Il "conservatore" Magyar ribalta l'Ungheria per compiacere l'Ue
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il premier ungherese Magyar, teoricamente un conservatore, dimostra di non aver alcun rispetto per le istituzioni. Sta licenziando tutti i vertici e sostituendoli con uomini di Soros. Ed ora inizia anche la rivoluzione culturale, aprendo ai diritti Lgbt (a partire dalle adozioni).
Bruxelles con i suoi burocrati e lobbies sta colonizzando l’Ungheria e Peter Magyar procede come un carroarmato. Nel suo discorso di ieri, von der Leyen ha descritto le elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile scorso, come un punto di svolta che, a suo avviso, rimarrà a lungo nella memoria europea. A suo parere, quel giorno gli elettori ungheresi «hanno preso in mano il proprio futuro», hanno scelto la democrazia e l'Europa, e in tal modo «hanno riportato l'Ungheria al suo posto: nel cuore della nostra Unione». Secondo la von der Leyen, il cambio di governo ha iniziato a invertire la regressione dello stato di diritto osservata negli ultimi anni, a riprova sarebbero le misure contro la corruzione e la cooptazione politica delle istituzioni statali, nonché i passi compiuti in materia di diritti fondamentali e libertà accademica. Siamo proprio sicuri che sia così?
Bruxelles ci crede, ed infatti alla fine di maggio, l'Unione europea ha raggiunto un accordo con il nuovo governo ungherese, che ha consentito lo sblocco di fondi Ue per un totale di 16,4 miliardi di euro, di cui circa 10 miliardi provenienti dal Fondo per la ripresa e 6,4 miliardi dai fondi di coesione, vincolati all'attuazione delle riforme necessarie ma ancora devono essere fatti «sforzi significativi per ripristinare lo stato di diritto». La von der Leyen ha affermato che sono stati compiuti progressi significativi nel campo dello stato di diritto, come ha potuto dirlo dopo che il Presidente e i giudici della Corte Costituzionale sono stati rimossi dall'incarico e una larga parte dei parlamentari dell'opposizione è stata esclusa dalla vita politica, con le cosiddette riforme costituzionali da noi descritte sulla Bussola? L’abuso di ‘potere’ e la tirannia della maggioranza è una regola dello Stato di diritto? O qualunque strumento violento è valido solo se agito per eliminare i nemici politici, i difensori delle competenze statali e i promotori delle radici cristiane?
Se poi osserviamo da vicino i nomi dei neo eletti giudici costituzionali e membri dell'Ufficio nazionale per il recupero e la protezione dei beni (Nvvh), ci accorgeremo come siano tutti provenienti dall’allevamento di Soros e suoi accoliti. La rete creata e finanziata dal filantropo miliardario statunitense George Soros ha visto nominare il direttore legale di Transparency International (TI) Ungheria a giudice costituzionale per volere di Peter Magyar e voto compatto del suo partito in parlamento. Dopo un tentativo fallito di diventare direttore del controverso “Ufficio nazionale per il recupero e la protezione dei beni” (Nvvh), incarico poi assegnato all’altra attivista di estrema sinistra Anna Unger, il leader di Transparency International Miklós Ligeti, impegnato da un decennio nel gettare discredito nei confronti di Orban e dei suoi governi, può ora tirare un sospiro di sollievo. Dopo aver rimosso quattro giudici costituzionali, tra cui il presidente della Corte costituzionale, la nuova maggioranza monocolore ha nominato cinque nuovi giudici per sostituirli, tutti combattenti liberalsocialisti, fedeli avversari non solo di Orban ma della stessa identità nazionale. Dunque lo sviluppo dello stato di diritto sarebbe confermato dall’uso tirannico della maggioranza parlamentare e dalle nomine di estremisti 'torquemada'?
Ancor peggio, l’accenno della von der Leyen della necessità di ulteriori «sforzi significativi per ripristinare lo stato di diritto», confermano l’inquietante scenario e le disgraziate decisioni che il Governo di Peter Magyar ha deciso di intraprendere. Il segnale è chiaro, bisogna portare a termine tutto il progetto gli impegni presi e concordati da Magyar prima delle elezioni. Due dati significativi emergono negli ultimi giorni. Primo: l’ex leader di “Momentum”, partito sostenuto in tutta Europa da George Soros, András Fekete-Győr, nei giorni scorsi ha presentato una denuncia penale contro Viktor Orbán, fondata sulla volontà dell’ex premier di rintracciare e rendere pubblici i nomi dei dipendenti della Nvvh, così che ci fosse piena trasparenza sulla reale indipendenza e corretta operatività. Dunque la voce che circola da mesi di uno o più possibili processi a Viktor Orban e una sua incarcerazione nei prossimi mesi sono auspicate e promosse da molti attori istituzionali ungheresi ed europei. Secondo. Da pochi giorni, il premier Péter Magyar ha annunciato che il governo modificherà le norme che regolano le adozioni da parte di persone single e coppie dello stesso sesso, sostenendo che il sistema attuale non è sostenibile perchè favorisce le coppie sposate e limita fortemente le opzioni a disposizione dei single e delle coppie dello stesso sesso. Ovviamente questa riforma è la premessa necessaria e sufficiente per scardinare la legge antipedofilia del governo Orban che vieta l’insegnamento ‘gender’ ed Lgbti nelle scuole e la loro promozione ideologica pubblica. Orban domenica scorsa ha chiesto di opporsi alla “ricolonizzazione” in atto, difficile dargli torto, certo Bruxelles dovrebbe mangiarsi la lingua prima di parlare di ‘stato di diritto’.


