Burke: «La Chiesa non procede per cambiamenti di paradigma»
Nell'intervista concessa al sito The College of Cardinals Report il porporato saluta con favore il ritorno dei concistori ma non la modalità, anzi, dice, è ora di fermare la sinodalità a oltranza.
Concistoro e sinodalità (ma non solo) al centro dell'intervista concessa a fine giugno dal cardinale Raymond L. Burke al sito The College of Cardinals Report. Il porporato saluta con favore il ritorno dei concistori – «un frutto grandissimo» – ma non la modalità con cui si sono svolti, con i famosi gruppi di lavoro che hanno «controllato» e limitato le discussioni, apprezzando molto invece la parte finale, benché ridotta nei tempi, con l'opportunità di interventi liberi in presenza del Papa. In pratica la parte meno "sinodale" del concistoro, che come l'intera vita della Chiesa, è ormai travolto dalla parola d'ordine della sinodalità.
«Dobbiamo quindi insistere affinché tutta questa storia della sinodalità si fermi e venga condotto uno studio molto serio sull'intera questione, perché stiamo parlando della vita stessa della Chiesa e della salvezza delle anime», ha detto Burke, che in concistoro ha raccomandato che, qualunque cosa sia questo processo «deve essere totalmente fedele a ciò che insegna la Chiesa e alla santità della vita della Chiesa». Il cardinale è «fiducioso che il Signore proteggerà la Chiesa, ma noi dobbiamo fare la nostra parte per dire: “No, questo concetto di sinodalità, pur avendo una buona motivazione, ovvero quella di voler affrontare la questione della fede nel nostro tempo, è fondamentalmente errato”». Il rischio è quello piuttosto di adattare la fede a misura del nostro tempo, e invece, ribadisce «la Chiesa non procede per cambiamenti di paradigma».

