Zapatero nei guai mette anche Sanchez sulla graticola
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La caduta di Zapatero, accusato di riciclaggio e associazione a delinquere, trascina anche il premier spagnolo. Secondo gli inquirenti ci sono prove concrete che Sánchez fosse a conoscenza delle manovre del PSOE per promuovere attività al fine di impedire l’avvio di indagini e procedimenti penali nei confronti del suo governo, di esponenti socialisti, di amici e famigliari.
Il socialismo spagnolo, tanto in voga nelle istituzioni europee si mostra corrotto e affarista qual è. Anche a Madrid, lo abbiamo visto ugualmente negli scandali di Bruxelles, la sinistra dopo aver distrutto le radici civili, la dignità umana e i valori cristiani, si è caricata di pietre preziose e sacchi di banconote. Siamo al compimento finale del tragitto della erronea e omicida dottrina ed ideologia politica del ‘900 che, dopo aver abbracciato sesso libero, libertinismo omicida, eutanasia e ideologia del gender, ora sostituisce il servizio al popolo, con il diritto personale ad arriocchirsi anche con i soldi del popolo.
Mercoledì 27 maggio il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è stato ricevuto in udienza da Papa Leone XIV per 45 minuti e ha evidenziato nella conferenza stampa successiva l’«allineamento assoluto» tra il governo spagnolo e la Santa Sede su questioni quali la pace, l'immigrazione e l'intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, l'udienza in Vaticano si è svolta mentre la polizia era nella sede del PSOE di Madrid, pochi giorni dopo che l'"Audiencia Nacional”, tribunale spagnolo che ha giurisdizione nazionale, ha incriminato l'ex primo ministro socialista José Luis Rodríguez Zapatero con accuse che includono riciclaggio di denaro, traffico di influenze, falsificazione di documenti e associazione a delinquere.
Il procedimento, basato in gran parte sul rapporto n. 1908/26 dell'unità anticrimine finanziario spagnola UDEF, datato 22 aprile è solo uno dei tanti fronti che si stanno chiudendo contemporaneamente sull'ex leader. Il rapporto dell’UDEF, di 158 pagine, ricostruisce, messaggio per messaggio, le fasi che hanno portato la holding statale spagnola SEPI a concedere, nel marzo 2021, 53 milioni di euro a “Plus Ultra Líneas Aéreas”, una piccola compagnia aerea con legami documentati con il Venezuela.
Sánchez ha pubblicamente fatto fronte comune attorno al suo predecessore, nonostante i leader dell'opposizione abbiano chiesto le dimissioni del premier in carica. Per certo si sa che Hugo “El Pollo” Carvajal, ex capo dei servizi segreti di Maduro poi fuggito all’estero sta negoziando con la Procura degli Stati Uniti un patteggiamento e avrebbe fornito anche informazioni relative all'ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero e a presunte commissioni associate ad affari in Venezuela.
Allo stesso tempo, la polizia USA sta collaborando dal novembre scorso con la magistratura spagnola sul ‘caso Zapatero’. State certi che molto altro “El Pollo” sarà in grado di svelare e comprovare e non solo su politici e partiti spagnoli e la burrasca di questi anni potrebbe esser solo l'anticipo di un uragano. Il 25 maggio, la polizia aveva trovato una cassaforte contenente gioielli nell'ufficio di Zapatero, collane con pietre preziose, anelli, bracciali e orologi che l'ex presidente, dichiarava fossero eredità della moglie o regali ricevuti e che conservava nell'ufficio della sua capo di gabinetto, situato in via Ferraz, presso la sede del partito socialista.
Perché dovrebbe dimettersi Sanchez se il suo “padrino” e mito indiscusso della sinistra europea, pare aver intascato milioni, in oro, pietre preziose, gioielli e immobili in tangenti e profitti illeciti, operando di fatto con la copertura di partito e governo? Presto detto, oltre ai tantissimi casi da noi descritti che lo riguardano e vedono sul banco degli imputati suoi ministri, sua moglie e suoi famigliari, secondo il quotidiano ‘El Confidencial’ del 27 maggio, il giudice della “Audiencia Nacional” Santiago Pedraz sostiene che vi siano prove concrete del fatto che Pedro Sánchez fosse quantomeno a conoscenza delle manovre attribuite ad una organizzazione parallela al suo partito e dei pagamenti effettuati dal PSOE per promuovere attività contro giudici, pubblici ministeri e membri delle Forze di Sicurezza dello Stato, al fine di impedire l’avvio e il pieno compimento di indagini e procedimenti penali nei confronti del suo governo, di esponenti socialisti, di amici e famigliari.
Il giudice Pedraz identifica la cosiddetta "Lettera ai cittadini", pubblicata da Sánchez il 24 aprile 2024, dopo l'avvio del procedimento contro la moglie, Begoña Gómez, come l'inizio di una strategia per boicottare e condizionare l'orientamento delle indagini giudiziarie che coinvolgono la cerchia ristretta del presidente e il partito. Pedro Sanchez, pur non avendo alcun obbligo delle dimissioni, essendo a capo del PSOE, non può sminuire la gravità dell’ennesimo scandalo che colpisce ancora una volta il suo partito (punito continuamente dagli elettori) e, ora anche il suo mentore e la sua guida politica José Luis Zapatero.
Quale senso dello Stato e rispetto delle istituzioni dimostra Pedro Sanchez rimanendo incatenato alla sua cadrega? Fa riflettere che nei confronti di Sanchez e Zapatero, due esemplari della corruzione sistemica del socialismo, la leadership del PD e AVS, così come nessun presunto leader del Campo largo, abbia il coraggio della serietà e prenda nettamente le distanze.


