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secolarizzazione

Svizzera: insieme alla fede crolla la produzione di ostie

Un segnale inconsueto da conventi e monasteri svizzeri, dove le religiose preparano il pane destinato all'altare. Sempre meno richieste, perché i fedeli sono sempre meno.

Borgo Pio 20_12_2022

Da conventi e monasteri svizzeri arriva un sintomo inedito ma significativo del crollo di fedeli: la domanda di ostie da consacrare cala drasticamente. Ne parla RSI, la radio-tv svizzera di lingua italiana, che ha intervistato le religiose del convento domenicano di Maria Zuflucht a Weesen, nel canton San Gallo.

È un'antica tradizione quella di preparare il pane destinato all'Eucaristia, che le monache portano avanti con spirito contemplativo, quasi una preparatio ad Missam, ben sapendo che quelle piccole ostie rotonde sull'altare diventeranno il Corpo di Cristo. Ne sono decisamente meno consapevoli (se nessuno lo insegna più loro...) quei bambini  che «ci dicono che sarebbe meglio se le ostie contenessero del cioccolato», racconta suor Dominique.

Lo scorso anno sono stati in 34mila ad abbandonare la Chiesa in Svizzera. E diminuendo i fedeli, diminuiscono anche le comunioni (ci sarebbe poi da fare un discorso parallelo sulle confessioni, che in generale sembrano ancora meno): «Negli anni '80 rifornivamo 100 parrocchie, oggi sono il triplo, ma la produzione (di ostie) è rimasta invariata», dice suor Consiglia. L'aumento di commissioni è dovuto anche al fatto che un altro monastero nel frattempo ha smesso. «Se i fedeli non vanno più in chiesa diminuisce il numero di ostie da produrre, ma a mancare è soprattutto la fede e questa è la nostra più grande preoccupazione».