• DEMOGRAFIA E AUTONOMIA

Tanti piccoli alto-atesini. Boom di nascite a Bolzano

Dai dati risulta infatti che in quasi tutte le regioni d'Italia ci sono state più morti che nascite. Maglia nera della decrescita è il Piemonte, con ben 18.500 abitanti in meno. C' una sola provincia che fa eccezione, con un saldo positivo: la provincia autonoma di Bolzano. Vediamo perché. 

Bolzano

Demographic winter. In America hanno trovato una frase iconica per definire la tendenza, tutta occidentale, a fare meno figli. Eppure gli Stati Uniti (per non parlare del Messico e delle altre nazioni americane centro-meridionali) sono ancora oggi in una situazione migliore, con una media di 1,9 figli per donna contro gli 1,4 dell'Italia. Un numero che diventa ancora più inquietante se consideriamo i dati sul saldo naturale del 2016 (differenza fra nascite e morti) pubblicati dall'Istat appena qualche giorno fa.

Dai dati risulta infatti che in quasi tutte le regioni d'Italia ci sono state più morti che nascite. Maglia nera della decrescita è il Piemonte, con ben 18.500 abitanti in meno in un anno, seguito a stretto giro dalla Toscana (-15.100) e dall'Emilia Romagna (-14mila). Male anche la Lombardia (-11.200) e, sorprendemente, regioni del Sud come Sicilia (-8.300), Puglia (-5.800) e Sardegna (-5.400). Una situazione drammatica nei confronti della quale i governi non sembrano intenzionati a muovere un dito, se non a parole. Basti pensare che proprio l'inizio del 2017 ha segnato una delle più colossali prese in giro nei confronti delle famiglie italiane private del “bonus mamma”, un incentivo di 800 euro che le madri avrebbero potuto richiedere dal settimo mese di gravidanza. Il fondo di 600 milioni per il 2017 e 700 per il 2018 sarebbe anche pronto (i soldi per quest'anno sono addirittura sufficienti per 750mila nascite, tantissime rispetto alle 474mila reali del 2016), ma ad oggi mancano ancora i moduli per fare richiesta. Incredibile ma vero l'Inps non li ha ancora stampati. Un vero e proprio bonus bidone che, quando i moduli saranno finalmente pronti (se mai lo saranno), costringerà le famiglie a interminabili trafile negli uffici dell'Inps intasati dalle domande.

Eppure a fronte di un Paese completamente immobile c'è ancora – per fortuna – un angolo di Paradiso, almeno a livello demografico. Parliamo del Trentino Alto Adige e in particolare della Provincia Autonoma di Bolzano che, unici casi in Italia, presentano un saldo positivo rispettivamente di 1.100 e 1.400 abitanti. Può non sembrare un aumento cospicuo ma non è nemmeno così insignificante se consideriamo che non si tratta di territori molto abitati: in rapporto alla popolazione complessiva l'incremento della provincia di Bolzano, ad esempio, è più che doppio rispetto al decremento della Lombardia. C'è da chiedersi come sia possibile che, in quella provincia, si facciano ancora così tanti figli. Un ruolo importante è giocato dal fatto che quello di Bolzano è il territorio più ricco d'Italia, forte di un Pil pro capite di 39.700 euro, e con una disoccupazione di appena il 3,7%, ovvero più bassa di quella degli Stati Uniti o del Canton Ticino.

Ma l'andamento positivo dell'economia non è l'unica spiegazione di questo baby boom altoatesino. La realtà è che Bolzano sta da tempo portando avanti una politica decisa a favore della maternità. Basti pensare che dal 2011 ad oggi l'Agenzia della famiglia ha aumentato i propri fondi da 45 a 73 milioni di euro, creando una serie di benefici importanti per i 47mila nuclei familiari oggi presenti sul territorio (erano 37mila nel 2011). Come ha riportato Candida Morvillo sul Corriere della Sera in Alto Adige i bambini da zero a tre anni ricevono, dal 2013, un bonus di 200 euro dagli zero ai tre anni: un contributo che va alle famiglie con un reddito netto inferiore agli 80mila euro l'anno, “pari però al 90% delle famiglie” come ha precisato l'assessora alla Famiglia Waltraud Daeg. Un importo che si accumula con un contributo regionale da 110 euro e con il bonus nazionale da 80 euro, per un totale di ben 400 euro netti al mese. Una cifra consistente che permette alle famiglie di affrontare parte delle spese che la crescita di un figlio comporta.

Ma non è tutto. Per le famiglie in particolare difficoltà Bolzano offre case popolari a un affitto iper-calmierato per non dire simbolico (appena 50 euro al mese, con anche spese condominiali e utenze ridotte) che consente di riprendersi da momenti di difficoltà economica. E per quei genitori che, loro malgrado, obbligati a lavorare entrambi ci sono i tagesmutter, asili nido formati da madri appositamente formate, con una tariffa oraria che varia dai 90 centesimi ai 3,65 euro.

Insomma, Bolzano è riuscita a concretizzare aiuti per la maternità che, in tutto il resto d'Italia, sono ancora un miraggio. Qui si aspetta ancora l'approvazione del disegno di legge Lepri (di Stefano Lepri, senatore Pd) che darebbe alle famiglie 200 euro per ogni figlio fino ai 18 anni d'età per le famiglie con un reddito complessivo inferiore ai 30mila euro l'anno. Peccato che costi 23 miliardi di euro di cui 16 arriverebbero dall'abolizione dei sussidi attuali, fra cui assegni, detrazioni, bonus bebè. Un gioco delle tre carte già visto, troppe volte, nelle scelte della politica italiana.  

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