Trans in carceri femminili
Il governo canadese permette ai transessuali di scontare la loro pena in carceri femminili, ma questo provoca non di rado aggressioni ai danni delle donne.
Siamo in Canada. Lo scorso anno, il Justice Centre for Constitutional Freedoms (JCCF) ha presentato un'istanza per conto di Canadian Women's Sex-Based Rights (CAWSBAR), contro la "Direttiva 100: Detenuti di genere non conforme" del Servizio penitenziario canadese. Il pomo della discordia era ed è il seguente: il Canada permette ai transessuali di scontare la loro pena in un carcere femminile e, a motivo di ciò, non sono ormai pochi i casi in cui questi detenuti uomini aggrediscono detenute donne. La denuncia citava 10 casi in particolare.
Il 31 agosto il governo ha depositato la sua memoria difensiva: non nega che si siano verificati questi casi ma «nega categoricamente che qualsiasi presunto danno alle detenute ospitate negli istituti femminili sia derivato dall'attuazione della direttiva CD 100». Insomma nega che queste aggressioni derivino dal fatto che uomini siano detenuti a stretto contatto con donne. Davvero l’ideologia non vuole guardare in faccia la realtà.


