Una nuova tappa dell'inchiesta Fauci: l'oltraggio al Senato
Nel Senato federale degli Usa, la Commissione che sta indagando l'infettivologo Anthony Fauci ha votato una mozione di oltraggio al Senato. L'ex super-consulente Covid si era infatti appellato al V Emendamento per non rispondere all'audizione in Senato.
I senatori membri della Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi hanno votato 8 a 5 sulla risoluzione che accusa Anthony Fauci (ex superconsulente sanitario del presidente durante la pandemia) di “oltraggio al Senato”. Per non aver voluto rispondere alle domande durante l’audizione di fine luglio in Senato, invocando per più di 100 volte il V Emendamento, di fatto: la facoltà di non rispondere per evitare di auto-accusarsi. Fauci ha dunque evitato di dare spiegazioni pubbliche sulle numerose contraddizioni fra quel che proclamava in pubblico e quel che scriveva in privato, nelle email e negli appunti personali, sia sull’origine della pandemia di Covid-19, sia sulla gestione della pandemia tramite lockdown.
Il voto in Commissione è avvenuto seguendo perfettamente le linee di partito: tutti i Repubblicani a favore, tutti i Democratici contrari. La risoluzione è stata presentata dal presidente della Commissione, il senatore Rand Paul. E mira a deferire il caso direttamente al Dipartimento di Giustizia per un eventuale procedimento penale, bypassando il voto dell'intero Senato, dove i repubblicani difficilmente raggiungerebbero la soglia della maggioranza qualificata di 60 voti.
Due sono le questioni costituzionali sollevate da questo caso. La prima è, appunto, che a votare per la risoluzione contro Fauci è stata una Commissione e non il Senato nel suo insieme. «Il voto odierno della commissione, dettato da una forte componente partigiana, è una rozza manovra politica volta a punire il dottor Fauci per aver esercitato i suoi diritti costituzionali», ha dichiarato l'avvocato dell’infettivologo, David Schertler. I rinvii per oltraggio penale raramente superano il vaglio dell’intero Senato. Non è chiaro se un rinvio effettuato in tal modo sia legalmente valido.
La seconda questione costituzionale riguarda la grazia “preventiva” concessa dall’ex presidente Biden a Fauci, proprio per prevenire una “vendetta” repubblicana. La grazia concessa da Biden però, immunizzerebbe Fauci da un'eventuale azione penale federale per le sue azioni dal 2014 al 19 gennaio 2025. L’oltraggio al Senato di cui potrebbe essere formalmente incriminato è un fatto del 2026. Non esiste, infatti, una grazia per azioni future.
Inoltre la grazia riguarda azioni penali federali, non statali. E ci sono ben quattro Stati, Florida, Louisiana, Oklahoma e West Virginia, che hanno citato in giudizio Fauci nell'ambito di accertamenti volti a verificare se abbia tratto profitto dalle sue raccomandazioni sulla pandemia.
I due senatori repubblicani che stanno facendo pressing sull’ex consulente sanitario del presidente sono Ron Johnson e Rand Paul. Quest’ultimo sta ponendo domande scomode all’infettivologo fin dal primo anno di pandemia. Per Fauci e per i suoi difensori legali, la sua è una “ossessione”. Come ha spiegato ieri il senatore Paul, però, «cercare la verità non è una caccia alle streghe». I sospetti su Fauci sono a dir poco atroci. Può essere che fondi pubblici americani, sotto la sua responsabilità, siano finiti a finanziare esperimenti pericolosi in Cina? Può essere che uno di questi esperimenti abbia dato origine alla pandemia di Covid-19? E infine: Fauci sapeva delle conseguenze gravi, sociali ed economiche, che avrebbe provocato suggerendo agli Stati una strategia di completo lockdown?
Negli Usa, il sospetto che Fauci stia nascondendo qualcosa è fortemente divisivo. I Democratici ritengono che sia uno dei tanti capri espiatori colpiti dalla vendetta di Trump e liquidano i sospetti sulla pandemia come “antiscientifici”, come mere teorie del complotto. Per i Repubblicani si tratta invece di far chiarezza sulla corruzione e sulle menzogne dello “Stato profondo”, cioè di quei tecnocrati che hanno preso troppo potere durante il biennio pandemico. Una questione di vita o di morte, comunque la si guardi.
L’indagine, in una settimana, è già andata molto oltre il materiale raccolto per l’audizione in Senato di fine luglio. La copia del contenuto del telefono di Fauci è stata trasferita dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani alla Sottocommissione permanente per le indagini sulla sicurezza interna del Senato. Fauci ha restituito il suo telefono governativo al momento del pensionamento e non è stato difficile recuperare quel materiale.
I tabulati telefonici sono solo una piccola parte di una serie di documenti pubblici in procinto di essere esaminati: i senatori Paul e Johnson hanno ricevuto milioni di pagine aggiuntive relative a Fauci da server governativi. Il sospetto che il popolo americano sia stato ingannato è troppo forte per lasciare l’indagine in sospeso.
Nel frattempo, se il Dipartimento di Giustizia dovesse accogliere la richiesta del Senato e dovesse incriminare Fauci, questi rischierebbe una pena detentiva da un minimo di un mese a un massimo di un anno. il precedente c'è ed è recente: Steve Bannon e Peter Navarro, con la stessa accusa e per le stesse ragioni, erano stati condannati a 4 mesi di carcere. Avrebbero dovuto rispondere alle domande del Senato sull'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

