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Gran Bretagna: organizzazione Lgbt affonda tra gli scandali

Dagli anni ’90 l’ong Mermaids diffonde falsità sul cambio di sesso tra i ragazzini di 12-13 anni. Lodata e sovvenzionata, si trova ora sotto inchiesta per pratiche dannose e per gli scandali di alcuni dirigenti, suscitando critiche anche nel mondo femminista. Un avvertimento sulla nuova “strategia Lgbt” italiana.

Attualità 12_10_2022

«Dovremmo essere tutti preoccupati» per lo scandalo o meglio per gli scandali, che emergono continuamente su Mermaids, una ONG Lgbtqi infiltrata dalla fine degli anni ‘90 nel sistema scolastico inglese per promuovere educazione sessuale e ideologia transgender. Questo il messaggio esplicito che Nikki da Costa, ex Direttore dell’ufficio legislativo di Downing Street, ha scritto su The Telegraph di ieri.

Mermaids è stata più volte audita sia dal Governo inglese sia dal Parlamento, è lodata e sostenuto per la sua attività da attori come Emma Watson, ha ricevuto finanziamenti dalla National Lottery e importanti sponsorizzazioni aziendali, tant’è che è passata da un bilancio di 127.000 sterline nel 2017 a 1,85 milioni di sterline nel 2021. Mermaids è prodiga di consigli e falsità sui farmaci bloccanti delle pubertà, sulle operazioni chirurgiche di cambio sesso, e invita i bambini di 12-13 anni a promuovere questi “trattamenti” come sicure fonti di felicità. L’amministratore delegato di Mermaids, Susie Green, ha ripetutamente descritto i bloccanti della pubertà come «salvavita» e «totalmente reversibili»; falsità smentite anche recentemente da una ricerca internazionale.

Gli scandali su Mermaids si stanno però moltiplicando nelle ultime settimane. La Charity Commission, ente che sovraintende le Ong senza fini di lucro che ricevono finanziamenti pubblici, ha messo sotto inchiesta Mermaids lo scorso fine settembre perché, dopo una serie di articoli d’inchiesta del The Telegraph, è emerso che l’organizzazione aveva inviato a ragazze di 13 anni di tutto il Regno Unito bendature particolari (blinders) che comprimono innaturalmente, sono potenzialmente dannose, all’insaputa dei loro genitori, così da favorirne la trasformazione transessuale. La dottoressa Hilary Cass, ex presidente del Royal College of Paediatrics, che sta conducendo una revisione dei servizi per bambini transessuali, per conto del Servizio Sanitario Nazionale (NHS), ha descritto queste pratiche come «dolorose e potenzialmente dannose» per la salute delle bambine.

Da qui l’indagine ufficiale che potrebbe privare Mermaids dei benefici economici e fiscali e forse anche scaturire nel penalmente perseguibile. Il 4 ottobre, pochi giorni orsono, un altro scandalo. Mermaids aveva tra i propri amministratori il dott. Jacob Breslow (professore associato di genere e sessualità presso la London School of Economics), che ha contributo positivamente ad una conferenza in cui si sostenevano i desideri pedofili. Breslow si è dovuto dimettere dopo che il Times ha rivelato la sua partecipazione alla conferenza B4U-ACT nel 2011. L’organizzazione B4U-ACT chiede che i pedofili abbiano il diritto di vivere «nella verità e nella dignità». Mermaids ha dovuto prendere atto delle dimissioni. Non finisce qui.

A fronte di questi ultimi scandali, il National Lottery Community Fund (ente che gestisce i fondi della lotteria nazionale del Regno Unito) ha reso noto di aver interrotto tutti i pagamenti a Mermaids durante le indagini sugli scandali emersi in queste settimane. A Mermaids erano state concesse quattro sovvenzioni per un valore complessivo di 530.000 sterline. Ieri l’ultimo colpo di scena, si scopre che Darren Mew, un operatore di Mermaids, posava come una scolaretta in foto esplicite per una rivista gay pubblicate on-line: da qui la denuncia dei genitori dei bambini che hanno utilizzato l’associazione giovanile transgender Mermaid.

Darren Mew non è un semplice volontario di Mermaids, è il responsabile dei servizi digitali, si identifica come trangender e ha postato su Instagram nel 2021 un’immagine di se stesso con una vista verso l’alto attraverso la sua gonna corta con la scritta «Scusate, non riesco a sentirvi. Sono qui fuori a vivere la mia fantasia» e un collage di sei immagini che lo ritraggono nudo in atteggiamenti pornografici per la rivista Haus Magazine (2020), una pubblicazione Lgbtqi.  In qualità di responsabile dei servizi digitali, il ruolo di Mew potrebbe comportare anche in futuro la sua partecipazione a weekend residenziali con genitori e ragazzi che si rivolgono a Mermaids.  Nella denuncia alla Charity Commission, si legge sul Times, i genitori affermano che nelle immagini Mew era «apparentemente senza capelli come un ragazzino... la grafica presenta chiaramente l’immagine di seni amputati», perciò si chiede una indagine nei confronti di Mermaids.

Le proteste non mancano. Nei giorni scorsi anche Julie Bindel, scrittrice femminista notissima nel Regno Unito, ha criticato Mermaids per aver messo in pericolo i bambini ed invocato l’immediata chiusura della Ong. La femminista ha denunciato la noncuranza di Mermaids per la nomina di Breslow, le falsità sull’uso dei farmaci che bloccano la pubertà, la gravità di promuovere «un’inquietante ideologia di genere ai bambini nelle scuole». Sulle barricate anche J.K. Rowling che ha detto dapprima che Mermaids «è divenuta il nuovo Savile» (dallo scandalo del noto pedofilo e stupratore Jimmy Savile), poi polemizzato con coloro che li hanno «sostenuti con entusiasmo anche se le bandiere rosse erano lì da anni», infine ha attaccato il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, i cui provvedimenti “trans”, influenzati da Mermaids, distruggeranno il «sesso femminile e le donne».

L’Italia prevenga le tragedie, abolisca immediatamente la strategia nazionale Lgbt+ della “cattolica devota” Bonetti.