• COVID E MEDIA

    Mattarella bacchetta i no vax, ma ignora le tele-risse

    L’affondo di Sergio Mattarella contro i no vax ha rilanciato la riflessione pubblica sul ruolo dell’informazione. Secondo il capo dello Stato, i no vax avrebbero troppo spazio nei media. Ma non affronta il vero problema dell'infodemia attuale: il dibattito si basa sulle risse, dove le urla prendono il posto della corretta informazione scientifica.

    • IL RINNOVO

    A chi serve l'emergenza infinita? Non alla salute

    Tutto come previsto: emergenza prorogata. Fino alla fine di marzo 2022. Anche se i dati epidemiologici non giustificano affatto questa ennesima forzatura. E allora perché? Per motivi politici: blindare la legislatura fino a dopo l'elezione del prossimo Presidente, vincolare Draghi al governo. E intanto nel Paese la crisi si approfondisce. 

    • COSA CI ATTENDE

    Draghi e i partiti: la luna di miele sta finendo

    Mario Draghi è ancora molto popolare fra gli italiani. Ma si è già incrinato il suo rapporto con i sindacati, che sono preoccupati per la prossima riforma delle pensioni. E sta finendo la luna di miele con i partiti che lo sostengono in parlamento. Eletto il presidente, si entrerà in campagna elettorale e c'è da attendersi l'assedio al premier.

    • IL DIBATTITO

    Obbligo del vaccino? È la nostra Costituzione a escluderlo

    Sulla questione della salute si gioca il delicato equilibrio tra rispetto della persona e “interesse della collettività”. La libertà e la dignità della persona umana non possono essere subordinati all’interesse della collettività, se non per gravi e fondati motivi. La costituzionalità dell’imposizione dell’obbligo vaccinale non sta nell’efficacia dei vaccini come mezzi di prevenzione delle malattie, ma nelle condizioni di superiore interesse per la collettività e rispetto della persona umana.
    - APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI CONTRO IL GREEN PASS

    • TOTO QUIRINALE

    I partiti che puntano al secondo Mattarella

    Sergio Mattarella, a Ventotene, pronuncia un discorso politico più del solito. Che sia un modo per candidarsi? Anche ammettendo che non voglia, come dice, i partiti della maggioranza (tutti, tranne FdI) hanno forti interessi nel tenerlo al Quirinale per un secondo mandato. Anche per lasciare Draghi nella sua posizione di premier. 

    • GOVERNO

    Mattarella avverte Draghi: basta governare per decreto

    Mattarella, alla vigilia del semestre bianco (i sei mesi che precedono l'elezione del suo successore), torna politicamente attivo. E lancia un suggerimento al governo Draghi: basta governare per decreti, si deve ritornare alle procedure costituzionali. 

    • IL PRESIDENTE

    Dopo Mattarella, Draghi al Colle? Ipotesi di successione

    Mattarella non vuol ripetere l'esperienza di Napolitano, che venne rieletto presidente provvisorio per altri due anni, in mancanza di una maggioranza. Anche con un parlamento così frammentato, fra otto mesi si eleggerà il successore. L'ipotesi che va per la maggiore è Draghi, strategico per il centrodestra. Il centrosinistra vorrebbe uno dei suoi.

    • MAGISTRATURA E POLITICA

    Il sovranismo non è reato. Ma è diventato un'ossessione

    Magistratura e media si stanno accanendo sempre più su un unico obiettivo: il sovranismo. L'episodio delle 11 persone indagate per vilipendio al presidente Mattarella rivela quanta attenzione viene rivolta dalle toghe a una sola parte politica, per le sue idee prima ancora che per le sue colpe. Come dimostra anche l'accanimento su Salvini.

    • DEMOCRAZIA BLOCCATA

    Che vinca o perda, il Pd governa

    Chi farà parte del prossimo esecutivo? Quale sarà il partito che se ne avvantaggerà? Finora, dal 2011 ad oggi, il Pd è sempre stato al governo, indipendentemente dai suoi risultati elettorali. E le poche volte che non lo è, si scatena l'inferno mediatico-giudiziario contro i suoi avversari.

    • CRISI POLITICA

    Responsabilità non è fare un governo qualsiasi

    In queste settimane di crisi politica si sta abusando molto del concetto di "responsabilità", applicato alla necessità di fare un governo e presto per fronteggiare l'emergenza. Ma non è la formula di governo a decidere sulla responsabilità, quanto il bene che si fa, i fini buoni che si perseguono.

    • CRISI DI GOVERNO

    Soccorso CEI a Conte, così si diventa Chiesa di Stato

    Il dichiarato appoggio della Chiesa italiana ai tentativi del presidente del Consiglio Conte di perpetuare il suo governo va contro la ragione politica e contro le esigenze della fede cattolica nei confronti della politica. Significa anche sostenere che questo governo - fortemente anti-cattolico nelle sue politiche - ha fatto bene le cose e continuerà a farle bene. Giudizio assurdo, viste le mancanze, l'incapacità e il radicalismo anti-vita e anti-famiglia dimostrati dall'esecutivo.
    - QUAGLIARIELLO: «I CATTOLICI SERVONO PER FARE IL PARTITO DI CONTE, di Andrea Zambrano
    - MARIA FIDA MORO, CONTRO IL GOVERNO PER LA LIBERTÀ, di Gianfranco Amato
    - LA BEFFA DEI "RISTORI", di Ruben Razzante

    • AUTONOMIA

    Regioni più virtuose dello Stato: serve una riforma

    Mattarella parla di autonomia ma bisogna avere fiducia nella capacità di autogoverno dei nostri territori (che sbagliano ma meno dello Stato), con il solo limite di dimostrare di spendere bene i fondi della fiscalità generale. Vanno corrette le storture della riforma del 2001 del titolo V della Costituzione, soprattutto l’aberrazione dei poteri concorrenti