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intervista a fangareggi

"Emilia decadence, il Pd ti ha snaturato tra woke e islamismo"

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"Venuta meno la spinta del buon governo, il Pd in Emilia ha lasciato infiltrare le stupidaggini del woke e della cancel culture. E non vuole confrontarsi col pericolo islamista. Il modello d'integrazione basato sul multiculturalismo è fallito, i fatti di Modena sono di una gravità inaudita, ma i nostri amministratori pensano ai bagni transgender". Intervista al giornalista Nicola Fangareggi. 

Attualità 03_06_2026

Un’Emilia islamista e wokista che non ha compreso la posta in gioco e che non ha capito che il modello di integrazione multiculturalista ha miseramente fallito. Detto da chi viene da sinistra, ma può coltivare il raro lusso di non essere intruppato, fa un effetto diverso. Niente propaganda vannacciana, nessuna rivendicazione destrorsa. Nelle parole di Nicola Fangareggi c’è il lamento per una sinistra che nega fermamente che l’Islam costituisca un problema. 

Fangareggi, 67 anni è giornalista di lungo corso, è stato direttore di quotidiani, fondando emilianet è stato il primo a scommettere sulle potenzialità della rete e attualmente alla guida del sito di informazione 24emilia, ha un punto d’osservazione privilegiato sui fatti di cronaca della regione, che richiamano complesse ricadute culturali.

All'indomani dell'arresto di Yaber Naggay, 22enne di origini marocchine che voleva andare in centro amrato di coltello per fare una strage e si dichiarava soldato dell'Isis, Fangareggi ha denunciato il fallimento dell'integrazione ideologica che caratterizza le politiche di questa terra ancora sospesa tra la via Emilia e il west. 

Ha fatto politica come assessore a Reggio Emilia negli anni ’90, un socialista proveniente dal mondo cattolico. Ma soprattutto, come spiega in questa intervista alla Nuova Bussola Quotidiana, “mi posso permettere di vedere le cose e scriverne senza preconcetti. È stato svantaggioso per la carriera, ma non per la libertà”.

Fangareggi, prima Modena, poi Reggio Emilia con il 22enne arrestato dopo aver annunciato una strage. Che succede in Emilia?
L’Emilia sconta un problema gigantesco, più di altre zone d’Italia. Storicamente è la roccaforte del modello amministrativo della sinistra italiana, ma venuta meno la spinta propulsiva dell’operaismo e del buon governo, si è infilata in una strada wokista. Questo ha prodotto per il Pd, che qui governa, l’impossibilità di capire che cosa sta succedendo nel nome di un’accoglienza indiscriminata.

È contrario all’accoglienza?
Io non sono contrario all’accoglienza, né vedo la cosa in termini di distinzione di razza e di credo, ma è inutile continuare a fingere che l’integrazione con il mondo islamico sia uguale all’integrazione con altre popolazioni, come gli ortodossi…

Sembra di risentire il cardinale Biffi…
Il problema è il rapporto con l’Islam, che è una religione che si fa politica e nelle sue forme contemporanee riflette una distanza con i valori dell’Occidente e dell’Europa.

Il processo però era ampiamente annunciato…
Ricordo quando 20 anni fa assistemmo assieme all’elezione di Papa Benedetto XVI. Bisogna riconoscere che con il discorso di Ratisbona aveva centrato il punto.

Però dalle parti della politica di governo emiliano nessuno parla di rischio jihadista, ad esempio. Perché?
È abbastanza divertente vedere come adesso sia uscita fuori questa nuova moda del problema psichiatrico applicato a immigrati di seconda generazione del mondo islamico.

Noi l’abbiamo chiamata la coperta di Linus della sinistra emiliana, per minimizzare il rischio della radicalizzazione e ridurre le ansie…
Io parlerei anche di una foglia di fico. Ora, è evidente che uno che semina il terrore con una macchina a tutta velocità o chi esce di casa con un coltello abbia certamente qualche problema psichiatrico, ma mi sembra che confidiamo in forma eccessiva nelle potenzialità della psichiatria, la quale è una scienza importante, ma non ha niente a che vedere con l’etica, il diritto e la politica. Insomma, una foglia di fico così sottile da non essere credibile.

L’Emilia per anni è stata considerata baluardo di benessere, di buongoverno. E ora?
In Emilia sono passate tre settimane dai fatti di Modena e non ne parla nessuno. Eppure, è stato un fatto inaudito, mai accaduto nella nostra storia. E invece viene derubricato a problema psichiatrico e che solo per un caso fortunato non ci sono stati dei morti. Ma le gambe alla donna tedesca chi le restituisce?

Però sono state fatte delle manifestazioni in piazza grande, l’indomani della strage…
Una forma per cercare di assorbire lo sgomento, nel tentativo di tranquillizzare il popolo come a dire: “Noi siamo l’Emilia, siamo il Pd, possiamo stare tranquilli, non c’entra con noi quello è successo, è una disgrazia venuta da fuori, noi siamo uniti, abbiamo gli anticorpi”. È un’azione politica del Pd comprensibile, ma insufficiente.

E invece?
E invece continua a non essere riconosciuto come problema il fatto delle seconde generazioni che si sentono escluse. Sono arrivati con i barconi, attratti dalle luci dell’Europa e scoprono un mondo nel quale non hanno alcuna intenzione di integrarsi, ma se non c’è una integrazione alla base, allora aveva ragione la Fallaci.

Ma il Pd come cerca l’integrazione?
Noi siamo il pensiero di Platone e Aristotele, abbiamo creato una civiltà, il diritto; Invece oggi siamo qui a dover vedere i nostri amministratori preoccuparsi dei bagni transgender, del woke, della cancel culture…tutte stupidaggini, che finiranno per diventare un costo elettorale molto salato.

La sinistra non vede i problemi o li cavalca?
Bologna, Modena e Reggio i problemi li vedono, ma hanno un tale imprinting di sinistra incapace di reggere un sistema di valori, che ha un contatto con il mondo reale. La sinistra rappresentava i lavoratori, qui sono state create solide amministrazioni, ma oggi non c’è più nulla di tutto questo. Ci sono solo le stupidaggini in salsa woke. A questo aggiungiamo che non ha un’idea di futuro, è ostile a tutto.

Se Atene piange, Sparta non ride. La destra non è riuscita a imporre questi valori, però.
Perché manca una reazione culturale di questa destra, il Governo Meloni più che di destra è un governo un po’ democristiano, quasi forlaniano e non è un caso che ora assistiamo al protagonismo del generale Vanacci.  

Perché?
Perché interpreta quel senso di reazione letteralmente reazionario, di gente che non ne può più. Le città emiliane sono sempre state abituate a una vita costruttiva di lavoro, il Pci di Berlinguer non avrebbe mai accettato che la sinistra diventasse nemica della sicurezza, non sarebbe mai stato possibile, perché nelle corde di quel popolo che si fidava del Pci l’idea di un ordine sociale era stabilito come valore primario. Oggi i Comuni le battaglie le fanno sulle zone 30

Veniamo alla sua Reggio Emilia. C’è un assessore che viene proprio dalla seconda generazione islamica. Ma sul conto di Marwa Mahmoud, assessore alla coesione sociale e alla scuola, non sono mancate le polemiche: prima l’accusa ai reggiani di essere razzisti e la creazione dello sportello antirazzista; poi la sparata sulla decolonizzazione del sapere nelle scuole…
Mahmoud è un’indicazione diretta di Elly Schlein, che l’ha voluta nella sua segreteria. Le faccio una previsione…

Prego…
L’anno prossimo Marwa Mahmoud entrerà nelle liste del Pd per il Parlamento.

Sarà brava…
È un simbolo, è figura esplicitamente appartenente all’Islam, al di là della persona, che è cresciuta nell’ambito della politica immigrazionista cui il mondo post-comunista e cattolico ha spalancato le porte negli ultimi due decenni. Non è una figura radicalizzata, ma in modo ingenuo ha assunto posizioni del mondo femminista e coltiva una rete di relazioni che è esterna al tessuto locale. Quello che serve a Schlein per imporla perché avere qualche donna con un simbolo di appartenenza religiosa la aiuterà.

L’Islam in Emilia sta conquistando spazi, eppure sembra nascondersi un certo vittimismo. Come se lo spiega?
Mi sembra solo di facciata. “Vendere” ai cittadini di Reggio l’apertura di uno sportello anti razzista quando gli stessi cittadini hanno smesso di uscire la sera perché c’è il rischio che vengano accoltellati o che si trovino i negozi con le vetrine spaccate o con interi quartieri inaccessibili… ma quale vittimismo. Parlano di cancel culture con una cultura molto bassa, a noi che la civiltà l’abbiamo creata.

Lei viene dal mondo cattolico. Anche la Chiesa in Emilia sta strizzando l’occhio al crescente islamismo. Il cardinal Zuppi predilige le cene di fine Ramadan, ad esempio…
Il mondo cattolico? Guardi, sto zitto per carità… le dico solo che in una parrocchia di Reggio da diverso tempo compaiono le bandiere ucraina e palestinese. E da circa un mese è stata anche issata quella della Repubblica iraniana…

Dove?
Non lo dico perché non vorrei mettere in difficoltà il sacerdote a cui voglio bene, quando l’ho vista mi sono chiesto: “Siamo su scherzi a parte?”. Purtroppo no, anche nella Chiesa si è infiltrato il wokismo.