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LO SCANDALO

A Parigi si scoperchia la fogna dell'amministrazione socialista: pedofilia in scuole e asili

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Parigi, amministrata dai socialisti, si sta rivelando una fogna, sotto la facciata luccicante. Un intero sistema di pedofilia che coinvolge un centinaio di istituzioni, fra scuole e asili, sottovalutato e coperto per anni. Ed è solo la punta di un iceberg, lo scandalo potrebbe riguardare tutta la Francia. 

Esteri 28_05_2026
Parigi, manifestazione di protesta delle famiglie (AP)

Negli scorsi anni su LaBussola abbiamo dovuto descrivere, soli in tutto il panorama del giornliasmo italico, la messe di pedofilia e incesto che emergeva da testimonianze, scandali e allegre ammissioni di decine e decine di uomini di “cultura”, editori e compiacenti esponenti dell’establishment socialista francese. Ora, dopo mesi di indagini, si sono accumulati un centinaio di denunce di casi di violenze perpetrate durante le attività extrascolastiche sui bambini delle scuole pubbliche, anche infanzia, in diversi “arrondissement” (i municipi) di Parigi. Decine di segnalazioni di violenze fisiche, abusi sessuali e, in alcuni casi, stupri che coinvolgono il personale assunto per le attività extrascolastiche organizzate dall'amministrazione comunale, governata dalla socialista Anne Hidalgo e dalla sua coalizione di sinistra dal 2014 al marzo scorso (2026). 

Alcuni episodi risalgono al 2019 ma sono stati indagati come fossero casi sporadici, senza tener conto della diffusione e sistematicità di tali violenze, a causa di un "codice del silenzio", come accusano da tempo le associazioni dei genitori e che si era già imposto in precedenza nei confronti degli scandali d’incesto. In questo caso, tra gennaio e aprile 2026 sono emerse una serie di rivelazioni: un'impennata di denunce, segnalazioni di abusi non gestiti tempestivamente, trasferimenti di personale da un istituto all'altro nonostante precedenti avvertimenti e indagini amministrative rimaste riservate. 

Secondo i dati forniti dalla Procura di Parigi, le indagini riguardano oltre cento strutture: 84 asili nido, circa 20 scuole primarie e una dozzina di centri per l'infanzia. Tutti gli arrondissement sarebbero interessati. Dall'inizio del 2026, 78 operatori dell'infanzia sono stati sospesi dal Comune di Parigi, 31 dei quali con l'accusa di abusi sessuali. Solo nel 2025 erano già state disposte 46 sospensioni, 20 delle quali per reati sessuali. Le denunce presentate dalle famiglie illustrano anche la profondità del trauma. In alcune strutture, decine di bambini sono stati interrogati dagli inquirenti. Ad esempio, presso l'asilo nido Paul-Dubois, nel 3° arrondissement, sono state presentate 15 denunce contro un operatore giovanile e 19 bambini sono stati interrogati nell'ambito del procedimento. 

Altri casi riguardano ripetuti abusi su bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni, un orrore, avvenuto con sistematicità durante le attività post-scolari in gran parte della città di Parigi. Si sono formati gruppi di genitori, come “SOS Périscolaire”, che denunciano la catena di fallimenti istituzionali: mancata segnalazione, inerzia della dirigenza, trasferimento di personale problematico e mancanza di trasparenza nei confronti delle famiglie. Il nuovo sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha infine adottato una posizione ferma. Ha parlato di un fenomeno "sistemico", ha promesso una politica di tolleranza zero e ha annunciato un piano d'azione del valore di circa 20 milioni di euro.

Tra le misure proposte figurano la semplificazione delle procedure di segnalazione, il rafforzamento dei controlli amministrativi e, soprattutto, l'organizzazione di un congresso cittadino sull'assistenza extrascolastica e sul tempo libero dei bambini. Tutto bello ma, come denunciano i genitori, nel frattempo non vengono attuate riforme. Il primo processo svoltosi a porte chiuse all'inizio di maggio, riguardava un operatore giovanile accusato di molestie sessuali e violenza sessuale nei confronti di diverse ragazze. L'accusa aveva chiesto una pena detentiva di soli 18 mesi, con sospensione della pena stessa. 

Un atteggiamento di comprensione e clemenza che ha scandalizzato molti genitori, l’ennesimo segno della esitazione del sistema giudiziario di fronte ai casi di violenza sessuale contro i minori. Ancora, lo scorso 20 maggio, Parigi ha vissuto un'ondata di arresti in diversi casi legati ai doposcuola parigini, laddove gli inquirenti hanno condotto un'ampia operazione di repressione, prendendo di mira in particolare i responsabili di tali attività sospettati di abusi sessuali su minori. Una auspicata accelerazione dei procedimenti giudiziari, dopo che il pubblico ministero di Parigi, Laure Beccuau, aveva riconosciuto pubblicamente l'esistenza di un numero "considerevole" di casi, ancora in attesa di essere trattati. Infine, martedì 26 maggio, le associazioni di genitori in Francia hanno chiesto maggiore attenzione agli scandali di abusi su minori a lungo ignorati, dimostrando fuori dal palazzo di giustizia della capitale, in coincidenza con l’avvio di processo pubblico a carico di un assistente scolastico accusato di aver abusato sessualmente di nove bambini a Parigi. E se non fosse solo a Parigi, se finalmente si indagasse in tutte le città di Francia governate da sindaci e coalizioni liberal progressiste, quale cloaca si spalancherebbe sotto gli occhi del mondo?  

In questo caso, l'imputato, di 36 anni, la cui identità non è stata resa pubblica, è accusato di aver aggredito sessualmente dei minori (di 3 e 5 anni all’epoca dei fatti) mentre li sorvegliava nei bagni, durante la pausa pranzo e nel doposcuola tra l'agosto 2024 e l'aprile 2025. Ha negato qualsiasi abuso sessuale sui minori. Barka Zerouali, co-fondatrice del gruppo di genitori “MeToo Ecole”, ha dichiarato durante la protesta davanti al tribunale che siamo di fronte ad «un campanello d'allarme a livello nazionale».

Le famiglie sono in guerra, lo scandalo si allarga e conferma che l’emergenza nazionale francese non era l’aborto in Cotituzione, né ora è l’eutanasia, checchè pensino della propria ‘grandeur’ il Presidente Emanuel Macron e i suoi sostenitori di grembiule vestiti. Confidiamo che il Santo Padre ne tenga in debito conto nel suoi discrosi durante il viaggio francese del prossimo settembre, non taccia l’enormità delle violenze sui minori francesi, oltre alle violazione della vita e dignità umana dell’aborto e dell’eutanasia.