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Finlandia

Critica l’omosessualità, Päivi Räsänen condannata

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La Corte suprema finlandese ha condannato la parlamentare Päivi Räsänen e il vescovo luterano Juhana Pohjola per aver pubblicato, nel 2004, un opuscolo critico delle relazioni omosessuali. La stessa Räsänen è stata invece assolta per un post con un versetto della Bibbia.

Libertà religiosa 28_03_2026

La “tolleranza liberale” contemporanea ci offre di nuovo il suo vero volto. Con una sentenza approvata a stretta maggioranza (3 a 2), la Corte suprema finlandese ha giudicato la parlamentare democristiana Päivi Räsänen (ex ministro degli Interni) colpevole di «incitamento all’odio» in relazione a un capo d’accusa riguardante l’espressione delle sue convinzioni sul matrimonio e sull’etica sessuale in un opuscolo risalente a oltre vent’anni fa. Räsänen è stata condannata penalmente, insieme al vescovo luterano Juhana Pohjola, per aver pubblicato nel 2004 un opuscolo per la propria chiesa d’appartenenza. La condanna è per «aver redatto e reso accessibile al pubblico un testo che insulta un gruppo», cioè gli omosessuali. La Corte suprema invece ha assolto all’unanimità Räsänen per il suo tweet del 2019 contenente un versetto biblico. La Räsänen e Pohjola erano stati precedentemente assolti all'unanimità da tutte le accuse da due tribunali di grado inferiore.

Giovedì 26 marzo, la Corte suprema finlandese ha inflitto sanzioni penali pari a diverse migliaia di euro. Ad oggi, nessuna autorità europea è intervenuta per denunciare lo scandalo né per chiedere spiegazioni sul funzionamento del sistema giudiziario in Finlandia e il rispetto dei diritti umani fondamentali, in primis quelli alla libertà di religione, pensiero e parola. In una conferenza stampa successiva alla condanna, l'ex presidente dei cristiano-democratici si è detta «scioccata e profondamente delusa dal fatto che il tribunale non abbia riconosciuto il mio diritto umano fondamentale alla libertà di espressione. Rimango fedele agli insegnamenti della mia fede cristiana e continuerò a difendere il mio diritto e quello di ogni persona di condividere le proprie convinzioni in pubblico», ha dichiarato Räsänen dopo aver ricevuto la sentenza, mentre sta valutando con i suoi legali, tra cui un team di giuristi dell’Alliance Defending Freedom, la possibilità di presentare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

La condanna definitiva, come accennato, è stata causata dalla pubblicazione di un opuscolo del 2004, il cui titolo è traducibile in Maschio e femmina li creò: le relazioni omosessuali mettono in discussione la concezione cristiana dell'umanità. Nulla di sconvolgente né di erroneo: eppure nell’Europa liberale di oggi, affermare le verità bibliche, cristiane e della scienza biologica apre le porte al dileggio, all’emarginazione e alla persecuzione giudiziaria. L'opuscolo era stato pubblicato sul sito web della Fondazione Lutero Finlandia e della Diocesi missionaria evangelica luterana finlandese, due gruppi che all'interno della Chiesa evangelica luterana, dominante nel Paese, si sono opposti ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e all'ordinazione delle donne. Oltre che per Päivi Räsänen, la Corte ha stabilito la condanna anche per Juhana Pohjola per «incitamento all'odio contro un gruppo minoritario», infliggendo loro 20 giorni di galera o 1.800 euro di sanzione.

La Corte ha rilevato che l’opuscolo scritto dalla Räsänen e pubblicato da Pohjola descrive l'omosessualità come «un disturbo dello sviluppo psicosessuale» e «un’anomalia sessuale», dichiarazioni considerate denigratorie nei confronti degli omosessuali in quanto gruppo, sulla base del loro “orientamento sessuale”. Il pubblico ministero aveva anche chiesto la condanna per un'ulteriore “accusa di istigazione”, in relazione a un post di Räsänen sui social media nel 2019, ma questa accusa è stata archiviata. Räsänen e Pohjola hanno negato ogni addebito in ogni grado di giudizio, iniziato presso il Tribunale distrettuale di Helsinki, che aveva respinto tutte le accuse all'inizio del 2022. L’assoluzione era stata giustamente confermata dalla Corte d'appello di Helsinki alla fine del 2023. Invece, la Corte Suprema, dopo aver accolto il ricorso della procura, ha appunto sostenuto una parte delle accuse.

Il caso di violazione dei diritti umani fondamentali in Finlandia non è certo l’unico del genere in questi giorni nella nostra Europa. In Islanda un sacerdote cattolico, padre Jakob Rolland, ha iniziato da giorni lo stesso calvario, dopo la denuncia della polizia di Reykjavik contro le dichiarazioni rilasciate dal sacerdote in un'intervista all'emittente islandese RÚV, per le sue critiche al divieto della "terapia di conversione" vigente nel Paese, cioè a quell’approccio che cerca di aiutare le persone sessualmente confuse a riappropriarsi della propria identità sessuale biologica. Il sacerdote ha detto tra l’altro che la Chiesa non rifiuterà l'aiuto agli omosessuali e offrirà loro la possibilità di partecipare alla vita quotidiana della comunità, al culto e alla preghiera, perché la «conversione è una parola chiave nella vita quotidiana dei cattolici. Siamo costantemente nella posizione di allontanarci dal male per volgerci al bene».



FINLANDIA

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15_11_2023 Ermes Dovico

La Corte d’Appello di Helsinki ha assolto la parlamentare Päivi Räsänen e il vescovo luterano Juhana Pohjola, processati per aver difeso la visione cristiana sulla sessualità e il matrimonio. Una buona notizia, ma i “nuovi diritti” restano.

LA PERSECUZIONE

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Giunto in Appello il processo ai danni della parlamentare Räsänen e del vescovo luterano Pohjola, “rei” di aver detto che gli atti omosessuali sono un peccato. Un reato, secondo il pubblico ministero, perché «il punto non è se sia vero o meno, ma che è offensivo». Povera verità…

GENDER

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01_04_2022 Luca Volontè

Il tribunale di Helsinki ha respinto le accuse contro Päivi Räsänen, ex ministro dell'Interno, e Juhana Pohjola, vescovo luterano. Erano entrambi accusati di istigazione all'odio per i contenuti di un tweet in cui la Räsänen citava san Paolo in dissenso al gay pride. E per un opuscolo, edito da Pohjola, "Maschio e Femmina Egli li creò".