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intervista / manetti

Da Rue du Bac a Medjugorje, l'appello di Maria all'umanità

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Anche ai nostri giorni la Vergine si manifesta per accompagnare il cammino dell'uomo e della Chiesa nel tempo della prova. Alla vigilia del 45° anniversario delle apparizioni della Regina della Pace ne parliamo con l'autore di Perché appare la Madonna. 

Ecclesia 24_06_2026

La Madonna attraverso le sue apparizioni ha sempre accompagnato i suoi figli lungo i secoli. Ne è un esempio Medjugorje, di cui il 25 di questo mese ricorre il 45° anniversario delle apparizioni. Perché ancora oggi la Vergine continua ad apparire e qual è il messaggio che ci vuole lasciare? Ne parliamo con Diego Manetti, massimo esperto di mariologia e autore del libro della Bussola Perché appare la Madonna. Il piano di Maria da Rue du Bac a Medjugorje.

Qual è il ruolo di Maria nelle apparizioni?
Se la Madonna appare lo fa per rispondere a un preciso compito che le è stato assegnato da suo Figlio Gesù. Come insegna la Lumen Gentium nel capitolo 8, il compito di Maria nello svolgere questa maternità, che Gesù stesso le affida poco prima di morire in croce, consiste nell'intercessione nella preghiera presso suo Figlio che la Madonna offre dal Paradiso, dove Lei vive come primizia dei risorti.  Al tempo stesso però, la Chiesa ha riconosciuto la possibilità che la Madonna continui a esercitare questo compito in un modo diverso e ancora più concreto e, diremmo, vicino all'uomo, facendosi presente tra gli uomini nel loro cammino quotidiano, nell'esistenza della Chiesa e dell'umanità. In circa 2000 anni di storia non sono mancate le segnalazioni di apparizioni mariane, oltre 3000. Di queste una ventina sono state riconosciute. Da alcuni anni è cambiata profondamente la posizione della Chiesa, che nel maggio del 2024 ha promulgato una nota con la quale ribadisce un'intenzione affiorante negli ultimi tempi, cioè di non impegnarsi più a riconoscere la soprannaturalità di questi eventi, ma limitarsi a riconoscere il valore dei frutti spirituali dei medesimi.

Perché appare la Madonna?
Perché il cristianesimo consiste nell'incarnazione del verbo di Dio che si è fatto carne ed è entrato nella storia dell'uomo. E per proseguire questa presenza del soprannaturale nell'umano, dell'Eterno nel tempo, ecco che Maria, primizia dei risorti, appare per accompagnare il cammino dell'uomo e della Chiesa verso il tempo della prova, verso i combattimenti, due, secondo il libro dell'Apocalisse, che segneranno l'ingresso nella parusia, cioè l'avvento trionfale glorioso del figlio di Dio.

Qual è il percorso mariano che attraversa l’Ottocento e il Novecento arrivando fino ai giorni nostri?
Le due caratteristiche essenziali sono innanzitutto che la Madonna si presenta come l'Immacolata, Colei il cui Cuore non è stato avvelenato dal peccato e sulla quale il demonio non l'ha avuta mai vinta perché esente da quel peccato originale che ci ricorda la sconfitta dei nostri progenitori quando hanno ceduto alle tentazioni del serpente antico (Gn 3). Lei come Immacolata è capace di essere la donna che schiaccia la testa al serpente antico (Gn 3,15), o ancora la donna vestita di sole che fronteggia il dragone infernale (Ap 12,1 e ss.). La seconda caratteristica è che proprio in quanto Immacolata, capace cioè di guidare la Chiesa e la cristianità nella battaglia contro il demonio, la Madonna è Colei che svela in anticipo i piani di Satana, i quali si possono condensare in un duplice obiettivo: da una parte voler distruggere il nostro pianeta, come più volte ha rivelato la Madonna a Medjugorje nei suoi messaggi quale Regina della Pace, ma soprattutto voler portare le anime alla perdizione eterna. Questo è il vero progetto che Satana vorrebbe compiere, ma che la Madonna impedirà, perché, come è stato promesso a Fatima e a Medjugorje, non siamo alla vigilia della fine del mondo ma alla vigilia – dopo un tempo di prova della fede – del trionfo del Cuore Immacolato di Maria che cambierà il mondo e la Chiesa.

Da Fatima a Medjugorje: si può parlare di un unico progetto mariano?
Tra Fatima e Medjugorje esiste un collegamento profondo. Basterebbe citare i messaggi del 25 agosto 1991 e 25 gennaio 2023, in cui compare proprio il termine “Fatima”. Un'apparizione fa riferimento all'altra, la Regina della Pace parla di sé come Regina del Rosario a Fatima per dire che la sua presenza a Medjugorje vuole completare quanto iniziato coi segreti annunciati in Portogallo. E questa è un'altra informazione importantissima: la Madonna in quel 25 agosto 1991, l'anno decisivo per il crollo del comunismo europeo e sovietico, chiede nove giorni di preghiera, di digiuno e di rinunce perché siano realizzati i suoi piani e perché Medjugorje porti a compimento Fatima con i segreti lì iniziati, i quali non sono finiti. Se la Madonna dice che i segreti nel 1991 sono ancora all'inizio o comunque non sono ancora compiuti per quanto riguarda Fatima, è evidente che non possiamo credere che la terza parte del segreto, che ancora non era stata allora rivelata, si riferisca soltanto in maniera simbolica allo scampato attentato di papa Wojtyła. Anzi, a leggere alcune esplicite dichiarazioni di suor Lucia di Fatima, dove ci dice che non si tratta di una visione simbolica ma di una vera e propria profezia storica, possiamo pensare che ci sarà un papa che sarà martire.

Cosa collega queste due apparizioni?
Il fil rouge è quello di accompagnare l'umanità, a partire dalla grande promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria e del tempo della pace, ad accogliere una nuova era, entrare nel primo combattimento escatologico, quello di cui parla il capitolo 12 dell'Apocalisse, quindi negli ultimi tempi della Chiesa. Come pensare che la Madonna manterrà queste sue promesse? Ricordando che proprio a distanza di quattro mesi da quel 25 agosto 1991 crollerà il comunismo sovietico, verrà ammainata la bandiera rossa sul Cremlino per l'ultima volta e si compirà così quella promessa che a Fatima la Regina del Rosario aveva fatto ai tre pastorelli, consegnando loro il 13 luglio del 1917 il grande segreto in tre parti: la Russia si sarebbe convertita e il comunismo avrebbe cessato di diffondere i suoi errori ed orrori. Ecco perché un solo progetto mariano attraversa Fatima e Medjugorje all'insegna di una rilettura della storia come storia della salvezza, soprattutto nell'ottica di una speranza profonda, animata dal desiderio di essere protagonisti e non soltanto spettatori del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Cosa significa vivere gli ultimi tempi?
È necessario riconoscere che gli ultimi tempi non sono il preludio della fine del mondo, perché cominciano col primo combattimento escatologico che trova il suo compimento nelle apparizioni di Medjugorje. Il 17 di aprile e il 2 maggio 1982 la Madonna disse a Medjugorje di apparire e chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. Ciò fa capire il ruolo speciale delle apparizioni di Medjugorje, il fatto cioè che esse concludano quel grande disegno mariano che ha avuto inizio in Rue du Bac a Parigi. La Madonna sembra terminare il suo compito nella grande visione apocalittica del capitolo 12 dell'Apocalisse in cui fronteggia il dragone infernale che è il serpente antico, il diavolo e Satana. Quei 1000 anni, che sono una cifra simbolica di incatenamento satanico, ricordano quanto viene detto nel messaggio del 14 aprile 1982, allorché si precisa che una volta realizzati i segreti che sono stati rivelati ai veggenti (10 in tutto e 10 a ciascuno) il potere di Satana che verrà infranto e ci sarà un tempo di pace.

Come affrontarli?
Con la speranza che per un cristiano diventa la certezza che Gesù ha già vinto, che non ci sono alternative, soprattutto ricordarsi della promessa che la Madonna ha fatto, ovvero che alla fine il suo Cuore Immacolato trionferà, la promessa nella seconda parte del segreto di Fatima che ha ribadito più volte nei suoi messaggi di Medjugorje.

Questo tempo rappresenta un punto di svolta?
È un punto di svolta perché la Chiesa sta per essere investita da una tempesta senza precedenti e il mondo sta per essere cambiato attraverso quegli eventi belli e drammatici che sono i segreti. Questi segreti vanno accolti con gratitudine, come fossero profezie delle piaghe d'Egitto che si rinnovano per una nuova liberazione del popolo eletto che è la Chiesa. La Madonna ha consegnato due armi privilegiate per affrontare il tempo della prova: la preghiera e il digiuno. Quante volte fin dal principio chiedeva questo! Lo ha detto nel messaggio del 26 giugno 1991. Questo mondo desideroso di pace non potrà che attendere il mondo della pace dicendo di sì al Re della pace, come Maria ricorda nel messaggio del 25 dicembre 1999, inaugurando quel tempo di pace che durerà forse un secolo o tre generazioni, 70 anni, come lascia intendere il messaggio del 1° gennaio 2024. Siamo alla vigilia di cambiamenti grandi, di un tempo di prova della fede, bisogna pregare perché la fede sia salda e perché con la preghiera e il digiuno possiamo allontanare, come la Madonna ci chiede di fare, la paura per il futuro e la paura del male.



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