Portogallo, vince il socialista Seguro. Balzo della destra patriottica
Ascolta la versione audio dell'articolo
António José Seguro, appoggiato anche da tutto l’establishment democristiano, ha vinto le elezioni presidenziali con circa il 66% dei voti contro un buon 34% di André Ventura (90% delle schede scrutinate), che con il suo partito di destra, Chega, pone fine al bipolarismo.
Il Portogallo domenica 8 febbraio ha votato per il secondo turno delle elezioni presidenziali, i cittadini erano chiamati a scegliere tra il candidato socialista (PS) di centrosinistra António José Seguro e il leader del partito di estrema destra Chega (Basta), André Ventura. Tra disastri meteorologici, rinvii in alcune località e alleanze indigeribili tra democristiani e socialisti, la vittoria è andata al socialista Seguro, appoggiato anche da tutto l’establishment democristiano, con circa il 66% dei voti contro il 34% circa dei consensi di Ventura: così al momento in cui scriviamo e con il 90% dei voti scrutinati. In ogni caso il bipolarismo è finito e la destra patriottica di Ventura si impone come baluardo più credibile rispetto a socialisti e sinistre del Paese.
Un’elezione segnata appunto dalle devastazioni meteorologiche e dai disastri da esse provocate (cicloni Leonardo e Marta) nei giorni scorsi in tutto il Paese che hanno costretto alcune cittadine, ma non il governo, a rimandare il voto. Diversi leader della coalizione al potere, l’Alleanza Democratica (AD) composta dal Partito socialdemocratico e democristiani del Partito popolare, hanno tradito pubblicamente i propri elettori, sottoscrivendo una lettera di sostegno pubblico al candidato socialista Seguro. Lascia perplessi la decisione contraddittoria dell’esecutivo di aver rifiutato ogni proposta di posticipare il voto a causa dell’emergenza meteorologica, nonostante lo stesso primo ministro Luís Montenegro, in una dichiarazione alla nazione giovedì 5 febbraio, avesse annunciato la proroga dello stato di calamità fino al 15 febbraio e la stima di 4 miliardi di danni provocati dal maltempo. Non sono bastate le almeno 14 persone morte durante, o subito dopo, i cicloni extratropicali che hanno causato gravi inondazioni dalla città meridionale di Alcoutim alla città di Porto, dove le acque del fiume Duero hanno straripato nel quartiere Ribeira, né l'interruzione della distribuzione di energia elettrica ad oltre 100.000 abitazioni in tutto il Paese, per convincere il governo a rimandare il voto.
Undici milioni di persone in Portogallo e all'estero avevano diritto di votare. Il socialista Seguro aveva ottenuto nel primo turno il 31,1% dei voti e il conservatore Ventura si era fermato al 23,52%, come da noi descritto in queste pagine. Dopo 40 anni il Paese è stato chiamato al ballottaggio, l’ultima volta era accaduto nel 1986, quando il leader del Partito socialista, Mário Soares, secondo al primo turno, sconfisse il leader conservatore di destra (del CDS) Diogo Freitas do Amaral. Soares ottenne il 51,18% dei voti (3.010.756 voti), mentre do Amaral ottenne il 48,82% (2.872.064 voti). A 40 anni da quelle elezioni, il panorama politico in Portogallo è cambiato anche per merito di Ventura che ha portato il suo partito a sconfiggere il bipolarismo dell’establishment (democristiani sempre più liberal e socialisti sempre meno operaisti), imponendosi come bacino di raccolta dell’elettorato conservatore, patriottico e cristiano.
Prima che la campagna fosse ufficialmente interrotta dalle due tempeste mortali e distruttive, i sondaggi di opinione suggerivano che anche gli elettori si stavano schierando con Seguro. Secondo diversi sondaggi, tra cui uno condotto dai sondaggisti dell'Università Cattolica, il candidato socialista era al 67% contro il 33% di Ventura. Se Ventura dovesse ottenere più del 32% dei voti, Chega avrebbe ottenuto una quota di voti maggiore rispetto a quella ottenuta dal PSD al governo alle ultime elezioni generali. Gli analisti, intervistati dal Guardian nei giorni scorsi, affermavano giustamente che un risultato oltre il 33% del partito Chega e di Ventura potrebbe segnare un altro spartiacque politico, perché dimostrerebbe il superamento della percentuale di voti raggiunti lo scorso maggio dal leader e attuale capo del governo, Montenegro, certificando l’attrazione dell’elettorato di centrodestra verso la destra conservatrice e patriottica di Ventura.
L'affluenza alle urne al secondo turno delle elezioni presidenziali era già, alle 12:00 di domenica, del 22,35%, secondo i dati del Segretariato Generale del Ministero dell'Interno, al 45% alle 16.00, in linea con il primo turno dello scorso gennaio.
In definitiva, con circa il 90% delle schede scrutinate, l’elezione del candidato dell'establishment socialista e democristiano António José Seguro è certa con circa il 65-68% dei voti, al candidato André Ventura vanno invece tra il 32 e il 35% dei consensi.
Portogallo al voto, il sovranista Ventura è al ballottaggio
Al ballottaggio delle presidenziali in Portogallo arrivano il socialista Seguro e il sovranista Ventura. Ora sta ai partiti centristi, sconfitti al primo turno, decidere da che parte schierarsi, considerando che i socialisti hanno fatto disastri (come ovunque).

