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Il no del Papa al transumanesimo. Ecco cosa c'è nell'enciclica

La contemplazione del Verbo incarnato è la strada obbligata per vivere l'era dell'Intelligenza artificiale in modo positivo, per evitare «l'eclissi del senso di ciò che significa essere eumani». La Bussola è in grado di anticipare i contenuti della prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, che verrà presentata domani.

Ecclesia 24_05_2026

Fra poche ore verrà presentata Magnifica Humanitas, la prima enciclica del pontificato di Leone XIV. Prevost ha firmato il documento lo scorso 15 maggio, nel 135esimo anniversario della Rerum Novarum del suo predecessore Leone XIII. È ormai noto che il tema sarà la custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Ma cosa leggeremo in quest'enciclica tanto attesa? Possiamo darvi qualche anticipazione. La tesi del Papa è che la Magnifica Humanitas, al cospetto del progresso tecnico, si trovi davanti ad un bivio tra l'autosufficienza e la solidarietà. Un'alternativa che il testo presenta ricorrendo ad immagini bibliche. Il pericolo dello strapotere dell'uomo su sé stesso, un concetto già sviscerato da Benedetto XVI nella sua Spe salvi, qui viene affrontato alla luce dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione. La soluzione che Leone XIV offre per scongiurare una disumanizzazione a colpi di AI è teologica: il mistero dell'Incarnazione.

Nell'enciclica viene data continuità e profondità alle parole che il Papa neoeletto pronunciò ai cardinali spiegando loro di aver scelto quel nome pontificale in omaggio alla Rerum novarum che «affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale» mentre «oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un'altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».

La dottrina sociale torna protagonista in questo documento e viene presentata non come un decalogo di norme, ma come un qualcosa di vivo mediante cui rapportarsi alla società e agli altri. Un concetto che Prevost aveva espresso già nella prefazione di un libro del suo amico e confratello John Lydon pubblicato nel 2024. La Magnifica Humanitas sgombra il campo dalle accuse di ingerenze alla dottrina sociale, ne rivendica la sua adesione alla contemporaneità ma al tempo stesso la riconduce a Cristo e non ad un ambito sociologico.

Il Papa insiste molto sulla funzione di discernimento che riveste e che serve ad orientare le azioni in un'epoca di familiarità con l'intelligenza artificiale. Nel suo messaggio di quest'anno per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, proprio riflettendo sulle trasformazioni portate dall'avanzata della tecnologia digitale Leone XIV aveva citato san Gregorio di Nissa per il quale «il fatto di essere creato a immagine di Dio significa che all'uomo, fin dal momento della sua creazione, è stato impresso un carattere regale».

Argomenti che ritornano in quest'enciclica dove il Papa difende quella dignità che va riconosciuta alla persona per il solo fatto di essere voluta, creata e amata da Dio. Ed è proprio la tutela della dignità umana ad essere indicata come metro di giudizio per stabilire ciò che bene e ciò che non lo è anche nel campo dello sviluppo tecnico. Ciò che preoccupa il Papa è soprattutto il rischio di una deresponsabilizzazione morale derivante dall'uso dell'intelligenza artificiale e per questo nell'enciclica ha sentito il bisogno di approfondire moniti già lanciati nel suo primo anno di pontificato.
Ad esempio in un messaggio per la Giornata internazionale della matematica dove Leone XIV aveva chiesto un uso degli algoritmi in grado di rispettare la «crescita integrale della persona» e di non escludere «la dimensione morale di queste tecnologie emergenti».

Il Papa matematico bacchetta chi grazie al ricorso alla tecnologia vorrebbe perseguire l'obiettivo del superamento dell'umano. Al contrario, esalta quello che in un significativo messaggio ai membri del Board of the Vatican Observatory Foundation aveva chiamato «sano senso della misura». Le preoccupazioni del Papa sono rivolte soprattutto all'impatto dell'intelligenza artificiale negli aspetti relazionali e nella rete sociale. Ecco, dunque, che la Magnifica Humanitas si ritrova a declinare il recente appello papale ad «impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica» e a sollevare il tema del rapporto tra quest'ultima e la libertà. 

È chiaro poi che il Papa presentatosi al mondo con un eloquente «la pace sia con voi» e arrivato allo scontro con il presidente Donald Trump sul conflitto in Iran non poteva non affrontare anche il ruolo delle nuove tecnologie nella guerra. La difesa del multilateralismo, coerentemente alla posizione tradizionale della Santa Sede, è inevitabile in un tempo in cui sembra più logorato che mai. Il richiamo ad un uso etico dell'intelligenza artificiale, se vale in generale, è ancora più forte se si parla di armi.

Alla fine l'enciclica di Leone non è contro l'AI, ma in una prospettiva tipicamente agostiniana punta piuttosto ad orientarla per realizzare il bene comune. A questo scopo, la Magnifica Humanitas ribadisce quanto aveva detto il Papa alla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice nell'auspicare che l'uomo recuperi e rafforzi la fiducia nella capacità umana di determinare l’evoluzione di queste tecnologie. Ed è bello che Leone, affrontando un tema così contemporaneo, senta la necessità di indicare nella contemplazione del Verbo incarnato la strada obbligata per uscire dall'«eclissi del senso di ciò che significa essere umani», come ha affermato di recente.