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Sud-Est asiatico

I militari hanno colpito altre due chiese in Myanmar

Una chiesa è stata data alle fiamme dai militari per rappresaglia, un’altra è stata danneggiata da colpi di artiglieria sparati deliberatamente contro l’edificio

 

In Mynamar il 13 ottobre altre due chiese sono state prese di mira dai militari che combattono le milizie locali. Nello stato orientale di Chin la chiesa battista del villaggio di Rialti è stata incendiata ed è andata completamente distrutta insieme a diverse abitazioni per rappresaglia, dopo che un convoglio militare era caduto in una imboscata nelle vicinanze. Il portavoce della giunta militare, al potere con un golpe dal febbraio del 2021, ha replicato all’accusa che “non si può attribuire all'esercito tutto ciò che succede in una battaglia” e che i militari “stanno aiutando a ricostruire gli edifici religiosi distrutti dal fuoco”. Tuttavia, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa AsiaNews, l’accaduto è stato confermato dalla Chin Human Rights Organization. Nelle stesse ore nello stato occidentale di Kayah, l’esercito ha sparato colpi di artiglieria contro la chiesa cattolica dell’Immacolata Concezione di Phruso, nella diocesi di Loikaw, provocando danni al tetto e all’edificio. Padre Wilbert Mireh si è detto sicuro che la chiesa è stata colpita deliberatamente perché attorno non ci sono altre costruzioni. Dal golpe di febbraio diversi edifici religiosi sono stati attaccati dai militari, cinque nella sola diocesi di Loikaw. Delle chiese inoltre sono state profanate e adibite a basi militari. Parlando sotto anonimato ai giornalisti del quotidiano Aljazeeera il 14 ottobre, un sacerdote cattolico dello stato di Kayah ha detto: “adesso le chiese sono vuote e abbandonate perché la paura si è impadronita del cuore della gente. Neanche le chiese sono al sicuro dagli attacchi”. Lo scorso maggio i militari hanno giustificato gli attacchi alle chiese sostenendo che i ribelli vi si rifugiano. In realtà spesso è la popolazione impaurita a cercare rifugio nelle chiese. In Myanmar quasi il 90 per cento della popolazione è buddista. I cristiani sono il 6 per cento e per lo più appartengono alle minoranze etniche concentrare ai confini del paese.