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IL PARADOSSO

Milano insicura, Sala nega l’emergenza ma chiama Gabrielli...

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Il capoluogo lombardo si conferma al primo posto nella classifica dell’indice di criminalità. Sala corre ai ripari e chiama l’ex capo della polizia. Ma il sindaco, ossessionato dall’ideologia green, dovrebbe fare autocritica sulle priorità del suo mandato.

Politica 11_10_2023

Strano caso quello del sindaco di Milano. Da un lato nega l’emergenza sicurezza sostenendo che la situazione è sotto controllo. Dall’altro recluta come consulente delegato alla sicurezza di Milano l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli. Ma allora l’emergenza c’è o non c’è? E se c’è, per fronteggiarla non bastano le autorità preposte?

Stando ai dati ufficiali, l’emergenza a Milano c’è eccome. Anche quest’anno il capoluogo lombardo si conferma al primo posto nella classifica dell’indice di criminalità, con denunce in aumento. È quanto emerge dall’ultima indagine sull’indice di criminalità per il 2023, condotta dal Sole 24 Ore e che si basa sui dati forniti dal Ministero dell’Interno. Questa classifica annuale riflette gli illeciti commessi e segnalati nel territorio durante l’anno precedente, in proporzione alla popolazione residente. Milano, ancora una volta, si conferma come la città con il più alto tasso di criminalità in Italia, registrando un totale di 6.991 reati ogni 100.000 abitanti.

Tra i reati più comuni segnalati nella città lombarda, emergono furti, rapine, omicidi volontari, aggressioni sessuali, sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile, aggressioni fisiche, atti vandalici, truffe e frodi informatiche, nonché violazioni della proprietà intellettuale.

Com’è noto, recentemente il sindaco meneghino, Beppe Sala, per fronteggiare questa incalzante problematica della criminalità, ha arruolato Franco Gabrielli, ex capo della polizia e degli 007 ed ex prefetto di Roma, nominandolo delegato alla sicurezza e coesione sociale per il Comune di Milano. Gabrielli affiancherà gli assessori Marco Granelli e Lamberto Bertolé, rispettivamente assessore alla Sicurezza e assessore a Welfare e Salute del Comune di Milano, nel tentativo di migliorare la percezione agli occhi di cittadini e turisti, non proprio contenti dell’andazzo della città. Questa decisione, che molti reputano un commissariamento di Granelli, ha suscitato perplessità in diversi ambienti, soprattutto considerando che il sindaco, come detto, aveva precedentemente negato l’esistenza di qualsiasi allarme di questo tipo. Neppure le forze politiche che sostengono Sala la ritengono una buona mossa perché trasmette una sensazione di difficoltà estrema.

Fanno riflettere le parole dell’ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante, che la realtà milanese la conosce molto bene (tanto tempo fa si era anche candidato alla poltrona di sindaco della città): «Non è Gabrielli in discussione - chiarisce Ferrante - perché al suo posto potrebbe esserci chiunque abbia un profilo simile, però un sindaco che è in carica da tanti anni e solo ora si accorge che a Milano c’è un problema evidentemente deve fare un bel po’ di autoanalisi per capire dove ha sbagliato e cosa non ha funzionato nelle politiche che ha messo in campo sulla sicurezza».

Sala, secondo molti, ha sottovalutato il pericolo criminalità organizzata e ora è disperato e non sa come tornare indietro e ammettere questo suo fallimento. Il fatto è che lui ci mette anche del suo per peggiorare le cose, inasprendo tante misure sulla viabilità e il traffico che, lungi dal migliorare la situazione della qualità dell’aria, finiscono per esasperare automobilisti e pedoni. L’aumento dei costi per l’ingresso nell’Area C e la crescita esponenziale delle contravvenzioni (inevitabile a causa della penuria di parcheggi e degli smisurati vincoli alla circolazione) stanno provocando malumori crescenti anche tra gli elettori di Sala, che si aspettavano altro da lui e ora si ritrovano un primo cittadino ossessionato dall’ideologia green e incapace di affrontare i problemi veri della città come la criminalità organizzata che ormai imperversa indisturbata soprattutto in alcuni quartieri. Addirittura c’è chi paragona Milano a Gotham City, la città immaginaria dell’universo in cui sono ambientati i fumetti della DC Comics, bisognosa dell’intervento di un supereroe come Batman, il cavaliere oscuro.

A meno di deroghe sulla regola del secondo mandato, Sala non potrà ricandidarsi. Certo è che non gli basterebbe esibire in campagna elettorale i trofei (si fa per dire) delle isole pedonali e delle piste ciclabili per recuperare la credibilità presso i milanesi, che da tempo hanno smesso di avere fiducia in lui.



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