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Il sacrilegio

Il primo “matrimonio” cattogay, frutto di Fiducia Supplicans

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Messe in scena nella chiesa di St. Vincent de Paul, a Chicago, le prime “nozze” omosessuali in salsa cattolica: protagonisti padre Joseph Williams e due lesbiche (una metodista). Una conseguenza inevitabile di Fiducia supplicans.

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Ecclesia 09_05_2024
Screenshot video Kelli Beard, p. Williams, Myah Knight

Ed eccoci arrivati al primo “matrimonio” cattogay. Pure misto, dato che una delle nubende è di religione metodista. Gli attori di questa messa in scena sacrilega sono: padre Joseph S. Williams, parroco della chiesa di St. Vincent de Paul, a Chicago, nell’arcidiocesi retta dal cardinale Blase Cupich; Kelli Beard, ministro metodista; Myah Knight che si definisce come una «persona QTBIPOC», ossia una «persona queer, trans, nera, indigena di colore», che si concentra sulla «navigazione dell'identità sessuale e di genere». Nel 2022, ha lanciato un cosiddetto «gruppo di sostegno al trauma religioso».

Veniamo alla celebrazione, da loro intesa come un vero e proprio matrimonio stando al formulario usato e ai gesti che hanno accompagnato questo formulario. P. Williams con tanto di stola: «Vi impegnate liberamente ad amarvi come sante spose [holy spouses]?». Beard: «Sì, lo voglio». Knight: «Sì, lo voglio». P. Williams: «Dio amorevole, accresci e consacra l'amore che Kelli e Myah nutrono l'una per l'altra. Gli anelli che si sono scambiate sono il segno della loro fedeltà e del loro impegno. Possano continuare a prosperare nella tua grazia e benedizione. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore». E infine, tracciando sulla coppia, in abiti da cerimonia, un segno di croce, il sacerdote ha pronunciato le seguenti parole: «La benedizione di Dio sia su di voi, Padre, Figlio e Spirito Santo». C’è anche un video, pubblicato su Instagram lo scorso 22 aprile, a testimoniare l’accaduto.

A provare che si trattava, nelle intenzioni dei presenti, di un matrimonio ci sono altre due prove. La prima: il commento del ministro metodista Beard, che così ha scritto sul suo account Instagram: «Myah ha sempre desiderato sposarsi nella cappella della sua Alma Mater, quindi l'ho sorpresa con una benedizione per il nostro matrimonio!». La seconda prova: sempre Beard nel suo account ha inserito nel post di commento al video degli hashtag significativi: #benedizioni cattoliche, #matrimonio dello stesso sesso e #nozze dello stesso sesso.

Nonostante tutto questo padre Williams, che si è riferito esplicitamente alla coppia lesbica come “spose”, ha avuto l’ardire di affermare: «Il Santo Padre ha detto che le coppie dello stesso sesso possono essere benedette purché [tale benedizione] non rifletta una situazione matrimoniale... purché sia ​​chiaro che non si tratta di un matrimonio». La realtà racconta l’opposto.

Alcune rapide riflessioni. La prima: la benedizione di una coppia omosessuale, anche nel caso in cui non c’entrasse nulla con una benedizione matrimoniale, è atto intrinsecamente malvagio perché non si può bene-dire ciò che è contro natura, ossia intrinsecamente disordinato (clicca qui per un approfondimento). Seconda riflessione: un rito che mimi quello matrimoniale per benedire un’unione omosessuale rende più grave, dal punto di vista morale, la benedizione. Inutile aggiungere che il rito matrimoniale non trasforma una coppia omosessuale in una coppia sposata perché la diversità di sesso è requisito essenziale per far nascere il vincolo coniugale, sia per il diritto canonico che per il diritto naturale. Terza riflessione: se non ci fosse un intervento formale dell’autorità ecclesiastica che almeno censurasse l’accaduto, ciò corrisponderebbe ad un gravissimo silenzio-assenso su ciò che si è svolto nella chiesa di St. Vincent de Paul. Quarta riflessione: è curioso che una delle due nubende fosse un ministro metodista e che quest’ultima fosse venuta in casa cattolica per celebrare le proprie “nozze” gay. Una chiara provocazione.

Quinta riflessione: era inevitabile che questo “matrimonio” cattogay prima o poi accadesse (e forse era già accaduto da qualche altra parte senza che i social potessero registrarlo) e accadesse in tempi record: a poco più di quattro mesi dalla pubblicazione di Fiducia supplicans. Inevitabile perché questo documento approva moralmente le unioni omosessuali. Ora, se le unioni omosessuali sono relazioni eticamente lecite, perché non permettere alle coppie gay di sposarsi? Sarebbe irragionevole benedire l’amore – supposto tale, ovviamente – tra due persone dello stesso sesso e poi negare loro il matrimonio. Accettata la premessa erronea – la relazione omosessuale esprime vero amore – si devono accettare anche tutte le conclusioni che derivano dalla premessa, matrimonio incluso. Benedetto il principio, occorre benedire anche tutte le declinazioni pratiche di questo principio. Altrimenti in cosa si cade? Bravi, avete capito al volo: nella discriminazione.



LA RESISTENZA

Benedizioni coppie gay, atti malvagi che il sacerdote deve negare

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L'INTERVENTO

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IL DOCUMENTO

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02_02_2024

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Revue Thomiste contro Fiducia supplicans: oscura le coscienzedi Luisella Scrosati

pastori fedeli

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VERA PASTORALE

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Per coloro che non riescono a uscire subito da una situazione oggettivamente peccaminosa, c’è una via che ha risolto tante situazioni pastorali difficili: “La soluzione mariana”. Un monaco benedettino spiega in che cosa consiste.
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il cardinale

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IL DOCUMENTO

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Dottrina cambiata affermando il contrario, falsificazione del concetto di coppia, giochi di parole e formule ambigue, rifiuto del diritto naturale. Bussola e Osservatorio Van Thuan propongono una visione sintetica del documento vaticano che sta spaccando la Chiesa.
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