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SCANDALO IN BELGIO

Se sei conservatore, Bruxelles ti manda la polizia

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Il sindaco di Saint-Josse-ten-Noode, quartiere di Bruxelles, ha mandato la polizia a interrompere i lavori della conferenza dei Conservatori Nazionali (presente anche il cardinal Müller) per motivi politici

Esteri 18_04_2024
Bruxelles, polizia davanti la sede della conferenza NatCon (La Presse)

La conferenza dei conservatori europei "NatCons” di Bruxelles si è conclusa ieri senza scontri, tantomeno apologie del fascismo, nonostante la gravissima violazione della libertà di parola e riunione imposta nella giornata di martedì dalle autorità socialiste di Bruxelles. 

L'ordine di chiusura della pacifica conferenza, emesso nel primo giorno di dibattiti, martedì 16 aprile dal sindaco del quartiere di Saint-Josse-ten-Noode e deputato socialista di Bruxelles, Emir Kir, citava tra le motivazioni che «l'estrema destra non è la benvenuta… la visione [di NatCon] non è solo eticamente conservatrice (ad esempio, ostilità alla legalizzazione dell'aborto, alle unioni omosessuali, ecc.) ma è anche focalizzata sulla difesa della "sovranità nazionale", che implica, tra le altre cose, una "sovranità euroscettica"». 

Gli agenti avevano dunque agito e vietato lo svolgimento, blindando l’entrata della sala dove si teneva la conferenza, durante l’intevrento del fondatore del Brexit Party, Nigel Farage, intorno alle 12,30 di martedì. Personalità del calibro del primo ministro ungherese Viktor Orbán, del candidato francese di estrema destra Eric Zemmour e dell'ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, degli inglesi Nigel Farage e dell’ex Ministro degli interni conservatore Suella Braverman, del Cardinale Gerhard Ludwig Müller e di altri politici e uomini di cultura, sul conservatorismo nazionale (NatCon) a Bruxelles. 

I fatti di martedì avevano giustamente provocato la reazione anche del primo ministro belga e socialista Alexander De Croo, che aveva definito «inaccettabile» l'intervento della polizia, perchè «vietare le riunioni politiche è incostituzionale». Scioccati e sconcertati per il divieto si erano dichiarati Giorgia Meloni, primo ministro italiano e Presidente dei Conservatori europei, il primo ministro britannico Rishi Sunak e il premier ungherese Viktor Orban che, intervenendo ieri alla conferenza, ha avuto buon gioco a rilanciare la sua battaglia contro la «democrazia illiberale» di Bruxelles. 

Infatti, grazie ad un ricorso presentato a nome degli organizzatori da “ADF International”, una sentenza d’urgenza del tribunale di Bruxelles, emessa nella tarda serata di martedì, ha riconosciuto la legittimità e legalità della conferenza e autorizzato la prosecuzione dei lavori. Mercoledì mattina la conferenza era rispresa e terminata, mentre il sindaco del quartire di Saint-Josse e deputato socialista Emir Kir, si rivolgeva ai social media per annunciare ufficialmente che la conferenza poteva svolgersi, dicendo che l’essere «sindaco significa essere garante della sicurezza pubblica». 

Nonostante la felice conclusione, gli emblematici avvenimenti di martedì svoltisi nella Bruxelles che è anche sede delle isitituzioni europee, hanno mostrato il pericolo che tutti noi corriamo, ovvero chiunque non si adeguerà alla narrazione politica centralista e omologatrice del centralismo social-liberale europeo, potrebbe esser sottoposto a privazioni dei propri diritti umani fondamentali. 

I liberal-socialisti sono molto più pericolosi di chiunque altro, lo dimostrano anche gli avvenimenti di Bruxelles dove, per inciso, non c’era alcuna influenza russa sugli organizzatori. I promoters della conferenza sono stati noti centri di ricerca e pensiero conservatori e non sono russi: la “Edmund Burke Foundation” di Washington, l’”Herzl Institute” di Gerusalemme e la filiale di Bruxelles del college privato ungherese “MCC”. Lo scrittore Salman Rushdie ha recentemente confermato tutti i nostri sospetti, i nuovi censori delle libertà fondamentali sono i progressisti che non sopportano la libertà altrui.