Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santi Marcellino e Pietro a cura di Ermes Dovico
SUD AMERICA

Elezioni in Colombia, in testa un conservatore pro-life. La sinistra non lo tollera

Nel primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, risulta in testa il conservatore Abelardo de la Espriella. Potrebbe essere la fine di un periodo di dominio della sinistra, ma per questo il fuoco di sbarramento mediatico è pesante.

Esteri 02_06_2026

In Colombia, dal voto di domenica 31 maggio, una buona sorpresa. Abelardo de la Espriella, sostenitore della vita e della famiglia, è in testa al primo turno delle elezioni presidenziali del paese, ma non sottovalutiamo i pericoli antidemocratici e le possibili violenze che l’attuale presidente Gustavo Petro ed il suo candidato di estrema sinistra Ivan Cepeda potranno organizzare prima del ballottaggio e dopo la probabile sconfitta finale.

Secondo i dati finali delle votazioni di domenica 31 maggio, l'avvocato de la Espriella ha ottenuto il 43% dei voti, mentre Cepeda, senatore di lunga data e attivista di estrema sinistra, ha raccolto poco meno del 40%, con una differenza di circa 668mila voti. Il 21 giugno si terrà il ballottaggio tra i due candidati, sempre che prima di quella data la sinistra sconfitta non tenti di sobillare le folle e intimidire giudici e organismi di controllo, in una replica amara di “autogolpe” come da noi descritto su LaBussola in Honduras la scorsa primavera. «Vinceremo, non ci sono dubbi», ha dichiarato de la Espriella nella prima dichiarazione post voto, impegnandosi a difendere la democrazia «con le buone o con le cattive» anche di fronte alle possibili proteste e sommosse che la sinistra potrebbe alimentare. In ogni caso, la candidata del centrodestra Paloma Valencia, sostenuta dall’ex presidente democristiano Álvaro Uribe, terza con il 6,9%, ha annunciato di sostenere de la Espriella per il ballottaggio, mentre gli altri due candidati, il liberalsocialista Sergio Fajardo (4,3%) e la socialista Claudia López (1%) non hanno per nulla intenzione, per ora, di schierarsi a favore di Cepeda.

De la Espriella, che non ha mai ricoperto cariche elettive, è stato paragonato a Nayib Bukele di El Salvador per il suo stile e le sue proposte politiche anti droga e a favore della sicurezza; taluni soprattutto in Europa, Rai compresa, lo descrivono come il candidato di ultra-destra trumpiano. Tutti i suoi critici dimenticano di dire l’unica verità che muove i loro rimproveri: de la Espriella è stato l'unico candidato alla presidenza ad aver firmato il manifesto pro life delle organizzazioni cattoliche e cristiane, l'”Impegno per la Vita e la Famiglia”. Con ciò si è impegnato a difendere non solo la famiglia e il «diritto alla vita, ma anche le libertà, in particolare quelle di coscienza e di culto, nonché i diritti umani sanciti dalla Costituzione e dai trattati internazionali ratificati dallo Stato colombiano». L’altro concorrente, Cepeda, sin dal 2022 ha pubblicamente sostenuto la sentenza della Corte costituzionale che ha depenalizzato l’aborto fino alla 24ª settimana di gestazione, definendola «un progresso sostanziale nel rispetto dei diritti delle donne, della loro libertà e della loro autonomia». Allo stesso modo, nel 2018 Cepeda ha sostenuto l’eutanasia «nei casi in cui la persona si trovi in una situazione di estrema sofferenza, per la quale non esistono né cure palliative né curative», oltre ad essere fervente sostenitore della liberlizzazione dell’uso della mariujana e dell’educazione Lgbt nelle scuole. 

Se questo è il quadro reale, è chiarissimo a tutti la ragione delle terribili e false rappresentazioni che la stampa internazionale, in Europa ed Italia (Rai di centro destra inclusa) in particolare, si fanno di Abelardo de la Espriella. Manco a dirlo, i perdenti della sinistra, nonostante abbiano occupato per anni il potere assoluto nel paese, Gustavo Petro governa dal 2022, hanno dichiarato di non riconoscere i risultati preliminari del 100% delle schede conteggiate, e di voler attendere che i risultati siano formalmente esaminati dai giudici nei tribunali competenti, denunciando fantomatiche «frodi e ingerenze estere della destra internazionale» e del narcotraffico. Un atteggiamento, quest’ultimo, che sfiora il tragicomico dopo le continue denunce di tossicodipendenza di Petro, tentativi di legalizzazione degli stupefacenti, la banalizzazione della dipendenza da cocaina e il lassismo nelle indagini che portarono nell’estate scorsa all’omicidio del candidato di centro destra alle presidenziali, Miguel Uribe Turbay.

Lo scorso 20 maggio, la Conferenza episcopale colombiana aveva invitato i cittadini e fedeli a votare secondo i criteri della dottrina sociale della chiesa e i principi non negoziabili: «Il cristiano non vota per “salvatori”, ma per programmi che rispettino la dignità umana, la giustizia sociale e la cura della casa comune», analizzando quali proposte garantiscano la difesa della vita, la pace e il raggiungimento di una giustizia sociale che riduca «il divario di disuguaglianza».

Il ballottaggio del 21 giugno determinerà il prossimo Presidente della Repubblica colombiana ma, anche se allora dovesse risultare vincitore de la Espriella, come auspichiamo, i pericoli per la democrazia e la pace sociale potrebbero essere molto difficili da raggiungere, il tentativo di colpo di Stato in atto, di fatto ordito e guidato da Evo Morales in Bolivia, dopo la vittoria del democristiano pro life e pro family Rodrigo Paz Pereira nell’agosto scorso, è una conferma terribile della allergia alle più semplici regole democratiche di cui soffre la sinistra, tutta e di ognidove. Per tutti questi fatti, il solo screditare Abelardo de la Espriella nei mass media europei ed italiani, è una chiara narrativa politicamente orientata a nascondere la verità e le malefatte sistematiche della sinistra internazionale e delle lobby abortiste ed Lgbt.