Grok inguaia Musk, quando l'IA distrugge la dignità umana
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Il sonno dell’IA genera mostri tecnologici. Lo testimonia lo scandalo che ha travolto Grok, il chatbot di X che ha generato oltre 6.700 immagini sessualizzate all'ora. La difesa imbarazzata di Musk, il silenzio delle femministe Usa e la "profezia" di Papa Leone.
Il sonno dell’IA genera mostri tecnologici. Lo testimonia lo scandalo che ha travolto Grok, il chatbot di Elon Musk, e che rappresenta la realizzazione di una profezia. Tra il 5 e 6 gennaio, il sistema di intelligenza artificiale integrato su X, la piattaforma social ex-Twitter in mano al magnate di Tesla, ha generato oltre 6.700 immagini sessualizzate all'ora, "spogliando" digitalmente donne e minori senza alcun consenso. L'81% delle vittime erano donne, il 2% apparenti minorenni.
Nel documento "Antiqua et Nova", pubblicato il 28 gennaio 2025 e approvato da Papa Francesco, il Vaticano aveva condannato esplicitamente l'uso dell'IA per inganni nella "sfera della sessualità". Il paragrafo 87 del documento descrive con precisione profetica quanto accaduto: «Il danno che [i deepfake] causano è reale, lasciando profonde cicatrici nei cuori di chi li subisce e ferite reali alla loro dignità umana».
Non è infatti un caso che Papa Leone XIV, succeduto nel maggio 2025 a Francesco, abbia posto l'etica dell'intelligenza artificiale al centro del suo magistero, scegliendo il nome papale proprio per “affrontare le nuove sfide per la difesa della dignità umana" poste dalla rivoluzione tecnologica. Nel dicembre 2025 aveva paternamente ammonito: «Come possiamo assicurare che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale serva veramente il bene comune, e non sia usato solo per accumulare ricchezza e potere nelle mani di pochi?».
La risposta è arrivata con lo scandalo Grok: quando la tecnologia non riconosce la dignità intrinseca della persona - «fondata nell'essere creata a immagine di Dio», come ricorda Antiqua et Nova - produce strumenti di violazione sistematica. Indonesia e Malesia hanno già bloccato Grok, mentre il Garante Privacy italiano ha avvertito di responsabilità penali. L'Ofcom britannico ha aperto indagine formale con multe fino al 10% del fatturato globale.
Il silenzio complice delle femministe progressiste. Il caso più drammatico è quello di Ashley St. Clair, 27 anni, madre di un figlio di Elon Musk. Grok ha creato immagini pornografiche usando sue foto da quando aveva 14 anni. «La cosa peggiore è stata vedermi violata e poi lo zaino del mio bambino sullo sfondo», ha raccontato alla CBS. Quando ha protestato pubblicamente, ha perso l'abbonamento Premium su X e la possibilità di guadagnare sulla piattaforma.
Eppure, di fronte a questa violazione di massa della dignità femminile, le grandi organizzazioni femministe americane hanno mantenuto un silenzio imbarazzante. UN Women, Women's March, Jezebel: nessuna dichiarazione pubblica. Solo la Feminist Majority Foundation ha denunciato: «L'abuso basato sull'IA sta diventando un altro meccanismo per mettere a tacere e umiliare le donne».
Il contrasto con le precedenti battaglie contro Meta è dolorosamente stridente. Quando Mark Zuckerberg era il nemico pubblico, le femministe chiedevano audizioni congressuali. Ora il silenzio è assordante. La dignità della donna, evidentemente, vale solo quando può essere strumentalizzata politicamente. Sono i governi conservatori – come l’Indonesia musulmana e la Malesia - ad aver agito per primi, mentre il progressismo americano si è voltato dall'altra parte.
Il libertarismo tecnologico mostra il suo vero volto. Elon Musk si definisce "free speech absolutist", ma lo scandalo Grok rivela la falsità di questa posizione. La cosiddetta "Spicy Mode" è stata progettata deliberatamente per aggirare i controlli etici. Nell'agosto 2025 Musk aveva promosso la funzione sostenendo che «la pornografia ha aiutato nuove tecnologie come i VHS ad avere successo».
Di fronte alle prove documentate di immagini di minori, Musk ha negato tutto: «Non sono a conoscenza di alcuna immagine di nudo minorile. Letteralmente zero». Ha poi definito le critiche un tentativo di censura condividendo immagini generate da IA del Premier britannico in bikini.
Ma il suo presunto "assolutismo" è sempre stato selettivo. Ha bannato account che tracciavano il suo jet privato, fatto causa a ricercatori che documentavano l'aumento dei discorsi d'odio su X, e ottemperato a più richieste governative di censura che la gestione precedente. La libertà senza verità - la libertà che Musk incarna - è solo arbitrio mascherato da principio.
Il magistero vaticano aveva previsto anche questo: «Tale inganno diffuso colpisce il cuore dell'umanità, smantellando la fiducia fondamentale su cui le società sono costruite» (Antiqua et Nova, capitolo 88). Quando la tecnologia diventa strumento di violazione anziché servizio alla persona, ovvero la libertà di impresa calpesta la dignità umana, quando le ideologie tacciono di fronte all'abuso perché l'abusatore è politicamente utile, allora la civiltà stessa è in pericolo. Lo scandalo Grok non è un incidente tecnico, bensì la conseguenza logica di una visione antropocentrica che ha smarrito il senso del sacro nella persona umana.


