L'omosessualità è un sintomo
«L’omosessualità è il sintomo di un problema ben più profondo». Le persone con tendenze omosessuali «pensano di non essere all’altezza degli altri uomini».
Scrive lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini nel suo L’identità di genere (I Quaderni del Timone): «Pur manifestandosi come attrazione sessuale, l’omosessualità non è un disturbo della sessualità bensì il sintomo di un problema ben più profondo. Ciò che spinge le persone con tendenze omosessuali verso persone dello stesso sesso è il desiderio – destinato al fallimento – di ricevere quell’affetto e quell’attenzione che sono state loro negate nell’infanzia o nella prima adolescenza; per questo motivo , l’omosessualità si può definire anche come il sintomo di un problema emotivo e rappresenta bisogni emotivi insoddisfatti nell’infanzia, specialmente nella relazione con il genitore dello stesso sesso.
[Le persone con tendenze omosessuali] pensano di non essere all’altezza degli altri uomini, di non poter soddisfare le richieste che la società avanza nei confronti degli uomini, di essere sprovvisti di quel pacchetto di virilità che in realtà ogni uomo deve faticosamente costruire» (pp. 33-34).

