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LA VISITA

Il Papa al Meeting di Rimini: «È l'ora della responsabilità»

Un clima di festa e di grande entusiasmo ha accompagnato la visita al Meeting di Rimini di Leone XIV, che nella capacità di creare occasioni di incontro con tutti a partire dalla fede ha individuato il compito fondamentale dei cristiani in un mondo «che ha fame e sete di giustizia».
- La scommessa di una fede che si fa cultura, di Riccardo Cascioli
- Léon Harmel, l'imprenditore che manca a Leone XIV

Cultura 22_08_2026
LaPresse

da Rimini.
«È l’ora della responsabilità» che nasce dall’eredità di una cultura dell’incontro a cui ha educato il movimento di Comunione e Liberazione e che è il tratto distintivo del Meeting di Rimini. Così papa Leone XIV si è rivolto alla folla entusiasta del Meeting oggi pomeriggio, 22 agosto. È stato un entusiasmo che ha contagiato lo stesso Leone XIV durante la passerella di quasi un'ora attraverso i padiglioni della Fiera di Rimini dove lo hanno salutato oltre 50mila persone. Fermandosi in un salone dove erano raccolte migliaia di persone che non hanno potuto trovare posto nel grande Auditorium dove poi ha letto il suo intervento davanti a 20mila persone, ha esordito con un festoso «Ciao ragazzi. Buongiorno. Non sapete quanto è bello vedere tutti voi qui insieme». E poi: «Grazie, grazie! Gli applausi più forti devono essere per Gesù Cristo: siamo tutti discepoli di Gesù!».

La «responsabilità storica» a cui il Papa ha richiamato è quella della costruzione della pace, «nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia». E Leone XIV individua proprio nel Meeting e nell’esperienza di CL che lo ha generato la modalità che può essere di esempio per tutta la Chiesa, perché affonda le radici in una «millenaria tradizione di fede che si fa cultura».

Riferendosi al tema del Meeting 2026 – “L’amor che move il sole e l’altre stelle” – ha sottolineato che questo amore «non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature». Il Papa ha anche messo in guardia dal «falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni» a cui ha invece contrapposto «il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità». Il che richiama a una conversione continua perché «il peccato esiste, certo, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato».

«Liberiamo dunque la convivenza dal sospetto – ha proseguito Leone XIV – la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. (…) Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».

Il Papa, riproponendo ancora una volta lo “stile sinodale”, ha anche sottolineato l’importanza dell’ascolto, «un dono (…) che tutti riconosciamo ma che spesso si è perso in alcuni settori della Chiesa». «Dobbiamo continuare – ha proseguito – a scoprire quanto è prezioso, a cominciare dall’ascolto della Parola di Dio, dall’ascolto reciproco, dall’ascolto della saggezza che troviamo in uomini e donne, in membri della Chiesa e in quanti sono alla ricerca della verità, ma che ancora non sono, e forse non saranno mai, membri della Chiesa».

Seguendo il filo di questo discorso, il Papa non ha mancato di entrare anche nelle vicende interne di Comunione e Liberazione, che hanno portato negli anni scorsi al commissariamento di fatto della Fraternità di CL, invitando ad «amare e preservare l’unità della “compagnia” attraverso la quale Cristo vi ha raggiunti e vi attrae a sé». «Anche i momenti difficili – ha detto Leone XIV citando papa Francesco – possono essere momenti di grazia e possono essere momenti di rinascita». E se la presenza al Meeting è un evidente sostegno al presidente della Fraternità Davide Prosperi, Leone XIV – parlando del Mistero del disegno di misericordia che attraversa la storia – ha fatto riferimento alla «bellezza disarmata», valorizzando così un tema caro a don Julian Carron, predecessore di Prosperi alla guida della Fraternità e punto di riferimento delle contestazioni all’attuale dirigenza.

Il Papa lascia dunque una doppia responsabilità a CL e al Meeting di Rimini, un messaggio che è stato subito raccolto da Prosperi e dal presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, al termine della visita. Sottolineando la «grande festa piena di entusiasmo» che ha accompagnato la visita del Papa, Scholz ha affermato che «il messaggio che il Santo Padre ci ha consegnato segnerà la nostra strada». «Con trepidazione – ha aggiunto - abbiamo ascoltato le sue parole sulla “grande responsabilità storica al servizio di una umanità che ha fame e sete di giustizia”».

E Prosperi dopo avere espresso «la gratitudine del nostro popolo per il dono ricevuto in questa giornata straordinaria», ha affermato che «siamo colmi del desiderio di rispondere alla “responsabilità storica” che ci ha affidato: testimoniare, a partire dall’educazione che abbiamo ricevuto, la forza dell’amore di Cristo, promuovendo il bene attraverso una vita che sappia generare amicizia e speranza. Il Santo Padre ci provoca ad aprirci all’incontro con tutti: è questa la “vera cattolicità” di cui il movimento vuole rendere testimonianza».