Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Germana Cousin a cura di Ermes Dovico
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Induismo

I cristiani indiani nella morsa della violenza indù

Aumentano gli episodi di violenza e intolleranza fomentati dagli integralisti indù con il favore del partito di governo guidato dal premier Narendra Modi

 

In India i cristiani rappresentano il 2,3 per cento della popolazione. Sempre più spesso dal 2014, da quando cioè il governo è guidato da Narendra Modi, leader del partito nazionalista indù Bjp, gli estremisti indù perseguitano le comunità cristiane, spesso con il pretesto di conversioni al Cristianesimo estorte con la forza o con l’inganno. Lo United Christian Forum è una organizzazione che fornisce ai cristiani un servizio telefonico, un numero verde al quale è possibile denunciare casi di violenza e intolleranza e che fornisce alle vittime consulenza legale. Nei primi cinque mesi del 2022 il servizio ha registrato 207 episodi, più di uno al giorno. Sono state denunciate violenze sessuali, intimidazioni e minacce, casi di ostracismo sociale, vandalismo, profanazione di luoghi religiosi, interruzione di servizi di preghiera, chiusura arbitraria di luoghi di culto e altro ancora. Con 48 episodi segnalati, l’Uttar Pradesh risulta essere lo stato in cui si sono verificati più casi di persecuzione. Segue il Chhattisgarh, con 44. Tra i casi denunciati, c’è quello di un Pastore protestante di cui è stato interrotto un incontro di preghiera e che è stato picchiato da una folla che lo accusava di conversioni forzate; e quello di una famiglia cristiana alla quale sono stati sospesi il servizio elettrico e l’erogazione di acqua potabile. L’11 luglio la Corte suprema ha avviato l’esame di un appello per fermare la “propaganda dell’odio” contro i cristiani e che denuncia in particolare l’attività di squadre di vigilantes e membri di organizzazioni della destra nazionalista indù. Ne ha fatto richiesta monsignor Peter Machado, arcivescovo della diocesi di Bangalore. “L’appello – ha spiegato monsignor Machado all’agenzia di stampa AsiaNews – è stato presentato dal nostro team legale. Nutriamo ancora speranza nell'apparato governativo: hanno la possibilità di controllare queste frange violente. E soprattutto abbiamo immense speranze nella magistratura, che in India ha sempre difeso i diritti delle minoranze e delle persone molestate”.