeri da diversi anni. Non vedo il motivo per cui dovremmo fornire questi numeri ufficialmente o ufficiosamente". "Stimiamo sempre il numero dei partecipanti ai singoli eventi per fornire le forze adeguate necessarie per la sicurezza, ma non lo forniamo" - ha scritto la polizia di Varsavia su Twitter. Ma alla fine, dietro le pressioni degli stessi organizzatori, la polizia doveva ammettere che le informazioni non ufficiali della Pap erano vere. Purtroppo, la notizia di un milione di polacchi che manifestano contro il governo, questa gigantesca fake news elettorale, ha già fatto il giro del mondo ed è stata ripresa acriticamente anche dai media italiani.   

Questa volta alla manifestazione dell’opposizione sono apparse tante bandiere polacche e lo stesso Tusk faceva riferimenti alla nazione: “Qui è la nazione, qui è la Polonia”, parlando della “rinascita polacca”. Il suo atteggiarsi a patriota polacco stride con la politica che praticava il suo partito in tutti gli otto anni d’opposizione quando i suoi parlamentari tramavano contro la Polonia non soltanto a Varsavia ma prima di tutto nel Parlamento Europeo ed altre istituzioni europee, per esempio bloccando i fondi europei per il Paese.  

Tusk ha paragonato la “sua” marcia al primo pellegrinaggio di Giovanni Paolo II che cambiò la storia della Polonia dando la forza alla nazione per opporsi al regime comunista. Questa strumentalizzazione della gigantesca figura del grande Pontefice per meschini calcoli elettorali da parte di un politico a capo del partito che combatte i valori cristiani, la Chiesa e la sua presenza nella società e promuove l’aborto, mostra il suo estremo cinismo.