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L’INIZIATIVA

Riecco i 40 giorni per la Vita, con preghiere e testimonianze

Dopo l’esperienza dello scorso anno, ritornano i 40 Giorni per la Vita, un’iniziativa della Diocesi di Ventimiglia - San Remo. In programma, a partire dal 28 dicembre (Santi Innocenti), preghiere e veglie per chiedere a Dio di porre fine all’aborto, all’eutanasia e agli altri delitti contro la vita. Previste anche testimonianze per sensibilizzare sul tema.

Vita e bioetica 24_12_2022

La battaglia in difesa della vita è forse tra le più lunghe e difficili, ma l’esercito pro-life procede determinato. Ed è così che tra le tante importanti iniziative, anche quest’anno ritornano i “40 giorni per la Vita”, ovvero 40 giorni in cui sono in programma preghiere e veglie, conferenze e testimonianze per conoscere e approfondire la causa pro-vita, la tragedia dell’aborto e dell’eutanasia, implorando Dio per la fine di questi delitti e proponendo anche realtà che aiutano a conoscere la gravità di tali atti.

La campagna, ispirata all’iniziativa americana dei 40 days for Life, è partita l’anno scorso nella Diocesi di Ventimiglia - San Remo, a cui quest’anno si unisce anche “40 giorni per la vita - coordinamento di Bergamo”, che nel territorio orobico organizza una fitta rete di gruppi culturali e di preghiera. Ogni giorno infatti, si daranno il cambio una ventina di gruppi, associazioni, parrocchie e anche monasteri che garantiranno una incessante orazione per la Vita lungo tutta la durata dell’iniziativa.

Chiunque desideri unirsi a questa grande preghiera in difesa della vita nascente, può farlo grazie al libretto disponibile assieme a tutte le informazioni sul nuovo sito https://40giorniperlavita.it/, dove ogni giorno è proposto un salmo con una diversa intenzione di preghiera e un brano da meditare tratto dall'enciclica Evangelium Vitae. Oltre alla preghiera quotidiana sarà possibile partecipare o seguire da remoto alcuni eventi e testimonianze, occasioni importanti per approfondire le diverse tematiche e condividere esperienze significative.

Il programma è molto ricco e diversificato e prevede sia nel territorio della diocesi intemelia sia in provincia di Bergamo, preghiere, adorazioni eucaristiche, incontri formativi e momenti di testimonianza pubblica. Il calendario completo degli eventi e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito Internet della campagna.

Per questi 40 giorni (numero significativo nella Sacra Scrittura) ci si impegna a riflettere sui temi proposti e a dedicare del tempo alla preghiera per ogni intenzione, aiutati ogni domenica da una breve catechesi che fa da filo conduttore per la settimana, con particolare riferimento all’Esodo e ai problemi che caratterizzano anche la nostra società contemporanea. Ma questi giorni sono anche occasione per camminare assieme al nascituro, per conoscerlo in profondità e comprendere l’importanza di difenderlo in quanto persona con dignità e diritti, e soprattutto perché creatura di Dio creata a Sua immagine e somiglianza.

Come scriveva già san Giovanni Paolo II nell’Evangelium Vitae, il problema che riguarda le scelte contro la vita oggi “si pone anche sul piano culturale, sociale e politico, dove presenta il suo aspetto più sovversivo e conturbante nella tendenza, sempre più largamente condivisa, a interpretare i menzionati delitti contro la vita come legittime espressioni della libertà individuale, da riconoscere e proteggere come veri e propri diritti”. Per questo è necessario conoscere e far conoscere la gravità di ogni atto contro la vita, e smentire il falso slogan “il corpo è mio, decido io” che ha ripercussioni sul pensiero collettivo facendo accettare anche legislativamente pratiche contro la dignità umana e i diritti dell’uomo, nel nome di una libertà che nuoce al prossimo.

La Chiesa, che è Madre e Maestra, ribadisce da secoli l’inviolabilità e la sacralità della vita, condannando ogni atto contrario ad essa, ma si preoccupa anche di soccorrere e accompagnare, implorando la misericordia di Dio per chi si trova smarrito dopo aver fatto ricorso a tali atti, come nel caso dell'aborto, che procura una ferita profonda nell’intimo della madre. Accanto al sostegno spirituale si pone anche la carità nel sostenere economicamente le mamme in difficoltà per una gravidanza, attraverso progetti e realtà da sempre in prima linea per la vita.

In una società che fugge l’idea di sacrificio per dare spazio al proprio egoismo, nel cui nome ogni atto diventa lecito, i 40 giorni per la Vita sono una voce che grida nel deserto, un silenzioso ma forte avanzare di quanti si uniscono con la preghiera e le opere, per dare voce a chi non ne ha. Madre Teresa di Calcutta ci ricorda che “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.