Francia, nuovo sì dell’Assemblea Nazionale all’eutanasia
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Con 295 voti a favore e 232 contrari, i deputati francesi hanno approvato il testo sull’eutanasia, che adesso torna al Senato. Nonostante la probabile contrarietà di quest’ultimo, la legge dovrebbe passare definitivamente il 15 luglio. La mobilitazione della Chiesa.
Non è del caldo mortifero che sta attanagliando la Francia in queste settimane che dovremo parlare, bensì della ben più grave legalizzazione dell’omicidio del malato, ovvero della legislazione che Emmanuel Macron e i suoi reali sostenitori - i partiti liberali e le sinistre da un lato e il Grande Oriente di Francia (massoneria) dall’altro - hanno voluto istituire con il voto di ieri pomeriggio: su 527 votanti, 295 si sono espressi a favore, mentre 232 si sono dichiarati contrari.
Nell’aprile 2023 il presidente Macron aveva dichiarato, dopo una estemporanea e manipolata assemblea di cittadini convocata per discutere del tema del fine vita dal dicembre precedente, che la Francia avrebbe dovuto migliorare l'accessibilità alle cure palliative e consentire la “morte assistita” e che il governo avrebbe presentato una sua proposta. Per ben due volte negli ultimi anni il Senato aveva sterilizzato la normativa fortemente voluta da Macron e compagni, gli stessi che si sono inventati il diritto costituzionale all’aborto. Poi la Corte costituzionale francese ha dichiarato l’inammissibilità del quesito referendario, sottoscritto da circa duecento parlamentari, in cui si chiedeva che il popolo potesse confermare o meno la norma in approvazione. E ieri è arrivata la “vendetta” contro il popolo, che deve essere educato verso il “progresso”, cioè verso l’uccisione tramite eutanasia di vecchi, malati e inadatti.
Ieri c’è stata una grande mobilitazione (che la prefettura aveva improvvidamente cercato di vietare, ma poi un giudice ne aveva annullato la decisione, consentendo la mobilitazione stessa), con migliaia di partecipanti a Parigi, contro l’approvazione della nuova legge sull’eutanasia e quindi a favore della vita e delle cure palliative. In vista del voto di ieri all’Assemblea Nazionale, la Conferenza episcopale francese aveva invitato i fedeli cattolici a partecipare a una novena di preghiera per la vita, da domenica 21 a lunedì 29 giugno, con la recita di un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre. Nella novena contro l’approvazione della legge sull’eutanasia si chiedeva «che lo Spirito Santo illumini le coscienze e ci rinnovi nella speranza, affinché la dignità di ogni vita umana sia riconosciuta, protetta e rispettata». Nei giorni scorsi c’è stato l’ennesimo richiamo del vicepresidente della Conferenza episcopale francese e arcivescovo di Tours, monsignor Vincent Jordy, che ha avvertito che la legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito non costituisce solo una riforma legislativa, ma «un cambiamento antropologico» che modificherà il modo di intendere la vita, la sofferenza, la dipendenza e la morte.
Da mercoledì scorso i deputati avevano discusso per oltre cinque ore senza approvare alcun emendamento, respingendone ben 201, quelli che avrebbero riportato il nuovo testo pro eutanasia alla redazione del Senato. Nel gravissimo testo della legge francese sul suicidio assistito approvata ieri c’è il divieto all’obiezione di coscienza sia personale sia delle strutture sanitarie private, anche di ispirazione religiosa, che quindi non potranno più rifiutarsi di fornire l'eutanasia in base ai propri codici etici. «Non si tratta di laicità, ma di libertà», ha sostenuto il vescovo di Nanterre, Matthieu Rougé, avvertendo che la legislazione riflette quello che ha definito un «paradigma tecnocratico totalizzante» che prevale sulle diverse convinzioni etiche. Una legge che offende le coscienze e si oppone alla legge naturale inscritta nei cuori di tutta l'umanità, che da millenni lotta per preservare la vita, non può avere alcuna forza giuridica, perché come hanno detto molti deputati intervenuti ieri nel dibattito finale «questo testo rappresenta “il diritto alla morte e ad essere uccisi”». Ci si ricordi con sant'Agostino: «Se la legge non è giusta, è una legge nulla».
Dopo il voto di ieri, il disegno di legge tornerà al Senato per l'ultima volta, a partire dal 7 luglio, dove probabilmente verrà respinto per la terza volta. In conformità con la Costituzione, il disegno di legge tornerà allora all'Assemblea Nazionale il 15 luglio per la votazione finale, che con ogni probabilità ne sancirà l'approvazione nella sua versione attuale più truculenta, con la sua entrata in vigore nelle settimane precedenti alla visita del Papa.
