L'ISS si è autocensurato per tacere i danni da vaccino
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Sconcertante rivelazione del dirigente dell'Istituto Superiore di Sanità, Maurizio Federico: "Colleghi sotto indagine perché pubblicarono studi che smentivano il messaggio della vaccinazione sicura. Il Ministero cestinò tre volte la mia proposta di studio dei danneggiati". Malan: "Indagheremo".
Durante la campagna vaccinale di massa alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicarono studi scientifici che attestavano l’esistenza di gravi effetti avversi da vaccino anti covid, in particolare quelli a mRna. Ma vennero stoppati dai vertici dell’ISS con la motivazione che questi studi avrebbero danneggiato il messaggio positivo che si stava dando sulle vaccinazioni. Non solo. Gli studiosi vennero pure fatti oggetto di indagine interna da parte dell’Iss, come punizione per aver osato contraddire la vulgata che i vaccini erano efficaci e soprattutto sicuri.
Si tratta di una affermazione dirompente destinata ad avere conseguenze nel lavoro della Commissione Covid perché tocca il cuore nevralgico del problema italiano: una cieca e ostinata volontà di tacere gli effetti avversi da parte dei vertici sanitari del Paese.
A rivelare questo caso di autocensura da parte di un organismo di controllo sanitario istituzionale non è una fonte qualunque, ma un dirigente affermato dello stesso istituto. Maurizio Federico è dirigente con una carriera ultratrentennale all’Iss e un curriculum nel campo dei virus e delle biotecnologie, che farebbe invidia a tutte le virostar che negli anni hanno imperversato; ha all’attivo centinaia di pubblicazioni e un h-index che si attesta a 36, dunque in fascia altissima tra i ricercatori europei.
Difficile dunque affibbiargli la patente dispregiativa di no vax. E che le sue affermazioni siano state prese sul serio da parte della Commissione Covid lo dimostra il fatto che Federico ha dichiarato questo ieri durante l’audizione, che lo ha visto protagonista a Palazzo San Macuto e a precisa domanda del presidente Marco Lisei ha ribadito quanto detto: l’Iss ha censurato se stesso per nascondere i problemi di sicurezza del vaccino.
Motivo per cui il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan ha chiesto un supplemento di indagine su quanto detto, annunciando la richiesta di raccolta di materiale aggiuntivo: “Oggi in commissione Covid – ha scritto Malan - il dott. Maurizio Federico, dirigente di ricerca dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ha rivelato un fatto che merita ulteriori accertamenti. L’audito ha infatti detto che una sua collega, a seguito della pubblicazione a propria firma di uno studio sugli effetti avversi da vaccino anti-Covid, avrebbe subito una ispezione e una segnalazione da parte dello stesso Iss. Come Fratelli d’Italia chiediamo di approfondire la circostanza evocata dal dott. Federico, per fugare i dubbi - legittimi - che il provvedimento dell’Iss sia stato un ammonimento affinché certi studi sugli effetti avversi dei vaccini non intralciassero la campagna vaccinale in corso. La scienza, del resto, non deve mai sottostare alle esigenze politiche, e - proprio per la fiducia che merita - deve essere trasparente e offrire a tutti i risultati delle sue ricerche”.
Si tratta di un passaggio fondamentale perché va ad ispezionare quello che accadeva nelle segrete stanze delle istituzioni mentre le allegre virostar cantavano “vac-ci-nia-mo-ci” come jingle natalizio per sostenere la propaganda vaccinista di Stato. Nelle stanze dove la scienza veniva studiata, il problema degli effetti avversi da vaccino era ben sentito, tanto che, stando a quanto riferito da Federico, si optava per tacere ogni ricaduta negativa. Se confermate, le dichiarazioni potrebbero aprire un filone di indagine fondamentale per scoprire che cosa è stata la campagna vaccinale di massa e per inquadrare il dramma dei danneggiati da vaccino.
“Danneggiati – ha aggiunto Federico durante la sua audizione – i quali, oltre a versare in condizioni di salute dolorose, oggi si trovano spesso nelle mani di veri e propri stregoni e truffatori, che promettono guarigioni miracolose e che sono doppiamente traditi dallo Stato che non riesce a regolare il problema”.
L’audizione di Maurizio Federico, che non è stato smentito da nessuno dei commissari, neppure da quelli della minoranza di centro sinistra, ha toccato tutti i punti critici della campagna vaccinale di massa: “Mi illudevo che il mio ruolo importante nell’istituto – ha spiegato - potesse valere una risposta, mandai proposte di progetto nazionale per studiare gli effetti collaterali. Per tre volte ho inviato al Ministero una mia proposta di studio e per tre volte la mia proposta è finita nel cassetto, non ho avuto neanche la dignità di una risposta come ad esempio “le faremo sapere. Niente”.
Eppure, a chiedere al Ministero di indagare e soprattutto cercare delle cure per i danneggiati, non era uno qualunque, ma un dirigente di quella stessa struttura dello Stato che aveva il compito di monitorare la bontà dei preparati vaccinali imposti tramite il Green pass. Anche di questo l’ex ministro Roberto Speranza dovrebbe rispondere quando – e se – la Commissione avrà la possibilità di poterlo audire. Perché qui è in gioco la salute di milioni di italiani che oggi sono ancora danneggiati.
Danneggiati sulla cui esistenza nessuno dubita più, tranne le istituzioni che avrebbero dovuto prendersi cura di loro. Federico ha mostrato dati incontrovertibili di Moderna, assieme a Pfizer, la company principale di produzione dei vaccini: “Già nel 2024 pubblicò una osservazione lunga due anni su segnalazioni passive – ha proseguito – e con una finestra di appena 21 giorni. Ebbene, pur con queste fortissime limitazioni si riportavano decine di migliaia di morti vaccino correlati per gli effetti collaterali come pericarditi e miocarditi. Un’ammissione che era un dato di fatto”.
Ma fu tutto inutile. “I miei colleghi subirono un’ispezione interna”, per tutta risposta.
Molto altro è stato portato all’attenzione dei commissari: che i vaccini persistono per mesi a livello dei linfonodi e di altri tessuti, come pubblicato da Cell, la più importante rivista di settore. Ma anche che la spike vaccinale ha effetti tossici sulle cellule del miocardio e “che la straordinaria produzione di anticorpi danneggia le proteine del nostro corpo innescando fenomeni di autoimmunità. Questo era suggerito già nel ‘22 e confermato con successive ricerche”.
Ma soprattutto, il meccanismo di funzione principale: “I vaccini hanno una capacità distruttiva di “disregolare” il sistema immunitario, questo argomento come altri non sono mai stati affrontati in maniera metodica. Io mi sarei aspettato che la governance italiana avrebbe messo in atto dei programmi di ricerca atti a verificare possibili effetti non voluti. Invece…”.
Invece, come noto e come raccontato più volte dalla Bussola abbiamo assistito ad una massiccia campagna di delegittimazione del dissenso, pur provato dalle evidenze scientifiche. Nel frattempo, i danneggiati sono ancora lì, in attesa che lo Stato di cui si sono fidati li prenda in carico per curarli.
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