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Dichiarazione di Casablanca

Utero in affitto, lettera all'ONU

Un gruppo di esperti che aveva redatto la Dichiarazione di Casablanca scrive Comitato sui diritti dell'infanzia dell’ONU chiedendo di mettere al bando l'utero in affitto.

Gender Watch 18_09_2026

La Dichiarazione di Casablanca è un documento dl 2023 redatto da un gruppo internazionale di esperti, ricercatori e professionisti, avvocati, medici, psicologi in cui si chiede di vietare in tutto il mondo la maternità surrogata.

Questo gruppo ha inviato il 14 settembre scorso una lettera aperta al Comitato sui diritti dell'infanzia dell’ONU chiedendo di «chiarire che la maternità surrogata a pagamento, direttamente o indirettamente, costituisce per definizione una vendita di un bambino.

La maternità surrogata è definita come il contratto con cui una o più parti committenti si accordano con una donna affinché porti in grembo uno o più bambini con l'obiettivo di affidarli alla nascita, indipendentemente dal nome e dai termini e dalle condizioni del contratto stesso. La maternità surrogata è quindi un processo il cui scopo è la commissione e la consegna di un bambino.

L'oggetto di questo contratto non è semplicemente il servizio di maternità surrogata. È il bambino. Nessun committente accetterebbe di remunerare una madre surrogata solo per la gravidanza se poi il bambino non venisse loro affidato».

Si aggiunge che la maternità surrogata è «particolarmente insidiosa perché spesso si cela dietro immagini d'amore, privando al contempo il bambino della sua filiazione biologica ed esponendolo al trauma della separazione dalla madre naturale».

Infine si afferma che «la questione che poniamo al Comitato è di natura giuridica: quando un bambino viene affidato a soggetti committenti in cambio di un pagamento diretto o indiretto, possiamo continuare a rifiutarci di definire legalmente ciò che sta accadendo? Chiediamo al Comitato sui diritti dell'infanzia di porre i diritti del bambino al centro di questa analisi e di fornire una risposta chiara».