Tusk parla di guerra e mette in dubbio la credibilità degli USA
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In un’intervista al Financial Times, il primo ministro della Polonia ha parlato di un’imminente minaccia militare proveniente dalla Russia e messo in dubbio la lealtà degli Stati Uniti come alleato. Parole che fanno gli interessi della Germania.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha concesso un'intervista al Financial Times (24 aprile 2026) che ha suscitato non poco scalpore. Tusk ha apertamente sollevato dubbi sul futuro della NATO e sulle reali garanzie di sicurezza per il fianco orientale. Ha osservato che la questione chiave per l'Europa oggi è la credibilità degli Stati Uniti come alleato. «La domanda più importante per l'Europa è se gli Stati Uniti siano pronti a essere leali come previsto dai nostri trattati (NATO)», ha detto Tusk.
Nella sua intervista al quotidiano britannico, Tusk ha anche sottolineato la necessità di rafforzare le capacità di difesa dell'Unione Europea. A suo avviso, la Comunità dovrebbe trasformarsi in una «vera alleanza» in grado di difendere realmente il continente, anche rafforzando le disposizioni dell'articolo 42(7) del Trattato sull'Unione Europea, la clausola di difesa reciproca. Ma la cosa che ha stupito gli osservatori internazionali è che Tusk ha parlato dell’imminente minaccia militare proveniente dalla Russia: «Si tratta di una questione davvero seria. Mi riferisco alla prospettiva a breve termine, mesi piuttosto che anni», ha sottolineato, riferendosi al rischio di un potenziale attacco russo ad uno Stato membro dell'Alleanza.
In tante cancellerie nel mondo si sono chiesti se Tusk sappia cose che magari gli altri non sanno, o magari se lancia questi avvertimenti come elementi di un «gioco politico» interno, polacco, e internazionale. Le parole di Tusk hanno sorpreso anche il presidente polacco. «In qualità di comandante in capo delle forze armate, sono in costante contatto con i generali polacchi, che sono rimasti anch'essi sorpresi dalle parole del primo ministro», ha detto Karol Nawrocki che ha chiesto al capo del governo chiarimenti in merito alla reale natura delle sue affermazioni. «Attaccare il nostro alleato strategico, gli Stati Uniti, e minare gli articoli dell'Alleanza Atlantica deve essere considerato molto irresponsabile e imprudente», ha dichiarato il presidente.
Il dubbio di Tusk sulla lealtà degli Stati Uniti è coerente con la tendenza antiamericana che si è diffusa nell'Unione Europea. Questo pensiero è ispirato da Berlino, ha osservato il leader del partito d’opposizione Diritto e Giustizia, Jarosław Kaczyński, in un suo post su X. «Ancora una volta, Tusk è stato ingannato e ha seguito le istruzioni di Berlino, attaccando gli americani e di fatto minando l'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, che garantisce la difesa reciproca tra gli alleati», ha scritto Kaczyński. Invece lo storico Mieczyslaw Ryba ha ricordato che già «in precedenza, Donald Tusk si era allineato con l'UE e con la politica tedesca di riavvicinamento alla Russia di Putin (…). Ora, Donald Tusk sta abbracciando anche il mainstream della politica europea e spera di ottenere certi vantaggi». «Ha già scelto l'opzione tedesca, quella di Bruxelles, e quindi crede che questo sia il metodo operativo che gli darà ancora più credibilità lì», ha sottolineato l'esperto.
Molto critico è stato anche il capo dell'ufficio per la politica internazionale presso la Cancelleria presidenziale, Marcin Przydacz: «Minare la lealtà degli Stati Uniti fa il gioco della disinformazione russa e delle operazioni ibride condotte dal Cremlino». «La Federazione Russa vuole minare la fiducia nelle garanzie di sicurezza degli alleati. Lo fa notoriamente, mettendo alla prova la reazione dell'opinione pubblica», ha aggiunto Przydacz. Chi segue la vita politica in Polonia si ricorderà che già nel 2014, durante la campagna per il Parlamento Europeo, Tusk lanciava minacce di guerra con la Russia se non avesse vinto il suo partito Piattaforma Civica (PO). Già allora Tusk stava cercando di giocare sulle emozioni negative nella società. Giocare sulle emozioni, dividere la società polacca e manipolarla è da sempre il suo metodo d’agire politico.
L’intervista di Tusk è stata pubblicata nel periodo delicato delle discussioni sullo stazionamento dei soldati americani in Europa. Gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro di 5.000 militari dalla Germania dopo la tensione tra Donald Trump e Friedrich Merz. Successivamente il presidente statunitense ha rilanciato, sostenendo che il livello delle forze americane in Germania scenderà in modo significativo. Ma Trump valuta come «probabile» anche il ridimensionamento delle forze schierate in Italia e Spagna. In questo contesto Tusk, tornando dall’incontro in Armenia, il 4 maggio, ha dichiarato ai giornalisti a bordo di un aereo governativo che la Polonia «non dovrebbe cercare di accaparrarsi» i soldati statunitensi che lasciano la Germania. «Non permetterò che la Polonia venga usata per minare la solidarietà o la cooperazione a livello europeo», ha aggiunto. Questa presa di posizione di Tusk pare veramente assurda: prima lancia le «notizie» dell’imminente attacco russo, probabilmente anche alla Polonia, e dopo respinge l’ipotesi di accogliere i soldati americani che potrebbero essere un valido deterrente a tale attacco.
Le parole del premier polacco hanno scatenato un putiferio in rete perché, per l’ennesima volta, Tusk ha anteposto gli interessi della Germania agli interessi della Polonia. Kaczyński ha affermato decisamente: «Tusk è Berlino. Oggi, nessuna persona ragionevole può negarlo». Più chiaro di così.
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