Pannella, sempre pochi voti e tanti amici potenti
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Un ricordo personale di Marco Pannella, le cui idee sono ormai dominanti. E non è una buona notizia. Pannella ha sempre pianto miseria, ha sempre preso pochi voti, ma è stato protetto e favorito da amici molto potenti.
Commemorare vuol dire sia ricordare che elogiare. Noi, ovviamente, non abbiamo nulla da elogiare nel decennio della scomparsa di Giacinto Pannella detto Marco. Ma la memoria non ci fa difetto e vogliamo ricordare un paio di episodi singolari della sua carriera di showman politico. Il Soros de noantri (ma coi soldi del contribuente) lo incontrai personalmente una volta a Radio Radicale, nella quale ero stato invitato per una tavola rotonda.
Ci presentarono, ma forse non aveva idea di chi io fossi. Non rammento il tema della serata, ma il palazzo romano in cui stava la sede sì. E che, già allora, non passava anno che l'appello per “salvare” Radio Radicale non facesse il giro delle testate alla vigilia di ogni Finanziaria. E puntualmente paccate di denaro pubblico finivano nelle casse radicali. E' ancora così. La giustificazione era che detta radio trasmetteva tutte le sedute del parlamento. Dunque, il suo era irrinunciabile “servizio pubblico”. Si faceva contro-notare che il “servizio pubblico” spettava alla Rai, che già incassava il canone obbligatorio. Ammesso che le sedute parlamentari avessero tutta questa audience. Macché: chiunque fosse al governo, RadioRadicale veniva immancabilmente “salvata”. E l'andazzo continua. Se i radicali facevano qualche marachella penale, tipo regalare cannabis per strada ac similia, immancabilmente la magistratura chiudeva un occhio “per motivi di alto valore civile” (non ricordo la formula esatta di rito).
Insomma, il Partito Radicale Transnazionale in pratica non aveva che pochi voti. Ma amici sì. E tanti, a quanto pareva (e ancora pare). Mi si consenta qualche ricordo più personale; tanto, le “conquiste” dei radicali sono note a tutti, soprattutto agli avvocati divorzisti e a quelli che lamentano il record italico di denatalità (tra breve saranno le cliniche della “dolce morte” a brindare). Prima di Pannella avevo conosciuto la sua controparte femminile, Adele Faccio. Eravamo in un dietro-le-quinte di un talkshow televisivo e lei, già parecchio anziana, mi confidava, contenta, di aver appena maturato la pensione da deputata e che i “compagni” erano riusciti a far amnistiare il figlio, in Francia grazie alla “dottrina Mitterrand”, ma lui ormai preferiva restare là. Non ebbi tempo di chiederle i motivi dell'espatrio perché cominciò la trasmissione.
Abbiamo detto di Soros: nel 1992 costui cominciò la sua ascesa speculando sanguinosamente sulla lira. L'allora governatore di Bankitalia, Ciampi, provò a tamponare ma non fece altro che fulminare una somma mostruosa, per quale si scatenò l'ira di tutti e ci fu chi ne invocò la destituzione. Lui, invece, fu premiato con la Presidenza della Repubblica (e meno male che ancora non usava il raddoppio alla Napolitano e Mattarella). Vengo al dunque. Pannella era sul palco del MaurizioCostanzoShow, in quegli anni al top del prestigio (cosa ci facevo io su quel palco ve lo racconterò un'altra volta). Non ricordo per quale ennesima “battaglia” minacciava di bere la sua urina se non fosse stato accontentato. In mano, infatti, teneva un bicchiere trasparente con un liquido giallastro (che, per quel che ne sapevo, poteva anche essere tè o camomilla). Mentre lo stava portando alla bocca arrivò una telefonata in diretta: era il presidente Ciampi, che lo scongiurava con toni accorati di non farlo. Come ho detto, Pannella aveva pochi voti, ma tanti amici.
Quando fece eleggere deputata Cicciolina, ricordo bene il quotidiano La Nazione di Firenze. Uscì con un editoriale grande e bianco. Al centro del quale, in piccolo, c'erano alcune righe. Era chiaro che quel particolare montaggio era stato orchestrato dal giornale per dare il maggior risalto possibile a quanto c'era scritto al centro. Riassumo, perché le parole esatte non le rammento. L'inviato era stato mandato a fare un servizio su uno spettacolo che la neodeputata aveva tenuto la sera prima in un certo locale della Toscana. Quando la showgirl - cioè lei - dal palco si era messa a orinare sulla prima fila degli spettatori, l'inviato si era alzato e se ne era andato. E aveva faxato al suo direttore lo stringato e indignato commento che il foglio aveva sparato in prima pagina per sottolineare il proprio disgusto.
Leggo che a Milano a Pannella è stato dedicato uno spazio verde. Chissà se hanno tenuto conto di quel che ci fanno, i pets, negli spazi verdi cittadini.

