Nuovi martiri della persecuzione in Spagna (e altri decreti)
Riconosciuto il martirio del sacerdote Francisco González de Córdova e 79 compagni uccisi in odium fidei tra il 1936 e il 1937. Si apre la strada alla beatificazione anche per il patriarca maronita Elias Hoyek, mentre diventano venerabili quattro religiosi, tra cui il giovane carmelitano Jean-Thierry Ebogo, morto nel 2006 a 24 anni.
Una nuova "ondata" di martiri che hanno versato il sangue durante la persecuzione scatenata in Spagna da anarchici e comunisti negli anni Trenta. A due mesi dal riconoscimento del martirio subito dal sacerdote diocesano Emanuele Berenguer Clusella e da Stanislao Ortega García e altri 49 compagni dei Fratelli dell'Istruzione Cristiana di San Gabriele, l'analogo riconoscimento arriva per un gruppo ancor più numeroso di vittime della stessa persecuzione, 80 in tutto: si tratta di don Francisco González de Córdova e altri 79 compagni tra sacerdoti, seminaristi, religiosi e laici, tutti uccisi in odium fidei tra il 1936 e il 1937 nel territorio della diocesi di Santander. Riconosciuto il martirio, con i decreti autorizzati il 22 maggio da papa Leone XIV durante l'udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, si apre la strada alla beatificazione.
Via libera alla beatificazione anche per il patriarca maronita Elias Hoyek, vissuto in Libano fra il 1843 e il 1931, per tre decenni alla guida del patriarcato di Antiochia dei Maroniti, per il quale è stato riconosciuto un miracolo (non richiesto invece nel caso dei martiri).
Altri quattro decreti riguardano invece le virtù eroiche di altrettanti servi di Dio, che diventeranno pertanto venerabili. Si tratta del sacerdote missionario salesiano Costantino Vendrame, nativo del Trevigiano e morto in India nel 1957; del cappuccino Costantino Vendrame, al secolo Giovanni Zucca, frate questuante vissuto in Sardegna fra il 1911 e il 1992; della badessa concezionista María Ana Alberdi Echezarreta, vissuta in Spagna fra il 1912 e il 1998; e del giovane carmelitano Jean-Thierry di Gesù Bambino e della Passione, nato in Camerun nel 1982 e morto in Italia a soli 24 anni (la stessa età di Teresa di Lisieux!) offrendo la propria vita perché fiorisse il Carmelo nel suo Paese e per le vocazioni.

