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elezione

Leone XIV traccia l'identikit del nuovo patriarca di Baghdad

Padre nella fede, uomo delle beatitudini, radicato nella preghiera: è il profilo che il Papa delinea ai vescovi caldei riuniti a Roma per eleggere il successore del cardinale Luis Raphaël Sako.

Borgo Pio 11_04_2026
Foto Vatican Media/LaPresse

Dal 9 al 15 aprile i membri del sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei sono riuniti a Roma per eleggere il successore del cardinale Luis Raphaël Sako, ritiratosi lo scorso 10 marzo a 77 anni di età. Li attende «un atto fondamentale» per la vita di una Chiesa che rappresenta una «tradizione antichissima e feconda», «intimamente legata ai luoghi sorgivi della salvezza», e dalla storia «gloriosa, ma segnata anche da prove durissime». L'elezione del nuovo patriarca avviene in «una fase delicata e complessa, talora anche controversa» (il ritiro di Sako è avvenuto in concomitanza con la rimozione del vescovo caldeo di San Diego, arrestato con l'accusa di riciclaggio).

Ai presuli caldei Leone XIV delinea l'identikit del nuovo patriarca, auspicando che «sia anzitutto un padre nella fede e un segno di comunione con tutti e tra tutti» e che faccia onore all'appellativo con cui sarà chiamato: «Sua Beatitudine sia uomo delle Beatitudini: non chiamato a gesti straordinari e a suscitare clamore, ma a una santità quotidiana, fatta di onestà, misericordia e purezza di cuore». Ancora, «sia Pastore capace di ascoltare e accompagnare, perché l’autorità nella Chiesa è sempre servizio e mai egemonia» e «sia guida autentica e vicina alla gente, non figura appariscente e distaccata. Sia uomo radicato nella preghiera, capace di portare il peso delle difficoltà con realismo e speranza, maestro di pastorale che individui cammini concreti per il bene del popolo di Dio insieme con i fratelli Vescovi, in quello spirito di concordia che deve caratterizzare una Chiesa patriarcale, la cui autorità è rappresentata dal Sinodo dei Vescovi presieduto dal Patriarca, promotore di unità nella carità, in piena coesione col Successore dell’Apostolo Pietro».

Accanto all'esortazione a «un rinnovamento fedele alle vostre preziose e peculiari tradizioni, che vanno custodite», Leone XIV rivolge loro anche «qualche richiamo fraterno e paterno allo stesso tempo», specialmente a «essere attenti e trasparenti nell’amministrazione dei beni, sobri, misurati e responsabili nell’uso dei mass-media, prudenti nelle dichiarazioni pubbliche, affinché ogni parola e comportamento contribuisca a edificare — e non a ferire — la comunione ecclesiale e la testimonianza della Chiesa». Ai membri della Chiesa caldea il Papa ricorda che sono «segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza». In quanto «instancabili operatori di pace nel nome di Gesù», chiede infine il Papa, «aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto».