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In Disney entra il Ceo dell'azienda travolta dagli scandali

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Disney ha nominato come Chief technology officer, Karandeep Anand, già Ceo di Character.AI, la piattaforma finita sotto processo negli Usa per istigazione al suicidio e all'autolesionismo. Una promozione che desta inquietudine. 

Educazione 24_09_2026

Disney ha nominato il suo primo Chief Technology Officer aziendale. Si chiama Karandeep Anand ed è arrivato dritto dalla poltrona di CEO di Character.AI. Se avete sentito già questo nome, non è per una buona ragione. Character.AI è la stessa piattaforma di chatbot generativi che è stata protagonista negli ultimi due anni di alcune delle vicende più sanguinose del rapporto tra intelligenza artificiale e minori negli Stati Uniti d’America. Karandeep Anand prenderà l’incarico il 2 ottobre e riporterà direttamente al CEO di Disney Josh D'Amaro.

Come può la Disney, che si occupa da decenni di produrre cartoni animati per un pubblico giovane, mettere a capo del proprio comparto tecnologico il capo di un’azienda nel pieno della tempesta giudiziaria per istigazione all’autolesionismo e al suicidio? La stessa azienda che nel settembre dello scorso anno aveva inviato a Character.AI una diffida per l'uso non autorizzato dei propri personaggi nei chatbot e denunciando conversazioni sessualmente inappropriate condotte da avatar di Elsa, Spider-Man e Darth Vader? (Bisogna dire che, ai tempi, Character.AI rimosse i personaggi nel giro di pochi giorni, risolvendo la disputa prima che sfociasse in una causa).

Diverse famiglie americane hanno accusato i chatbot di Character.Ai di aver spinto i propri figli adolescenti a compiere atti di autolesionismo e di suicidio. Il caso più noto riguarda il quattordicenne della Florida Sewell Setzer, morto suicida dopo mesi di conversazioni intime con un avatar ispirato a Daenerys Targaryen di Game of Thrones. La madre di Sewell ha citato in giudizio sia Character.AI sia Google. Il Texas ha poi aperto un'indagine sulla piattaforma insieme ad altre 14 realtà digitali popolari tra i minori. Anche lo Stato del Kentucky ha portato avanti una causa civile contro Character.AI, accusandola di aver esposto ragazzi a contenuti sessuali espliciti. Infine, in Pennsylvania, un giudice ha valutato di avanzare un'ingiunzione contro l’azienda dopo che un chatbot si è spacciato per psichiatra, generando addirittura una licenza medica fake.

Dopo mesi di pressione legale e mediatica, nel novembre 2025, quando era ancora sotto la guida dello stesso Anand, Character.AI ha vietato agli under 18 le chat aperte con i suoi personaggi. Ai minorenni sono rimasti comunque accessibili gli strumenti di generazione di immagini e video, ma non le conversazioni con i chatbot. Si è trattato però di una restrizione parziale, e al limite tardiva.

Prima di arrivare in Character.AI, Anand ha lavorato per quindici anni in Microsoft, dove ha contribuito a costruire Azure, poi ha guidato la definizione dei prodotti pubblicitari di Facebook, fino a ricoprire l’incarico di presidente nella fintech Brex. Da consigliere di Character.AI è diventato CEO a metà 2025, con l’incarico di stabilizzare un'azienda già travolta dalle cause legali. Un’esperienza distruttiva che però, oggi, risulta un titolo di merito.

Il CEO di Disney D'Amaro ha presentato Anand come un dirigente dal "mix raro" di competenze in tecnologia, prodotti di consumo e intelligenza artificiale. Ovviamente, nella nota ufficiale non compare una parola né sulle cause per suicidio né sulle indagini statali ancora aperte. Tant’è. Vale però la pena annotare che le grandi aziende tecnologiche stanno imparando a trattare le crisi etiche dell'intelligenza artificiale come tappe di un curriculum. Chi ha tenuto in piedi un prodotto mentre la stampa scriveva di adolescenti morti viene incensato quale esempio di resilienza e flessibilità.

Non resta, forse, che fare un passo indietro, nel nostro piccolo, e ricordare ai genitori e alle famiglie di diffidare, per quanto possibile, allo stato attuale, di piattaforme che simulano tramite l’intelligenza artificiale di avere un contatto diretto con un’altra persona. Immaginare che questo possa diventare, nel marchio Disney, un vero e proprio sistema di intrattenimento, rende la prudenza una dote essenziale per la genitorialità.