• SENTENZA SHOCK

    Femen sacrilega in chiesa: per la Cedu è libertà d'espressione

    Nel caso Bouton vs Francia, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito, all’unanimità, che rientra nella «libertà di espressione» il sacrilegio compiuto da una Femen il 20 dicembre 2013. La donna, a seno nudo, davanti al tabernacolo della chiesa parigina di S. Maddalena, aveva simulato di abortire Gesù. L’ennesimo attacco alla fede cattolica, giustificato con motivazioni assurde.
    - VIDEO: IN EUROPA SI VUOLE LA FINE DEL CRISTIANESIMO, di Riccardo Cascioli

    • LA SENTENZA

    Se la Cedu dà il via libera all’eutanasia per depressi

    Nel caso Mortier vs Belgio, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che né la legge belga sull’eutanasia né l’iniezione letale a Godelieva de Troyer, uccisa dietro sua richiesta a 64 anni perché depressa, violano l’art. 2 della Convenzione (diritto alla vita). Un precedente pericoloso, al netto della violazione riscontrata dai giudici di Strasburgo nella fase post-eutanasia.

    • LA SENTENZA

    Suicidio assistito sì o no? C’è un problema nella Cedu

    Nel caso riguardante il medico danese Svend Lings, la Cedu ha giudicato legittimo il divieto al suicidio assistito, senza però considerarlo assoluto. Già nelle precedenti sentenze la medesima corte aveva desunto un diritto (seppur con limitazioni) all’aiuto al suicidio interpretando in modo arbitrario l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

    • ABORTO

    Polonia e Malta difendono la vita. Quindi l'Ue le accusa

    Il Rapporto sul rispetto dei Diritti Riproduttivi in Europa condanna Malta e la Polonia per le loro leggi contro l'aborto, in difesa del diritto alla vita. Anche al di fuori dell'Ue, la Cedu ha accolto le denunce di 15 organizzazioni pro-aborto in Polonia. Invece Malta è nel mirino della Commissaria per i Diritti Umani.  

    • SCONTRO CONTINUO

    Polonia e Ungheria, nuove minacce dall’Europa

    La Commissione scrive a Ungheria e Polonia minacciando il taglio dei fondi. Dopo la dichiarazione di incompatibilità di parte della Cedu, si acuisce lo scontro Varsavia-CoE. La Corte di Giustizia Ue boccia la legge “Stop Soros” e una decisione dei giudici supremi ungheresi. Il gruppo di Visegrad fa quadrato.

    • LA DECISIONE

    Utero in affitto, lo stop della Cedu è solo a metà

    La Corte europea dei diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso di un’ex coppia di lesbiche a cui le autorità islandesi avevano negato il riconoscimento come genitori di un bambino avuto negli Usa attraverso maternità surrogata (nessuna delle due è madre biologica). Ma il pasticcio resta, perché le due sono trattate come genitori de facto e l’unione omosessuale equiparata a una famiglia. Come reggerà così il “no” all’utero in affitto?

    • COME RS

    Anche Pippa condannata dal giudice di Soros

    Il 20 aprile, giorno del 6° compleanno di Pippa Knight, la Cedu ha respinto il ricorso della madre, avallando il distacco del ventilatore deciso dalla giustizia inglese. A presiedere la sezione giudicante il bulgaro Yonko Grozev, per anni attivo nelle organizzazioni pro eutanasia di Soros. E altri due giudici hanno lavorato in Ong finanziate dall’Open Society.

    • IL CASO

    Pornografia diritto umano? Possibilità che inquieta

    A un detenuto in Slovacchia vengono sequestrate delle riviste pornografiche. Lui ricorre alla Corte europea dei diritti dell’uomo lamentando la violazione di vita privata e libertà d’espressione. La Cedu ha deciso di pronunciarsi sul caso. E già questo preoccupa perché il buonsenso, il dovere degli Stati di proteggere la morale, il legame pornografia-violenza e la relativa Convenzione europea avrebbero suggerito di rigettare direttamente il ricorso.

    • L'ABORTO COME MANSIONE

    Cedu contro la libertà di espressione e religiosa

    Lo scorso 12 marzo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su due casi che interessano l’obiezione di coscienza in relazione alle pratiche abortive, negando alle ricorrenti tale diritto. Le sentenze dimostrano che si vuole far passare l’aborto come un’operazione chirurgica al pari di un’altra: è quindi necessario silenziare chi ricorda che l’aborto è un assassinio. 

    • L’AVVOCATO PAILLOT

    «Vincent, condannato a morte, ha diritto alle cure»

    «Vincent Lambert non riceve tutta l’assistenza a cui ha diritto. Non riceve alcuna stimolazione, kinesiterapia, nessuna rieducazione alla deglutizione. Attende, nel braccio della morte», afferma in un’intervista alla Nuova BQ Jean Paillot, avvocato della famiglia di Vincent, che parla di «un caso di eutanasia» e spiega che la Francia è vincolata a osservare la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.

    - E NEL 2018 IN OLANDA I MORTI PER EUTANASIA SONO 6.126, di Giuliano Guzzo

    • RESPINTO IL RICORSO DEI GENITORI

    La Cedu dà l’ok all’uccisione di Vincent Lambert

    La Corte europea per i diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso dei genitori di Vincent Lambert, dando così il via libera all’arresto di alimentazione e idratazione per il quarantaduenne francese. La Cedu si è rifiutata di esaminare quanto è successo negli ultimi quattro anni, richiamandosi a una sua sentenza, iniqua, del 2015. Rimane il ricorso al Comitato dell’Onu sui disabili.

    • LA SENTENZA CEDU

    Utero in affitto, strategia europea per il sì

    Con la recente sentenza, la Cedu ha benedetto la pratica dell’utero in affitto, non chiedendo di legalizzarlo, ma chiedendo di legalizzarne gli effetti, cioè riconoscere il figlio avuto con tale pratica. Così si avvicina a legalizzare la causa.