Un vescovo messicano ci ricorda dei Cristeros
La difesa della fede in pubblico è uno dei temi sollevati dall'intervista a mons. Noriega Barceló, che indica a modello coloro che tra il 1926 e il 1929 lottarono al grido di "Viva Cristo Re".
La lotta dei Cristeros messicani è durata dal 1926 al 1929 ed è finita, come noto, con una violenta repressione che è costata molte vite. Non se ne parla molto perché quegli eventi sollevano questioni oggi ritenute urticanti, prima fra tutte quella della difesa della fede. Il 21 aprile scorso, però, il vescovo messicano Sigifredo Noriega Barceló ne ha parlato in una intervista rilasciata ad Aciprensa.
In questa intervista, il vescovo ha ricordato il padre Gumersindo Sedano y Palencia che, mentre veniva portato in caserma dopo il suo arresto, continuava a gridare forte: “Viva Cristo Re! Viva Santa Maria de Guadalupe! Viva il Papa! Sacro Cuore, regnerai! Il Messico sarà sempre tuo!”, fino a quando il capitano del drappello gli sparò mentre ancora gridava. Il suo corpo, assieme ad altri, fu impiccato post-mortem per scoraggiare imitazioni.
Il vescovo Noriega, sulla base di questo ricordo, ha fatto alcune osservazioni. Non ha voluto pronunciarsi direttamente sull’evento storico della Guerra Cristera, sostenendo che «La storia ci aiuta a ricordare cosa è andato bene e cosa non è andato altrettanto bene». Poi ha aggiunto che oggi “«I principi religiosi che governano le nostre vite non sono così solidi», e in questo modo ha lodato la fede dei Cristeros per la quale essi hanno sacrificato la vita. Il paragone tra la fede dei messicani di ieri e di oggi fatto dal vescovo propone quella dei Cristeros come un esempio. Infine, ha invitato ad accrescere la conoscenza della propria fede e, di conseguenza, crescere in Cristo, perché a questo i Cristeros stessi avrebbero esortato i fedeli di oggi. Ciò permetterebbe di evitare infuturo simili esperienze.
L’argomento della difesa della fede presenta molti aspetti, oggi però sembra che tutti essi vivano una crisi più o meno profonda. Tra tutti questi aspetti il più negletto sembra essere la sua difesa in pubblico, con tutte le implicazioni che il grido cristero “Viva Cristo Re” comportava. L’intero discorso sarebbe da riprendere e riconsiderare e a questo dovrebbe servire il centenario ora in corso di svolgimento.

