Il Papa lascia Tenerife con un monito ai trafficanti di uomini
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La sei giorni spagnola si conclude con un nuovo abbraccio dei fedeli a Leone XIV che rivolge un accorato appello a chi specula sui migranti: «fermatevi e convertitevi!». Il ritorno a Roma sul jet di Felipe VI a causa di un problema tecnico all'aereo. Niente volo con i giornalisti e niente intervista ad alta quota.
Si è concluso ieri il lungo e intenso viaggio del Papa in Spagna. Da quelle parti il successore di Pietro mancava da quindici anni. L'entusiasmo che si è visto nelle strade, nelle piazze, negli stadi e nelle chiese ha testimoniato quanto l'anima cattolica della penisola iberica sia tutt'altro che in estinzione.
Ieri Leone si è recato a Tenerife per un'altra giornata dedicata ai migranti. Al centro Las Raices, il Pontefice ne ha incontrati 600. «Tutti in qualche modo siamo migranti, tutti siamo pellegrini in cammino verso la patria celeste. Aiutiamoci a fare di questo viaggio un evento più umano per tutti, offrendo ciò che è alla portata di ciascuno», ha detto Leone. L'illustre ospite è rimasto colpito dal nome del centro che in italiano si traduce con «Le radici». «Al mio predecessore, il caro papa Francesco, che desiderava tanto poter essere con voi, piaceva usare l'immagine delle radici per indicare la necessità di non dimenticare le origini, di rimanere uniti e di confidare nel Signore», ha ricordato. Dunque una tappa fatta per onorare la volontà e la memoria di Bergoglio.
Anche nel centro non è mancato l'abbraccio della gente e Prevost non si è sottratto, in particolare con alcuni bambini che ha preso anche in braccio. Una visita positiva per il governo Sanchez che ha incassato le lodi papali per rendere possibile questo «concreto aiuto umanitario, che restituisce speranza e dignità a tante persone». Poi Leone si è spostato in plaza del Cristo de La Laguna per un incontro con una realtà di integrazione di migranti, dove ha rivolto un appello forte e accorato ai trafficanti: «fermatevi e convertitevi!».
L'ultimo appuntamento ufficiale è stata la Messa al porto di Santa Cruz. L'omelia è partita da una riflessione sulla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. «Il mare richiama l’infinito e così anche il cielo, ma infinito è soprattutto il desiderio che unisce il cuore di Dio a tanti cuori umani, le cui gioie e speranze, tristezze e angosce trovano eco nel cuore della Chiesa», ha detto il Papa. Una celebrazione che voleva comunicare l'idea dell'Oceano Atlantico come sfondo. L'omelia ha trattato il tema dei migranti parlando di «queste isole, al centro di rotte migratorie che le rendono luogo di prima accoglienza di fratelli e sorelle il cui viaggio è in genere esposto a pericoli e violenze inenarrabili».
Il Papa è tornato a presentare il fenomeno in termini di tratta di esseri umani, sostenendo che «a fronte di chi specula sulla disperazione, come cristiani non soltanto possiamo offrire un riflesso del Signore che dice "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro"». Ha anche detto che la grazia più grande è lasciarsi «evangelizzare da chi soccorriamo».
Nel primo pomeriggio la cerimonia di congedo all'aeroporto di Tenerife a cui ha partecipato anche il re Felipe VI. La visita del Papa rimarrà nella storia ed è ancora oggetto di discussione nell'opinione pubblica spagnola. C'è anche chi fa polemica come l'associazione Más Madrid LGTBIQ+ che ha chiesto di adottare le stesse misure di assistenza viste per la presenza papale (distribuzione di cappelli, bottigliette d'acqua e trasporti gratuiti) anche per il Pride che nella capitale si aprirà il 25 giugno. Il portavoce dell'associazione arcobaleno pretende questa misura per dimostrare che «le persone LGBTQ+ che celebrano la lotta per i loro diritti non sono meno importanti dei pellegrini cattolici».
Polemiche che il Papa si è lasciato alle spalle, atterrando a Roma in serata. Ma sul volo non c'è stato il consueto incontro con i giornalisti al seguito. Infatti il veivolo su cui avrebbe dovuto viaggiare con la stampa e il personale della Santa Sede ha avuto un problema tecnico al motore. Il Papa e gli altri sono dovuti scendere dall'aereo. Alla fine ci ha pensato il re Felipe VI a rinunciare al suo jet per metterlo a disposizione di Prevost che così è potuto tornare a Roma in serata. Nulla da fare per i giornalisti che così non hanno potuto porre le loro domande al Pontefice.
Il Papa alla Sagrada Familia: «la fede dà forma alle pietre»
A cento anni esatti dalla morte di Antoni Gaudí la Messa celebrata da Leone XIV nel Tempio Espiatorio e la benedizione della Torre di Gesù Cristo che ne fa la chiesa più alta del mondo. In questa Biblia pauperum dei nostri tempi una «eloquente catechesi fatta di pietre, di colori e di luce».
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Un milione e duecentomila fedeli hanno partecipato alla Messa e alla processione per il Corpus Domini presiedute da Leone XIV. Una processione che non è «sopravvivenza folkloristica», ma espressione di «fede nella presenza del Signore Risorto». Nell'omelia un richiamo implicito contro l'eutanasia.
Al Congresso spagnolo Leone XIV ribadisce i principi non negoziabili
Nel suo discorso ai parlamentari il Papa ha ricordato la storia cristiana della Spagna, oggi secolarizzata, e indicato tre pilastri da difendere: la vita, la famiglia, la libertà educativa. Leone ha affrontato anche il tema della libertà religiosa, ma senza un riferimento diretto al cattolicesimo come religio vera.
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Leone alle Canarie, tappa sui migranti senza immigrazionismo
Durissimo sul traffico di esseri umani, il Papa rivolge un appello sul dramma dei morti in mare e afferma che esiste il diritto di emigrare se la vita è minacciata ma anche «di non dover migrare». Oggi l'ultimo giorno a Tenerife e in serata il ritorno in Vaticano.
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Molti applausi e qualche polemica a conferma dell'efficacia delle parole di Leone XIV in difesa della vita al Parlamento spagnolo. Nel pomeriggio di ieri l'incontro con i vescovi e la visita alla cattedrale madrilena, che custodisce la memoria delle radici cristiane e mariane del Paese. Oggi la partenza per Barcellona
