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testimonianza

San Giuseppe agente immobiliare, storie di ordinaria intercessione

«Qualunque grazia si domanda a san Giuseppe verrà certamente concessa», diceva santa Teresa d'Avila. Come ha sperimentato una famiglia americana che cercava una baita nel Vermont.

Borgo Pio 05_05_2026
Immagine creata con Gemini

Una guarigione? Una conversione? No, una baita. Niente di eclatante ma neppure insignificante. Una grazia che a qualcuno sembrerebbe persino "superflua", eppure non lo è nell'ottica di Dio che veste anche i gigli del campo meglio di Salomone con tutta la sua gloria (cfr. Mt 6,28-29). E testimonia ancora una volta la veridicità delle parole di santa Teresa d'Avila: «Qualunque grazia si domanda a san Giuseppe verrà certamente concessa», come ha sperimentato una famiglia americana.

«Per più di un decennio l'ho cercata: una baita in mezzo alla natura selvaggia», scrive Sharon Delaney su National Catholic RegisterMa quel sogno era divenuto fonte di litigi tra lei e suo marito Rich per via del budget limitato e della frustrazione dei tentativi andati a vuoto. Fino allo sfogo con una sua amica che le suggerisce di chiedere aiuto a san Giuseppe. Così quella sera Sharon, che deve percorrere cinque ore in auto, durante il tragitto si rivolge al Padre putativo del Signore: «Avevo detto a san Giuseppe che volevo una casa nel Vermont, ma non una casa qualsiasi, bensì nel Vermont meridionale (non avevo intenzione di guidare per 10 ore). E la volevo vicino a una stazione sciistica. Doveva essere arredata, fin nei minimi dettagli, pentole e padelle comprese. Doveva essere vicino a una bella comunità parrocchiale. E volevo una casa tutta in legno, come la casa degli Ingalls ne La casa nella prateria». Nient'altro?

Al ritorno lo racconta a suo figlio che se la ride, mentre lei riapre i siti di annunci immobiliari. E per la prima volta salta fuori l'annuncio giusto, budget compreso. Ne parla a suo marito, senza dirgli inizialmente della richiesta al santo, e subito – senza litigi – contattano i proprietari, una coppia anziana che quell'annuncio lo aveva pubblicato solo poche ore prima, aggiungendo: «Abbiamo messo tanto amore in questo posto e vorremmo che andasse a una famiglia». Si accordano per andare a vedere la baita e in breve l'affare è fatto: quella era proprio "la casa nella prateria" e c'era tutto ciò che Sharon aveva chiesto, compresa la «bella comunità parrocchiale» nella chiesa vicina che – neanche a dirlo – è dedicata a san Giuseppe. E quel giorno era appunto la sua festa, 19 marzo 2026, soltanto due settimane dopo quella conversazione "casuale" con l'amica che l'aveva spinta a rivolgersi al santo.