Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Caterina Drexel a cura di Ermes Dovico
Intervista

La santità di Pio XII, dall’amore per Maria all’aiuto agli ebrei

Ascolta la versione audio dell'articolo

Il contributo alla mariologia; l’origine della leggenda nera di contro alla verità storica che attesta come Pio XII si prodigò per la salvezza di innumerevoli ebrei; la cura per la liturgia. Per i 150 anni dalla nascita di Eugenio Pacelli, la Bussola intervista mons. Nicola Bux.

Ecclesia 03_03_2026

Ieri, 2 marzo, è caduto il 150° anniversario della nascita di Eugenio Pacelli (1876-1958) che peraltro, nello stesso giorno del suo compleanno, veniva eletto al soglio di Pietro con il nome di Pio XII (era il 2 marzo 1939). Un papa dalla chiara santità di vita, di cui la Chiesa ha già riconosciuto le virtù eroiche proclamandolo venerabile nel 2009. Per ricordare alcuni degli aspetti principali della grande eredità di Pio XII, la Nuova Bussola ha intervistato monsignor Nicola Bux.

Pio XII è il papa che ha proclamato il dogma dell’Assunzione di Maria (1950), ma in generale ha dato un grande contributo alla mariologia e alla devozione mariana. Che cosa ci insegna il suo magistero in un tempo in cui è tornato a riemergere, nella Curia romana (vedi la nota del DDF, Mater populi fidelis), un certo minimalismo mariano?
Il magistero mariano di Pio XII era il culmine di una riflessione plurisecolare che si era espressa, per citare l’avvenimento più importante precedente al dogma sull’Assunta, nella proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (1854) da parte del beato Pio IX. A sua volta, quel dogma era stato preceduto dalle apparizioni della Madonna a santa Caterina Labouré in Rue du Bac nel 1830 e, poi, seguito nel 1858 dalle apparizioni di Lourdes. Quindi il fervore della Chiesa verso Maria era inequivocabile. Sia il dogma dell’Immacolata sia quello dell’Assunta erano stati preceduti da una consultazione dei vescovi di tutto il mondo, che per la stragrande maggioranza avevano sostenuto la decisione papale. Naturalmente la definizione dogmatica da parte del Papa – prima Pio IX e poi Pio XII – era la maturazione ultima di una coscienza ecclesiale nei confronti della partecipazione della Madre di Dio all’opera della redenzione di Cristo.

Cioè, la corredenzione mariana. Pio XII è stato anche colui che ha istituito in tutta la Chiesa la festa di Maria Regina e del Cuore Immacolato di Maria.
Sì, lui indisse anche l’Anno mariano nel 1954, a un secolo dalla proclamazione del dogma dell’Immacolata. Papa Pacelli non ha fatto altro che raccogliere il testimone e rilanciarlo. Si potrebbe dire che egli, come san Giovanni Paolo II, più di altri pontefici, abbia manifestato il legame stretto tra «il principio mariano e il principio petrino», per dirla con un’espressione che era cara a Hans Urs von Balthasar, che sosteneva che la Chiesa è forte di questi due princìpi che in qualche modo si inducono l’un l’altro. Anche san Giovanni Bosco, da un punto di vista puramente pastorale, diceva di guardare sempre al Papa, alla Madonna e ovviamente all’Eucaristia. Questa mutua induzione tra Pietro e Maria richiama il legame di grazia che sin dal tempo di Gesù Cristo c’è stato tra il capo visibile della Chiesa e Maria, alla quale il Figlio ha affidato una speciale missione di maternità spirituale nei confronti del collegio apostolico. Qui non c’è solo un’espressione di devozione filiale, che ovviamente c’è pure, ma siamo al cuore dell’ecclesiologia cattolica.

Su Pio XII esiste una leggenda nera dura a morire, figlia della propaganda comunista dell'allora Unione Sovietica, secondo cui sarebbe stato indifferente nei confronti del genocidio degli ebrei. Può ricordare come nacque questa leggenda nera? E qual è invece la verità storica su Pio XII in rapporto agli ebrei?
Questa leggenda nera è nata dopo la pièce teatrale del 1963, Il Vicario, di quel sedicente drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth, che voleva far scontare a Pio XII il suo anticomunismo, com’è stato detto da alcuni eminenti studiosi, e quindi cercò di creare con il suo libello questa leggenda.

C’è un archivista della Santa Sede, Johan Ickx, che nel suo libro Pio XII e gli ebrei svela molte cose, proprio sulla base delle carte d’archivio, sul ruolo di papa Pacelli nell’aiutare gli ebrei. Un documento in particolare è molto interessante: si tratta di una lettera ufficiale datata 9 febbraio 1916 e firmata dal cardinale Pietro Gasparri, allora segretario di Stato, che rientra nel quadro dell’opinione di Eugenio Pacelli circa gli ebrei.

Cosa afferma quella lettera?
In risposta a un’istanza inoltrata dal comitato ebraico di New York, che aveva chiesto l’intervento della Santa Sede in favore degli ebrei che venivano perseguitati e assassinati sul fronte di guerra orientale, il cardinale Gasparri scrive tra l’altro che «il Papa, in quanto capo della Chiesa cattolica, che è fedele alla sua dottrina divina e alle sue eterne tradizioni, considera tutti gli uomini fratelli e insegna loro ad amarsi l’un l’altro, per cui egli non cesserà di indottrinare gli individui e le nazioni affinché si rispettino i naturali diritti di ciascuno e a disapprovare qualsiasi violazione di questi ultimi». Aggiunge poi: «Diritti che devono essere rispettati nei riguardi non solo dei bambini di Israele ma di tutti gli uomini allo stesso modo, perché la giustizia e la religione stessa non ammettono nessuna discriminazione tra le diverse fedi religiose».

Come spiega Ickx sulla base dei documenti d’archivio, Eugenio Pacelli, che all’epoca era in Segreteria di Stato, aveva ispirato, se non addirittura impostato di persona, la lettera del cardinal Gasparri. Il relativo fascicolo è conservato nell’archivio storico del tempo. Ickx aggiunge un’altra sua osservazione, cioè che «a un’attenta lettura si nota che la lettera potrebbe persino essere stata utilizzata come bozza per un documento del Concilio Vaticano II, la Nostra Aetate». Non dimentichiamo che Pio XII aveva avuto come compagno di scuola e amico un ebreo, Guido Mendes, e che lui riteneva che il principio della carità dovesse prevalere su qualsiasi altra cosa. Del resto, è stato ampiamente dimostrato il numero enorme di ebrei salvati proprio grazie alla prudenza di Pio XII. Non dimentichiamo che la leggenda nera nacque negli anni Sessanta, perché quando Pio XII morì, il 9 ottobre 1958, furono unanimi il compianto e le attestazioni di gratitudine, anche da parte ebraica, nei suoi confronti.

C’è stato un ottimo lavoro fatto in merito da Dominiek Oversteyns, che è un membro della famiglia religiosa “L’Opera”, un istituto che si trova a Roma in via Boccea e che conserva un piccolo museo di Pio XII: questo museo è stato allestito grazie all’aiuto di suor Pascalina Lehnert, che era un po’ la prima collaboratrice di papa Pacelli nel coordinare gli aiuti agli ebrei e la loro accoglienza nei monasteri. Oversteyns, tra l’altro, ha documentato come le trasmissioni di Radio Vaticana, riprese anche dalla BBC, mostrano che Pio XII esprimeva costantemente nei suoi radiomessaggi la sua accorata preoccupazione per gli ebrei perseguitati.

Papa Pacelli ha avuto anche una grande attenzione alla liturgia. Nell’enciclica Mediator Dei definiva la sacra liturgia «il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre, come Capo della Chiesa, ed è il culto che la società dei fedeli rende al suo Capo e, per mezzo di Lui, all'Eterno Padre: è, per dirla in breve, il culto integrale del Corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del Capo e delle sue membra». Perché può essere prezioso recuperare il suo insegnamento in questo campo?
Anche in questo caso Pio XII raccoglieva in un certo senso il testimone di tutto il grande movimento liturgico precedente, prendendone il meglio. Scartava ciò che era discutibile, ad esempio sempre nella Mediator Dei metteva in guardia dal cosiddetto archeologismo, cioè dalla mania di voler riportare tutto all’antico, scordando gli sviluppi successivi. Il grande amore che papa Pacelli mostrò alla liturgia era in continuità con quanto era sorto nella Chiesa, perché qui sta il punto: se nella Chiesa si afferma un movimento di un certo tipo e che porta buoni frutti, il Papa non può stravolgerlo oppure negarlo, un po’ com’è avvenuto con papa Francesco nei confronti del movimento della cosiddetta Messa tradizionale. Perché questi buoni frutti vengono dallo Spirito Santo, al netto di quelli che possono essere gli estremismi, che stanno comunque in qualsiasi ambito. Le riforme fatte da Pio XII – come quella della Settimana Santa e l’introduzione della Messa vespertina – avvennero senza suscitare avversità e questo ci dice la sua prudenza e cura anche in campo liturgico.

Pio XII non era un uomo che voleva apparire, questo risulta chiaro anche dal processo canonico che è stato condotto e che lo ha portato a diventare venerabile. Manca solo il riconoscimento del miracolo per la beatificazione, ma va ricordato che il postulatore della sua causa, il gesuita spagnolo padre Pascual Cebollada – coadiuvato dal vice postulatore, l’avv. Emilio Artiglieri, che opera instancabilmente da anni col Comitato Papa Pacelli –, spiega che alla postulazione della Compagnia di Gesù arrivano costantemente richieste di santini di Pio XII e attestazioni di grazie ricevute per intercessione dello stesso Pacelli. Non dimentichiamo che l’8 dicembre 1958, quindi appena due mesi dopo la sua morte, veniva pubblicata la prima preghiera per chiederne la canonizzazione. Quindi, Pio XII è morto in fama di santità.



LITURGIA

Pio XII, il papa liturgo e profeta dimenticato

08_12_2017 Aurelio Porfiri

Pio XII fu un Papa che ebbe a cuore la liturgia e tentò di conciliare nova et vetera secondo la millenaria tradizione della Chiesa. Mediator DeiMystici Corporis Christi attestano un intento riformatore sulla linea della tradizione di sempre e che fu decisivo per la stesura della Sacrosantum Concilium. 

ARCHIVI APERTI, MA ZERO MISTERI

Pio XII, l'unica verità è la trama sovietica per infangarlo

08_03_2019 Alessandra Nucci

L’apertura degli archivi, ancora chiusi al pubblico, di Pio XII annunciata da Papa Francesco per il 2020 è notizia lungamente attesa anche con accenti ostili da parte di alcuni che restano convinti della veridicità di quella che costituisce una vera e propria leggenda nera a carico del Pontefice regnante negli anni dell’Olocausto. Ma già nel 2007 uno dei protagonisti dell'operazione Il Vicario raccontò che la calunnia di aver coperto lo sterminio degli ebrei nacque dal Kgb. E ad essa l'intellighentia occidentale si è allineata.
- Così il Kgb architettò l'operazione "Il Vicario"di Ian Mihai Pacepa
- Calunniato perché anticomunista, di Rino Cammilleri 

INTERVISTA/ARTIGLIERI

“Pio XII, polemiche strumentali. Santità chiara”

05_03_2020 Luca Marcolivio

«Affermare che papa Pacelli non avesse alcuna intenzione di salvare gli ebrei, è molto grave, perché è anche un giudizio morale». «Tutta la documentazione esistente smentisce la presunta insensibilità per le sofferenze degli ebrei». «Motivi ideologici dietro la leggenda nera su Pio XII».«Il processo di beatificazione non si è mai interrotto, ci sono alcuni presunti miracoli allo studio». Parla Emilio Artiglieri, presidente del Comitato Papa Pacelli-Associazione Pio XII.

L’ANNIVERSARIO/2

Mascagni, amico e testimone di un «miracolo» di Pio XII

02_08_2020 Massimo Scapin

Oggi, 2 agosto, ricorre il 75° anniversario della morte di Pietro Mascagni. Il celebre compositore aveva un rapporto di amicizia e venerazione verso Pio XII. Un giorno, in udienza privata, confidò a Pacelli il grave stato di salute della propria nipotina, a cui il Papa mandò un rosario e la sua benedizione. 

ANNI SACRI

L’enciclica di Pio XII e il monito a chi combatte Dio

12_03_2021 Aurelio Porfiri

Il 12 marzo 1950, in pieno Anno Santo, veniva promulgata dal venerabile papa Pacelli l’enciclica Anni Sacri, “per il rinnovamento cristiano e la concordia dei popoli”. Pio XII denunciava il dilagare del male in conseguenza dell’“abolizione” di Dio nelle società. E ricordava che la fratellanza è possibile solo in Gesù Cristo.

LA STORIA

1943, quando Pio XII abbracciò Roma

19_07_2021 Aurelio Porfiri

Uno dei gesti più emblematici di Papa Pio XII è quello con le sue braccia allargate, quasi per abbracciare tutti coloro che giungevano presso di lui. Il pontefice, per il quarto anniversario dell'inizio della guerra, ricordò anche il suo ammonimento a chi si era lanciato nell'impresa con leggerezza irresponsabile, causando anni di rovine. 

INTERVISTA / DON BUX

Padre Gumpel, lo studioso che smontò i miti contro Pio XII

14_10_2022 Ermes Dovico

Morto il gesuita tedesco che ha smontato, studiando la documentazione storica, la leggenda nera su Pio XII e il suo comportamento verso gli ebrei. I quali furono salvati a migliaia grazie proprio all’opera del Pastore Angelico. La Bussola intervista don Bux: «Gumpel fugò ogni dubbio su papa Pacelli ed era convintissimo della sua santità».