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La Bussola stoppa il funerale in chiesa del massone

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Funerali nella chiesa degli artisti per il chitarrista di Morricone. Ma il Grande Oriente rivela il suo segreto: «Era massone». Il rettore Staglianò alla Bussola: «Non lo sapevamo, siamo a disagio». E il vicario del Papa nega l'autorizzazione. Le ragioni del diritto, la superficilità nel concedere chiese e il fallimento del dialogo tra Chiesa e Massoneria. 

Ecclesia 08_08_2026

Un defunto “speciale”, la longa manus della Massoneria e un funerale in chiesa saltato all’ultimo minuto dopo l’intervento del vicario di Papa Leone monsignor Reina “scomodato” dalla Bussola. Viaggia intorno a queste coordinate questa storia romana e agostana che sembra uscita da un copione di Carlo Verdone, ma che invece è drammaticamente reale e lascia più di un interrogativo inquietante sulla facilità con la quale si concedono le chiese per i funerali. Funerali cristiani che non si possono negare più a nessuno, pena lo scadere nell’accusa di anti-misericordismo che va per la maggiore, ma che, se si scontrano palesemente con il diritto canonico, non possono proprio essere svolti.

LA CHITARRA DI MORRICONE
Ieri pomeriggio a Roma era tutto pronto per il funerale nella prestigiosa chiesa di Santa Maria in Montesanto di Piazza del Popolo (ai più nota come chiesa degli artisti) di Bruno Battisti d’Amario, scomparso all’età di 88 anni mercoledì 5 agosto. Un nome, il suo, che al grande pubblico non dice granché, ma che, scorrendo il suo curriculum, assume le caratteristiche di una certa rilevanza visto che è stato un esponente importante della musica italiana. Battisti D’Amario, infatti, oltre ad essere stato titolare della cattedra di chitarra classica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ha legato buona parte della sua carriera alla collaborazione con Ennio Moricone.

Per intenderci: è sua la chitarra che si ascolta in alcune delle colonne sonore più iconiche della storia del cinema: Per un pugno di dollari, ⁠Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo e C’era una volta il West. Dunque, il personaggio è di quelli di tutto rispetto, se non altro perché ha contribuito a rendere immortali le colonne sonore degli Spaghetti western che sono ancora un vanto nazionale.

MASSONE IN POSIZIONE APICALE
Ma che l’attività di Battisti D’Amario fosse un vanto di cui andare fieri, ne è ben consapevole anche una delle sue “famiglie” di appartenenza, che nel commemorarlo nel giorno della scomparsa, ha svelato anche il suo grande segreto: Battisti D’Amario era massone. Ma non un massone in sonno o all’acqua di rose, bensì un grembiulino con tutti i crismi dell’appartenenza. A rivelarlo, infatti, non sono state le solite maldicenze di paese che spesso non sono verificabili, ma il Grande Oriente stesso, che sul suo sito ufficiale ha speso parole di grande ammirazione e cordoglio per il suo affiliato.

Con i toni enfatici e il linguaggio tipico delle logge, infatti, il sito del GOI ha celebrato così Battisti D’Amario: «Il Grande Oriente d’Italia abbruna i labari per il passaggio all’Oriente Eterno del carissimo fratello maestro Bruno Battisti d’Amario. Il Gran Maestro Antonio Seminario ed i membri della Giunta si stringono in catena ai fratelli della Leti ed esprimono le più vive condoglianze ai famigliari». Nella nota, pubblica, del GOI, Battisti D’Amario viene definito «fondatore della loggia romana intitolata a Giuseppe Leti e compositore dell’inno ufficiale del Grande Oriente d’Italia oltre ad aver ricoperto nel corso degli anni incarichi apicali nell’Ordine (massonico, s’intende ndr.)».

Questo il suo lungo curriculum in loggia, che si affianca così a quello pubblico di musicista stimato e riconosciuto: «È stato per due volte Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Lazio e Consigliere dell’Ordine».

Ora, sempre dal GOI si apprende che i funerali si sarebbero dovuti celebrare ieri pomeriggio presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli Artisti,in Piazza del Popolo) a Roma. Ma quei funerali ieri non sono stati svolti. E la Bussola vi spiega perché.

LA BUSSOLA CHIEDE SPIEGAZIONI
Appresa la notizia, ci siamo chiesti come fosse possibile che un massone pubblicamente riconosciuto - tale, infatti, è quando il GOI, che è fonte unica e insindacabile sui suoi iscritti, lo rende noto - potesse avere dei funerali cristiani. Giova ricordare che i capi di scomunica che pendono sui massoni non sono mai stati eliminati neppure in questi ultimi anni in cui una ventata di bonaria misericordite da parte di vescovi e cardinali (celebre il “cari fratelli Massoni” della porpora Gianfranco Ravasi che diede il via alle danze sul Sole 24 Ore) ha steso più di un tappeto rosso sul “sacrosanto” dialogo con la Massoneria. Dunque, a norma del diritto canonico, Battisti D’Amario non avrebbe avuto diritto ad un funerale cristiano. Nulla di personale, per carità, ma proprio per via della sua condizione di scomunicato in quanto appartenente alla Massoneria.

Ma potrebbe sempre essersi convertito negli ultimi anni e aver abbandonato la sua vita precedente. Obiezione che abbiamo considerato anche noi, cercando la chiesa degli artisti per capire come stessero le cose: «Ci è stato richiesto dalla figlia, del resto la misericordia di Dio va oltre le nostre categorie e poi non spetta a noi fare gli esami del sangue a un defunto», ci ha spiegato al telefono don Fabrizio Maria Gatta, ex volto noto della tv come giornalista Rai e da pochi anni sacerdote.

CHIESA IN IMBARAZZO
Ma nessuna notizia di conversione è giunta all’orecchio dei padri custodi della chiesa ambita da chiunque a Roma abbia maneggiato un microfono o preso in mano un pennello. Ma l’appartenenza pubblica ad un’organizzazione come la Massoneria comporterebbe in caso di eventuale conversione, per lo meno una altrettanta presa di distanza pubblica. Che però non è mai avvenuta.

«Per la verità noi non sapevamo neppure che fosse massone, lo apprendo ora da lei», ci risponde il sacerdote che al telefono si è presentato come «centralinista di passaggio» dopo aver letto l’articolo del GOI che gli abbiamo fornito. «È chiaro che, così stando le cose, dovrò avvisare il rettore della Basilica, monsignor Antonio Staglianò, perché questa cosa mi lascia sgomento, bisognerà per lo meno mettere dei paletti, non credo che si possa annullare il funerale, ma almeno chiedere alla famiglia di non far entrare i massoni con i loro labari in chiesa».

Monsignor Staglianò è una vecchia conoscenza della Bussola. Con lui abbiamo avuto anche accesi dibattiti non solo nel suo importante ruolo di Presidente della Pontificia accademia di Teologia e in passato anche per certe sue incursioni di dialogo aperturista proprio con la Massoneria. Chissà che cosa deciderà “l’aperto” monsignore alle prese con l’imprevista grana del “grembiule” nella chiesa di cui è rettore e responsabile.

IL NO DEL VICARIO DEL PAPA
Al telefono monsignor Staglianò è molto disponibile e per nulla incline a trovare soluzioni di compromesso, anche se non nasconde un certo fastidio per questo “scherzo” di Ferragosto che si è trovato a gestire a poche ore dalle esequie di quello che è pur sempre un povero defunto. Dopo alcune ore di verifica e presa di informazioni, monsignor Staglianò ci ha comunicato il verdetto della Diocesi romana: «Ho chiamato il cardinale vicario di Roma Baldassarre Reina che è Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e mio diretto superiore e dopo aver consultato l’ufficio giuridico della Diocesi di Roma non ha potuto fare altro che negare l’autorizzazione alla messa esequiale».

Staglianò dopo aver ricevuto comunicazione scritta direttamente dal vicario del Papa, così ci ha spiegato: «Abbiamo verificato, anche parlando con la figlia, la quale purtroppo ci ha detto di non sapere nulla di questa storia, ma il padre, come rivelato dal GOI, era un massone in posizione apicale, pertanto, essendoci una scomunica di mezzo, questa cosa ci mette a disagio, tanto più che noi eravamo completamente all’oscuro di tutto». Pertanto, il funerale richiesto e che era stato accordato, tra l’altro concedendo un’apertura straordinaria della chiesa, solitamente chiusa in agosto, non si è potuto svolgere.

E al suo posto? «Ho spiegato alla figlia le ragioni dell’impossibilità e ha faticato a capire anche perché non sapeva nulla di questa appartenenza del padre. Al suo posto verrà fatta una preghiera con i soli famigliari per affidare l’anima del defunto alla misericordia di Dio e con la presenza di un sacerdote, ma non in abiti liturgici». E così è stato.

Nulla vieta, ci ha poi spiegato Staglianò, che l’artista possa ricevere messe di suffragio successive alla sepoltura, come ad esempio si fa in occasione del trigesimo (a 30 giorni dalla scomparsa del defunto). Ma il rito del funerale cattolico non si è potuto concedere.

I FRUTTI DEL DIALOGO
Quella che alla vista di un lettore distratto potrebbe essere una questione di lana caprina e un inutile accanimento su un defunto, dovrebbe in realtà essere letta come una fondamentale azione di ristabilimento dell’ordine della Chiesa, che si esprime anche attraverso le norme del diritto, sempre per il bene delle anime, a cominciare da quella del defunto.

Resta un interrogativo, però. Ed è legato alla facilità con la quale buona parte di Chiesa ha preso a concedere con superficliatà, come fossero location di matrimoni, chiese prestigiose per funerali di persone, le quali non hanno mai avuto nulla a che fare con la fede, anzi spesso hanno vissuto in aperto contrasto con essa, come l’appartenenza alla Massoneria di fatto mostra.

E questa vicenda, fatte salve le intenzioni di ognuno e la buona fede di tutti, forse mostra palesemente che la stagione del dialogo così accondiscendente nei confronti delle logge, rischia anche di essere un pericoloso boomerang che mette in difficoltà famiglie e la Chiesa stessa. Perché se è vero che il dialogo presuppone prima di tutto la conoscenza dell’altro, allora è già in questo che la mancanza pastorale è stata evidente.



IL CASO SIRACUSA

Operazione Loggia, l'abbraccio tra Chiesa e Massoneria

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Bologna

Dai massoni a Zuppi: quanti amici per l'ex rettore

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INCONTRO A MILANO

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operazione loggia

"No alla massoneria, sì ai massoni": l'equivoco della Chiesa

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- VIDEO: NON DOBBIAMO SALVARE IL MONDO, di Riccardo Cascioli
- DOSSIER: CHIESA E MASSONERIA

INTERVISTA / SUCHECKI

«Vi spiego perché Massoneria e Chiesa sono incompatibili»

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BOLZANO

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CHOC A MONTPELLIER

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La diocesi francese organizza un corso intitolato Dio ama i massoni? Domanda impensabile per un cattolico. Perché Dio ama tutti, ma di certo non la Massoneria ma lascia liberi di rifiutarlo e dunque di non volersi salvare. 

L'ENNESIMO INCONTRO

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OPERAZIONE LOGGIA

Chiesa & Massoneria, incontro manda in tilt due diocesi

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-IDENTITA' NEL TRITACARNE PER COLPIRE LA CHIESA di Tommaso Scandroglio
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VERSO IL CONVEGNO

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