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viaggio apostolico

Monaco in attesa di Leone XIV: anche i ricchi hanno un'anima

Guardare al Principato al di là dei cliché: intervistato da Aleteia il sacerdote monegasco Christian Venard ricorda le profonde radici cristiane e le sfide pastorali della Chiesa nel ricchissimo micro-Stato. Che non è meno bisognoso di evangelizzazione.

Borgo Pio 27_02_2026
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Ancora non sono ben note le ragioni della scelta di Leone XIV di compiere il suo secondo viaggio apostolico nel Principato di Monaco il prossimo 28 marzo, accogliendo in tempi brevi l'invito del principe Alberto II. Certo è che la ricchezza del micro-Stato spingerebbe a far dimenticare l'antichità della diocesi monegasca, le radici cristiane e le inevitabili sfide pastorali. E non è certo l'alto reddito pro-capite a rendere superflua l'evangelizzazione.

Intervistato da Aleteia il sacerdote monegasco Christian Venard sottolinea innanzitutto il «grande significato spirituale e simbolico» di questa visita che «testimonia l'attenzione del Papa a tutte le realtà, anche le più inaspettate». Una visita che potrà fare da «cassa di risonanza» anche per il resto dell'Europa secolarizzata. La scelta del Principato è davvero inaspettata, una città-Stato «più piccola di un quartiere di Parigi», ma nota in tutto il mondo, con «una vita ecclesiale dinamica e sfide pastorali tutt'altro che banali» celate dietro l'immagine di opulenza e casinò. La diocesi monegasca risale al IV secolo e l'antica evangelizzazione si rispecchia anche sul piano istituzionale «poiché il cattolicesimo è religione di Stato. Dobbiamo quindi raccogliere la sfida costante del rinnovamento missionario, quella di non adagiarci sugli allori», tanto più che «il tasso di pratica religiosa si aggira intorno all'8%, il che non è sufficiente per un Paese in cui il cattolicesimo è religione di Stato!».

Malgrado la secolarizzazione, anche a Monaco si registra «un afflusso di catecumeni e neofiti, che ci ha sorpreso: in una diocesi di 38.000 abitanti, abbiamo 70 catecumeni e neofiti» (come avviene nella confinante Francia). Le speranze non mancano, dunque, compreso l'auspicio che la visita del Papa possa dare «nuovo slancio, in particolare per raggiungere i giovani: nella diocesi, un quarto della popolazione ha meno di 24 anni». Insomma, ad attendere la visita del successore di Pietro c'è una realtà ben più complessa dei cliché: «E poi, non dobbiamo dimenticare», ricorda padre Venard, che anche «i ricchi hanno un'anima e, forse ancora più di altri, hanno bisogno di essere evangelizzati».