Fede e ragione nel discorso "ratzingeriano" del Papa a Malabo
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Alle autorità della Guinea Equatoriale Leone XIV ha ricordato l'importanza della dottrina sociale. E al mondo della cultura ha ribadito che la fede apre la ricerca a una pienezza verso la quale la ragione tende, senza poterla completamente abbracciare.
Ieri per Leone XIV è stata la volta della Guinea Equatoriale, quarta tappa del lungo viaggio apostolico in Africa. A bordo dell'aereo dall'Angola, Prevost ha parlato con i giornalisti ed ha ricordato il suo predecessore Francesco nel primo anniversario della sua morte. «Ha donato tanto con la sua vita e la sua vicinanza ai poveri. Ha predicato il messaggio della misericordia», ha detto Leone.
Rispondendo alla domanda di un giornalista angolano, il Papa ha fatto sapere di non aver ancora individuato una data per la creazione di nuovi cardinali. «Speriamo per l'Africa e anche magari per l'Angola», ha esclamato Prevost a questo proposito precisando subito dopo che per questo Paese però se ne potrà parlare «nel futuro prossimo, un po' più lontano».
Nel suo discorso alle autorità nel Palazzo Presidenziale, il Pontefice ha sottolineato l'importanza della dottrina sociale della Chiesa che rappresenta «un aiuto per chiunque voglia affrontare le "cose nuove" che destabilizzano il pianeta e la convivenza umana, cercando prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia». Tra i citati, oltre a san Giovanni Paolo II, sant'Agostino e Francesco, anche Leone XIII e la sua Rerum novarum. Il discorso si è concentrato soprattutto sull'uso della tecnologia per le armi ed ha concluso che «Dio non vuole questo» e dunque «mai dev’essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte». Nel Paese in cui il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasog governa da 46 anni, Prevost ha avvertito che la «brama di potere e di gloria mondani» portano «alla distruzione».
Più tardi, parlando al mondo della cultura nel campus universitario a lui intitolato, Leone XIV ha messo in guardia dal pericolo della «deviazione verso un'intelligenza che non cerca più di corrispondere alla realtà, ma di piegarla alle proprie misure, giudicandola secondo la convenienza di chi pretende di conoscere». In questi casi, la conoscenza «cessa di essere apertura e diventa possesso» e «si trasforma in orgogliosa affermazione di autosufficienza, aprendo la strada a smarrimenti che possono arrivare a diventare disumani».
Il suo è stato un discorso "ratzingeriano" sulla conciliabilità tra fede e ragione. Agli studiosi ed intellettuali della Guinea Equatoriale ha ribadito che «la verità non si fabbrica, né si manipola» e la fede non chiude affatto la ricerca culturale e scientifica ma al contrario «la purifica dall'autosufficienza e la apre a una pienezza verso la quale la ragione tende, anche se non può abbracciarla completamente». Il Papa ha anche incoraggiato gli investimenti nelle strutture universitarie rimarcando la necessità di scommettere sulla formazione delle nuove generazioni.
La prima giornata a Malabo è proseguita con la visita all'ospedale psichiatrico Jean Pierre Olié e infine con la visita privata ai vescovi locali. Oggi Leone XIV si sposterà a Mongomo dove celebrerà la Messa nella Basilica dell’Immacolata Concezione e visiterà la Escuela Tecnologica intitolata al suo predecessore Francesco.
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