• FINTI LIBERALI

Il progressista Beppe Grillo come il sabaudo La Marmora

Assistiamo alla battaglia di Grillo in favore del "divertimento" del figlio. In Diario politico Asproni rievoca che il ministro Ricci si lamentò col generale sabaudo La Marmora "degli atti di violenta libidine su figlie di onorate famiglie”. Ricci si era sentito rispondere: “In quelle violenze le donne avean pure provato un piacere”.

Ormai tutti abbiamo avuto occasione di assistere alla battaglia di Grillo in favore del libero divertimento del figlio.

A me le spensierate battute del comico hanno ricordato un episodio avvenuto a Genova (Grillo è genovese) nel lontano 1849, quando, in nome della morale, del progresso, della libertà e della costituzione, si stava costruendo l’unità della nostra nazione. Genova insorge nel 1849 e a sedare la ribellione viene inviato il generale Alfonso La Marmora. La brutalità dell’esercito sabaudo è tale da suscitare l’unanime sdegno di tutti, cattolici e liberali.

A questo proposito così scrive Giorgio Asproni, ex prete divenuto rivoluzionario mazziniano. Nel suo Diario politico Asproni rievoca una confidenza fattagli dal ministro Ricci: questi si era lamentato col generale La Marmora del “saccheggio dato ad un quartiere di Genova e degli atti di violenta libidine su figlie di onorate famiglie”. L’incredulo Ricci si era sentito rispondere: “I soldati erano bei giovani e in quelle violenze le donne avean pure provato un piacere”. “Auguro, Signor generale, - questa la pronta risposta del ministro - fortuna e piacere uguale a sua moglie e alle sue figlie”.

Quale la più vistosa differenza fra l’episodio del ’49 e quello dell’aprile 2021? Questa: oggi non siamo più sotto la “costituzionale” (così la propaganda di regime definiva il regno sardo, dedito a violare sistematicamente tutti gli articoli dello statuto) e “morale” (nel senso di “costituzionale”) monarchia sabauda, oggi siamo sotto la progressista (uno vale uno) e democratica repubblica italiana fondata sul lavoro.

Lavoro da cui, si sa, sono per definizione esclusi i giovani, intenti, oggi come allora, a divertirsi.

Dona Ora