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IL LEGAME CON SAN GASPARE

Il Sangue di Gesù, Colui che insegna a donarsi

Grande annunciatore del mistero del Preziosissimo Sangue, san Gaspare del Bufalo aiuta a comprendere il significato radicale, per la nostra vita quotidiana, del sacrificio di Cristo. Partendo dall’analisi di un quadro di Gasparro, la Bussola intervista don Giovanni Francilia.

Ecclesia 28_12_2021

Con il rettore della chiesa romana di Santa Maria in Trivio, don Giovanni Francilia, il discorso sull’importanza del Preziosissimo Sangue e di san Gaspare del Bufalo parte dall’arte. Davanti a noi, nella sacrestia che accoglie le spoglie del santo ricordato oggi dalla Chiesa, appare nella sua maestosità un quadro del pittore pugliese Giovanni Gasparro che ritrae san Gaspare e Gesù. Sono loro i soggetti della tela, ma forse ancor più quei calici volteggianti che ricevono dal costato di Cristo il Suo Sangue, che dona salvezza.

Don Francilia, membro della congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, spiega: “Questo quadro è stato donato dall’autore alla congregazione, da lui in persona. Un ex voto per la guarigione di un suo familiare che, dopo aver pregato sulla tomba di san Gaspare, è subito guarito da un male che da tempo lo attanagliava”. Il quadro di Gasparro ci aiuta meglio ad entrare nel mistero del rapporto di san Gaspare con il Sangue del Salvatore.

Don Francilia, perché san Gaspare del Bufalo è così importante per l’annuncio della potenza del Preziosissimo Sangue?
San Gaspare è fondamentale per l’annuncio di questo mistero del Sangue Prezioso di Gesù nell’era moderna. Certamente, grandi mistici come santa Caterina da Siena avevano già annunciato il messaggio del Preziosissimo Sangue. Nell’era moderna però è stato proprio Gaspare del Bufalo a sentire forte questa vocazione, e ha avuto anche dallo Spirito la capacità di tradurla, di comunicarla. Inventivo nell’annunziare questo mistero, tramite la società contemporanea a lui. Il messaggio principale di san Gaspare nella spiritualità del Sangue di Cristo è fortemente devozionale e logicamente si sofferma principalmente sul mistero della Passione anche se si fa vivo, vitale, all’interno dell’esperienza terrena di Gesù: dalla circoncisione alla lancia del costato. Se dobbiamo parlare del Sangue di Cristo, certamente, dobbiamo avere in mente l’aspetto devozionale. Ma non può essere solo questo perché sarebbe alquanto riduttivo. Dobbiamo, invece, guardare a questo mistero con tutta la sua connessione alla nostra vita. San Gaspare, quando parlava della potenza del Preziosissimo Sangue in virtù dello Spirito Santo, pensava a un messaggio di conversione radicale per l’umanità. E lui riusciva con la sua arte oratoria a spaccare, aprire i cuori dei fedeli. San Gaspare è stato forse il più grande predicatore e missionario dell’Ottocento!

Parliamo ora del quadro di Gasparro: ha una simbologia forte. Può esaminare per noi questi simboli?
Questa tela esprime bene il mistero del Sangue di Gesù. E poi troviamo lo sguardo di Gesù che illumina lo sguardo di san Gaspare. È lo sguardo di chi sta trasmettendo la grazia e l’abbondanza dello Spirito Santo. Gesù pone la mano sulla spalla di san Gaspare - equivale a quell’incontro di sguardi nel Vangelo (“fissatolo, lo amò”) - e Gesù sta amando Gaspare. Gesù mette la mano sulla sua spalla, affidandogli una missione, che è proprio lì davanti agli occhi di Gaspare. Gesù apre il costato in quell’istante mentre le altre piaghe non sono ancora aperte visibilmente. Gesù con addirittura il dito medio e il mignolo si apre il costato per far uscire un fiotto di sangue abbondante che Gaspare raccoglie in quel calice che immaginiamo in movimento e lo dà alle anime. Il pittore ha espresso l’azione continuativa di questo mistero grandioso! Vi è infatti un continuo movimento, una continua donazione di Cristo che versa il sangue e Gaspare, l’apostolo del Preziosissimo Sangue, immediatamente - con quella immediatezza tipica del Vangelo come quando Maria si mette in cammino - cerca di donarlo alle anime bisognose. È questa una realtà che riguarda sì le anime purganti che hanno bisogno di rigenerarsi, ma non solo. Non è solo il bisogno di queste anime ma dell’intera umanità.

Qual è l’importanza di questa antica devozione nel mondo di oggi?
Bisogna partire da una riflessione: san Gaspare non è solo l’annunciatore del mistero - il mistero di Cristo, di un Dio uomo, che dona Sé stesso per l’umanità intera - ma ci dice anche che pure noi abbiamo la possibilità di divenire messaggeri d’amore di Cristo affinché l’uomo possa tornare nella piena comunione con Dio. Anche noi siamo partecipi di questo mistero, vivendo il Sangue di Cristo che scorre in tutti noi. Con ciò potremmo comprendere meglio quella fraternità che caratterizza il nostro essere qui su questa terra. Così facendo, noi non siamo solo creature di Dio, ma figli.

Come riuscire, allora, a far comprendere questo discorso così alto, importante, alla nostra contemporaneità? In poche parole: come renderlo vita di tutti i giorni?
Nel mondo di oggi bisogna guardare - come era tipico del tempo di san Gaspare - al Sangue di Cristo non solo come grande sofferenza patita, sofferta da Gesù per amore dell’umanità, nell’offrirsi al Padre in sacrificio e quindi nel compiere attraverso quel Sangue la Nuova Alleanza. Ovviamente tutto questo è giustissimo ed è importantissimo ribadirlo, ma - al contempo - credo che sia altrettanto importante guardare a Gesù come Colui che ci ha dato la Sua vita per entrare ancora più pienamente nella nostra stessa storia umana. E dare a tutto questo una radicalità: con il Sangue di Cristo, possiamo veramente dare alla nostra vita un cambio totalmente nuovo. Questa spiritualità dice all'uomo di oggi che credere in Dio non significa solo congiungere le mani e pregarlo (assolutamente importante), ma avere anche la capacità di amare profondamente Lui stesso e il Suo insegnamento che ci ha dato: donarsi completamente, senza riserve. Vuol dire, in estrema sintesi: non è questione solo di donare qualcosa al fratello, ma donare sé stessi. Completamente.